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radiologia moderna

Chiedi al tuo radiologo: la figura del radiologo di oggi

radiologia moderna

Chiedi al tuo radiologo: la figura del radiologo di oggi…

Possiamo considerare il moderno medico radiologo come il medico esperto nell’interpretazione delle immagini del corpo del paziente ottenute con la risonanza magnetica, la TAC, la radiologia tradizionale, la mammografia, l’ecografia e l’angiografia. Queste macchine radiologiche infatti producono immagini che, interpretate con gli occhi esperti del medico radiologo, permettono di “scovare” la malattia e di “vederne” gli effetti sul corpo del paziente. Spetta quindi al medico radiologo, ricorrendo alla macchina più idonea per lo specifico problema del paziente, arrivare a conclusioni diagnostiche che orientino la successiva terapia o che indichino il successivo percorso per una diagnosi definitiva. Considerata la molteplicità delle apparecchiature, la complessità e raffinatezza del corpo umano, esistono inoltre medici radiologi che sono diventati dei superesperti di diagnosi con immagini (imaging) delle malattie di un singolo distretto corporeo o di un singolo organo. È questo il caso del neuroradiologo, del radiologo toracico, del radiologo angiografista esperto di imaging cardiaco e vascolare, dell’oncoradiologo, dell’uroradiologo, ecc. Esprime bene la complessità del lavoro del medico radiologo lo slogan promosso dalla Società Italiana di Radiologia Medica che recita: “Chiedi al tuo radiologo” e questo per indicare che è il medico radiologo lo specialista più idoneo ad indirizzare al tipo di imaging da usare per uno specifico problema di un paziente e per orientarlo al minor rischio e maggior beneficio atteso nel caso di indagini con apparecchiature che comportino l’esposizione alle radiazioni X. Parla il dott. Ernesto Bissoli, direttore dell’unità operativa radiologia, Ulss 15

Dott. Bissoli ci potrebbe dire quanto contribuisce il lavoro del radiologo nell’attività diagnostica?

In sanità l’attività diagnostica si fonda su 3 pilastri: il laboratorio, intendendo con questo termine tutta la diagnostica fatta sul sangue e sui liquidi biologici dei pazienti, l’anatomia patologica, intendendo la diagnostica microscopica ottica ed ultrastrutturale elettronica fatta sulle cellule di lesioni espansive del corpo umano e da ultimo l’imaging radiologico. Si può affermare che la prima linea di diagnostica la facciano il laboratorio e l’imaging radiologico ai quali generalmente ricorre una popolazione piuttosto ampia, mentre all’anatomia patologica mediamente si rivolge una popolazione più selezionata e ristretta.

Al giorno d’oggi quanti tipi di raggi esistono?

In fisica con il termine radiazione si indica la propagazione di energia nello spazio. Tipici esempi di radiazioni sono la luce ed il calore. L’energia che si propaga per onde è detta radiazione ondulatoria, quella che si propaga per corpuscoli è definita radiazione corpuscolare. Tipiche radiazioni ondulatorie sono le onde sonore e tipiche radiazioni corpuscolari sono le radiazioni alfa e beta. In medicina viene utilizzata la radiazione elettromagnetica che è un tipo di radiazione ondulatoria ottenuta dai campi elettromagnetici. Sono radiazioni elettromagnetiche i raggi gamma, i raggi X, le radiazioni ultraviolette, la luce, gli infrarossi e le microonde. Richiedono particolare attenzione quelle onde elettromagnetiche che trasportano così tanta energia da produrre ioni quando attraversano il corpo umano: le radiazioni ionizzanti, cioè i raggi gamma e i raggi X. Gli ioni determinano una certa quota di danno cellulare; danno che solitamente viene del tutto riparato dagli automatismi di riparazione del nostro organismo. Si deve comunque considerare che anche la semplice ordinaria esposizione al sole comporta inevitabilmente una certa dose di radiazioni, la cosiddetta radiazione naturale. In qualche particolare e sfortunato individuo, per una molteplicità di fattori non tutti ben conosciuti, i meccanismi di riparazione dei danni cellulari da radiazioni non sono sufficientemente efficienti. In questi individui possono svilupparsi dei tumori cosiddetti radioindotti.

Fare un’indagine radiologica ad un adulto è cosa diversa da fare un’indagine ad un bambino? Se si, perché?

L’età pediatrica è caratterizzata da maggiore radiosensibilità perché le cellule del bambino si replicano più rapidamente di quelle dell’adulto. Devo a questo punto specificare che durante le fasi di attiva replicazione cellulare si manifestano più facilmente gli effetti dannosi delle radiazioni. Inoltre il bambino ha un’aspettativa di vita maggiore dell’adulto e quindi, se esposto a radiazioni ionizzanti, ha più probabilità di manifestare negli anni a seguire il danno subito. Appropriatezza, giustificazione e ottimizzazione delle indagini che impiegano radiazioni ionizzanti sono pertanto requisiti irrinunciabili, soprattutto in età pediatrica. Tali requisiti determinano che il ricorso a queste indagini sia ridotto allo stretto necessario e che la dose erogata sia il più possibile contenuta (fatta salva l’adeguatezza del contenuto informativo). Inoltre la scelta delle attrezzature deve riguardare quelle più aggiornate e performanti e devono essere predisposti protocolli delle procedure che tutti, tecnici e medici radiologi, devono rispettare. Per esempio andrà limitato l’esame alla sola parte del corpo da esaminare, evitando scansioni multiple, ottimizzando l’esame al quesito clinico e giustificandolo, cioè valutandolo come necessario e non sostituibile con metodiche alternative non ionizzanti come l’ecografia o la risonanza magnetica.

Un radiologo nella sua attività collabora con il tecnico sanitario di radiologia medica (TSRM). Di cosa si tratta?

Il TSRM è il primo, diretto e insostituibile collaboratore del medico radiologo in quanto partecipa alla programmazione e all’organizzazione del lavoro di tutta la radiologia. Il TSRM infatti, previa giustificazione da parte del medico radiologo dell’indagine con raggi X richiesta, controlla e registra i dati anagrafici del paziente ed esegue l’esame adottando le procedure più appropriate per garantirne la qualità e il rispetto delle norme di radioprotezione, in particolare:

  • Secondo il protocollo concordato con il medico radiologo, acquisisce, elabora, stampa, archivia digitalmente e trasmette le immagini radiologiche ottenute, registrando anche le dosi erogate.
  • Fornisce informazioni al paziente sugli aspetti radioprotezionistici spiegandogli le procedure necessarie per ridurre al minimo la dose.
  • Controlla il corretto funzionamento delle apparecchiature affidate attuando su di esse i programmi e protocolli di verifica della qualità.

di Redazione InFormaSalute

Redazione InFormaSalute

Ogni due mesi diamo voce ai medici, agli specialisti e ai responsabili che operano nel territorio per avere risposte, spiegazioni e informazioni sulle questioni di maggior interesse. Senza il team redazionale, nulla di questo sarebbe possibile!

Dr. Ernesto Bissoli

Direttore dell’unità operativa radiologia, Ulss 15

InForma Salute
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