• Informasalute N.75

    Informasalute N.75

    Febbraio 2020

    CORONAVIRUS, IL SUO NEMICO È L’IGIENE

    Leggi tutto

  • Informasalute N.74

    Informasalute N.74

    Gennaio 2020

    LUDOPATIA? NO, GRAZIE

    Leggi tutto

  • Informasalute N.73

    Informasalute N.73

    Dicembre 2019

    I colori della vita

    Leggi tutto

  • Informasalute N.72

    Informasalute N.72

    Novembre 2019

    L’età del bisogno

    Leggi tutto

  • Informasalute N.71

    Informasalute N.71

    Ottobre 2019

    Tutta questione di K-RAS

    Leggi tutto

CORONAVIRUS, FACCIAMO IL PUNTO

Cosa sono il nuovo Coronavirus e il “COVID-19”. La situazione in Italia e nel Veneto e le misure adottate dal Governo per prevenire il contagio.

Coronavirus: scrivere di questo argomento significa occuparci di un fenomeno che in questi giorni è in costante evoluzione e i cui aggiornamenti devono tenere necessariamente conto della data in cui vengono pubblicati. Ma prima di fare comunque il punto della situazione sulla diffusione del virus in Italia e in particolare nel Veneto è opportuno chiarire di che cosa stiamo esattamente parlando.

Innanzitutto stiamo parlando di un “nuovo” Coronavirus, dal momento che – come informa il Ministero della Salute – quella dei Coronavirus è una vasta famiglia di virus identificati ancora alla metà degli anni ‘60 e noti per essere la causa di malattie che vanno dal comunissimo raffreddore fino a malattie più gravi come la Sindrome respiratoria mediorientale (MERS) e la Sindrome respiratoria acuta grave (SARS). Si chiamano così perché al microscopio elettronico presentano una forma simile a una corona. Un “nuovo” Coronavirus è un nuovo ceppo di virus appartenente a questa famiglia che non è stato precedentemente mai identificato dall’uomo. È il caso appunto del Coronavirus oggi denominato “SARS-CoV-2” (precedentemente “2019-nCoV”) che non era mai stato identificato prima di essere segnalato nel dicembre 2019 a Wuhan in Cina. Un’altra sigla ormai generalmente nota, perché compare frequentemente nei comunicati e nelle notizie relative al contagio, è quella di “COVID-19”: questo è il nome dato dalla comunità scientifica alla malattia provocata dal nuovo virus. La spiegazione della sigla è semplice: “CO” sta per “corona”, “VI” sta per “virus”, “D” sta per “disease” (“malattia) e 19 è l’anno in cui la patologia si è manifestata.

I sintomi correlati all’infezione da nuovo Coronavirus possono essere lievi – come tosse, raffreddore, mal di gola, febbre – oppure più severi come difficoltà respiratorie e polmonite. Tuttavia, in caso di sospetto di nuovo Coronavirus, è necessario effettuare esami di laboratorio per confermare la diagnosi. Sempre come specifica il Ministero della Salute, la patologia “raramente può essere fatale”. La maggior parte delle persone (circa l’80%) guarisce dalla malattia senza bisogno di cure specifiche. Circa 1 persona su 6 con COVID-19 si ammala gravemente e sviluppa difficoltà respiratorie. Le persone più suscettibili alle forme gravi sono gli anziani e quelle con malattie pre-esistenti, quali diabete e malattie cardiache. Al momento il tasso di mortalità (fonte OMS) è di circa il 2%.

Il nuovo Coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso il contatto stretto con una persona malata. La via primaria di contagio sono le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite la saliva (tossendo e starnutendo), i contatti stretti personali e le mani, qualora si tocchino con le mani contaminate (non ancora lavate) la bocca, il naso o gli occhi. Sono comunque in corso studi per comprendere meglio le modalità di trasmissione del virus. Per “contatto stretto” si intendono le situazioni di vicinanza diretta con un caso sospetto o confermato di COVID-19: operatori sanitari o altre persone impiegate nell’assistenza; essere stati a stretto contatto (faccia a faccia) o in un ambiente chiuso oppure vivere nella stessa casa assieme al caso sospetto o confermato. I “contatti stretti” riguardano anche la vicinanza immediata con il cosiddetto “caso indice” nei viaggi in aereo. Dal punto di vista delle terapie, al momento non esiste un trattamento specifico per il COVID-19 e cioè per la malattia causata dal nuovo Coronavirus. Terapie specifiche sono in fase di studio.

