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clownterapeuta

Il Clownterapeuta: un valore aggiunto fornito da 6.500 clown dottori italiani

Quel pezzo di gomma rossa che può cambiare la giornata a qualcun altro.

Stiamo parlando della clownterapia o la cosiddetta terapia del sorriso. Questa disciplina si intensifica verso la fine degli anni 90, ma circa 350 anni fa ci aveva già pensato un sacerdote italiano di nome Angelo Paoli il quale aveva ben pensato di travestirsi e truccarsi per far sorridere i malati.

La clownterapia è ora un’attività condotta da personale specializzato e riveste un ruolo indispensabile all’interno degli ospedali.

Parliamo della esperienza nel Policlinico Tor Vergata di Roma con la Dirigente dell’Accoglienza, Tutela e Partecipazione-Urp , Maria Rosa Loria ed incontriamo la Presidente dei “Sorrisiamo clown dottori”, Ottavia Cantuti Castelvetri, una delle associazioni che opera nell’ospedale romano.

clownterapia

Presidente, all’interno dell’ospedale Tor Vergata la clownterapia è un’attività principalmente svolta da chi?

La clownterapia è un’attività che negli ultimi tempi, e sempre di più, si sta affermando all’interno delle strutture ospedaliere, proprio a dimostrazione degli indiscussi benefici che ne ricevono non solo i pazienti ma anche i familiari e lo stesso personale in servizio nel reparto.

La clownterapia è condotta da tre diverse Associazioni-Organizzazioni di riferimento: l’Associazione Sorrisiamo presso l’Ematologia, l’Associazione Magicaburla in Pediatria ed infine il SISM (Segretariato Italiano Studenti Medicina) in Pediatria e Neurospichiatria Infantile.

Il SISM è un gruppo nazionale composto da studenti di medicina con diverse iniziative e la clownterapia è una cosa abbastanza recente, dove quindi la preparazione non è a livello degli standard della federazione nazionale (FNC), alla quale invece fanno parte Magicaburla e Sorrisiamo.

Come vi proponete ed organizzate presso il Policlinico Tor Vergata?

Per l’anno 2017 ci auspichiamo di implementare ulteriormente l’attività estendendola anche ad altri reparti. Recentemente, infatti gli interventi dei clown dottori hanno visto, in via sperimentale, coinvolti anche i piccoli pazienti nel percorso verso le sale operatorie.

La clownterapia, condotta da personale esperto ed appositamente formato, riveste un ruolo di grande ausilio per i pazienti del nostro ospedale e si inserisce armoniosamente all’interno della filosofia, da sempre promossa dal Policlinico Tor Vergata, del “prendersi cura” della persona in un approccio olistico e globale che passa anche per un processo di sdrammatizzazione e di recupero di momenti di serenità e spensieratezza.

Quali sono i reparti dove siete più presenti?

Si tratta spesso di un’attività rivolta perlopiù ai pazienti pediatrici ma, in realtà, è dimostrato che i vantaggi che ne derivano riguardano anche le persone adulte, sia in termini di sdrammatizzazione e distrazione che di valorizzazione del potere terapeutico del ridere e sorridere: inoltre, compito del clown è aiutare il paziente a ritrovare la propria capacità di reagire. Per questo motivo al Policlinico Tor Vergata la clownterapia è presente non solo presso gli ambulatori di pediatria e di neurospichiatria infantile, ma anche presso la UOC di Ematologia dove i pazienti sono adulti.

Per fare questa attività di cosa c’è bisogno?

In un’ottica di tutela e di garanzia dei pazienti le organizzazioni che effettuano clownterapia al Policlinico Tor Vergata devono necessariamente ricevere una preventiva autorizzazione formale da parte della direzione generale, per il tramite dell’ufficio accoglienza, tutela e partecipazione – urp – che ne verifica il possesso dei requisiti necessari per poter svolgere tale attività e che si tradurrà operativamente in un protocollo di intenti o in una convenzione, previo una dimostrabile preparazione.

La formazione del clown dottore è infatti molto importante, per rapportarsi con i pazienti di qualsiasi età ed è fondamentale che conosca le tecniche clown teatrali d’improvvisazione, ma anche che capisca la psicologia del bambino o dell’adulto ricoverato.

Ho letto che nel padovano ci sono stati dei falsi clown, che chiedevano fondi per dei bambini ospedalizzati. Che consigli possiamo dare alle persone che ci stanno leggendo?

Il tema delle false raccolte fondi, purtroppo, è largamente diffuso in molti settori e non solo in sanità.

Valgono quindi le cautele che possono essere generalmente applicate anche in altri ambiti e in particolare è opportuno fidarsi solo di organizzazioni verificate e conosciute magari per esperienza personale diretta o indiretta, diffidando da approcci improvvisati o che non hanno ricevuto una preventiva verifica ed autorizzazione da parte dell’Ospedale stesso o di enti terzi.

Inoltre consigliamo di consultare le indicazioni che trovate sul sito FNC – Italia della federazione nazionale clown dottori.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

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