La casistica in Italia e le misure di contenimento.

Sotto il profilo epidemiologico, in Italia la situazione è inevitabilmente “in progress” e quello che si scrive oggi altrettanto inevitabilmente varia domani. Nel momento in cui scriviamo (dati ufficiali diffusi dal Dipartimento della Protezione Civile, aggiornati alle ore 18 di martedì 10 marzo 2020) i casi “positivi” accertati in Italia di contagi da nuovo Coronavirus sono 8.514. Sempre al 10 marzo 2020, nel nostro Paese sono stati 10.149 i casi totali.

Si tratta attualmente della maggiore incidenza della patologia tra i Paesi europei.

Dei casi attualmente “positivi”, 4.427 sono in Lombardia, 1.417 in Emilia-Romagna, 783 in Veneto. Seguono le altre Regioni con Piemonte, Marche, Toscana, Lazio, Campania, Liguria e Friuli-Venezia Giulia che fanno registrare numeri a tre cifre. In Italia sono 1004 le persone guarite. I deceduti sono invece 631: questo numero, però, potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso.

Come noto, dopo le ordinanze governative delle scorse settimane che imponevano misure urgenti per il contenimento del contagio dal virus in Lombardia e nel Veneto, poi ampliate in data 8 marzo 2020 con il Decreto di limitazione degli spostamenti valido per l’intera Lombardia e per altre 14 province italiane, con il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri emanato il 9 marzo 2020 le misure restrittive di prevenzione, valide al momento fino al prossimo 3 aprile, sono state allargate all’intero territorio nazionale. In particolare, viene imposto di evitare ogni spostamento delle persone fisiche, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. Sono sospesi gli eventi e le manifestazioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati. Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal CONI e dalle rispettive federazioni. Si raccomanda ai datori di lavoro pubblici o privati di promuovere, durante il periodo di efficacia del decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario o di ferie. Sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonché tutti gli eventi in luogo pubblico o privato, di qualsiasi natura. Sospensione per i servizi educativi per l’infanzia e per le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado e delle università. L’apertura dei luoghi di culto è condizionata all’adozione di misure tali da evitare assembramenti. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri. Le attività di ristorazione e bar sono consentite dalle ore 6 alle ore 18, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con la sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione. Sono consentite le altre attività commerciali, a condizione che il gestore garantisca un accesso con modalità contingentate o comunque idonee a evitare assembramenti di persone. Nelle giornate festive e prefestive sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, nonché gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali. La chiusura non è disposta per farmacie, parafarmacie e punti vendita di generi alimentari, i cui gestori devono comunque garantire il rispetto della distanza minima di sicurezza tra le persone di almeno un metro. Sono sospese le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali. Sono sospesi i congedi ordinari del personale sanitario e tecnico, nonché del personale le cui attività siano necessarie a gestire le esigenze delle unità di crisi costituite a livello regionale. Sono infine vietati gli assembramenti di persone in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

Alessandro Tich

Condirettore

InForma Salute
    • Casa Editrice

      Agenzia Pubblicitaria Europa 92
      Via Pio IX 27 - 36061 Bassano del Grappa (Vi)
      C.F.: 02101360242

      info@informasalute.net
      tel: 0424.510855
      mobile: 0039.335.7781979

      Seguici su

    • Redazione

      Direttore Responsabile
      Angelica Montagna

      Condirettore
      Alessandro Tich

      Coordinatore Editoriale
      Ledy Clemente
      Romano Clemente

      Redazione
      Romano Clemente
      Alessandro Tich
      Angelica Montagna
      Renzo Deganello
      redazione@informasalute.net

    • Contattaci

      Nome e Cognome (richiesto):


      E-Mail (richiesto):


      Messaggio (richiesto):


      Clicca sul riquadro sottostante per dimostrare che sei umano (richiesto):