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Quando il cuore sfarfalla: cardiopalmo

Il cuore sfarfalla: riflettori sul Cardiopalmo Tachicardico

A colloquio col dottor Roberto Zeppellini, Direttore f.f. della Struttura Complessa di Cardiologia del “San Bassiano”   

Al cuor non si comanda. E così può succedere di sentire lo “sfarfallio del cuore” all’improvviso e in modo vigoroso, un’attività del battito cardiaco senza un preciso motivo: mentre siamo tranquilli, o stiamo a letto, o seduti in poltrona davanti alla tv.
Una sensazione che sorprende e preoccupa, perché di solito non abbiamo la percezione del nostro battito cardiaco se non in condizioni particolari come uno sforzo fisico molto intenso o a seguito di una forte emozione. Talvolta viene avvertito un salto o un “tuffo” del cuore, altre volte invece lo si sente pulsare velocemente, come un battito di ali: le manifestazioni più tipiche del cardiopalmo.
“Il cardiopalmo è un sintomo rappresentato dalla percezione del battito cardiaco come ritmo irregolare o come battito molto più intenso rispetto al normale” – spiega il dottor Roberto Zeppellini, Direttore facente funzioni della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Ospedale “San Bassiano”. Ci rivolgiamo a lui per saperne di più su questo disturbo che il più delle volte non è correlato a gravi patologie, ma che comunque – come sentiremo – non va preso sotto gamba.

Dottor Zeppellini, in quali modi si manifesta il cardiopalmo tachicardico?

“La percezione del battito cardiaco intenso o irregolare può avvenire in modi diversi. Se si avverte un battito irregolare saltuariamente, si tratta di un sintomo che il medico è in grado di individuare come “cardiopalmo extrasistolico”. Riguarda la presenza di extrasistoli, che non sono altro che delle contrazioni anticipate del cuore, avvertite come battito irregolare ed “intenso”.
Oppure abbiamo il “cardiopalmo tachicardico”, con la sensazione di un battito cardiaco estremamente accelerato: quello che viene anche chiamato lo “sfarfallio al cuore”. Esiste anche il “cardiopalmo tachicardico aritmico”. In questo caso il battito veloce, viene percepito anche irregolare.”

A cosa sono dovuti questi disturbi?
“Il cardiopalmo è dovuto di solito a delle aritmie cardiache che insorgono, per svariati motivi, in persone predisposte”

Il cardiopalmo tachicardico è collegato sempre alle aritmie?
“Quasi sempre. In taluni casi, pazienti particolarmente ansiosi avvertono sensazioni simili, ma in realtà non riusciamo a rilevare alcuna anomalia alla base del loro disturbo. Solitamente, comunque, il cardiopalmo sottende la presenza di aritmie cardiache. Da rilevare che molto spesso alcuni pazienti hanno aritmie senza percepire nulla. Avvertire quindi l’irregolarità del battito cardiaco è un fatto soggettivo, personale.”

Che fare?
“Occorre rivolgersi al proprio medico curante che prescriverà degli esami cardiologici più approfonditi per verificare l’eventuale presenza di aritmie. Nei casi dove si rinvenisse cardiopalmo tachicardico incessante associato a frequenze cardiache elevate, allora è utile rivolgersi direttamente al Pronto Soccorso. Il paziente poi dovrebbe cercare di caratterizzare meglio questa sensazione descrivendo il tipo dell’irregolarità riscontrata. Questo può essere fatto attraverso la valutazione del battito cardiaco a livello dell’arteria radiale del polso ove è possibile misurare la frequenza cardiaca e l’irregolarità dei battiti. E’ un efficace sistema di autocontrollo.”

Quando possiamo considerare “anomala” la frequenza delle pulsazioni cardiache?
“La frequenza cardiaca è considerata normale fino a 100 battiti al minuto. Il valore è riferito a condizioni di tranquillità perché essa può variare, ad esempio, con lo sforzo fisico o con l’emozione. Se in condizione di riposo si superano i 100 battiti al minuto, allora il caso può essere sospetto. Con lo “sfarfallio”, le pulsazioni cardiache possono arrivare a 150-180 al minuto. Se ogni tanto salta un battito cardiaco, invece, si può avvertire il classico colpo al petto.”

Come viene accertato il problema nei dettagli?
Le indagini cardiologiche successive saranno indirizzate  a capire quale aritmia sottende il sintomo. Se il cardiopalmo è episodico, risulta spesso difficile individuare che tipo di aritmia è presente. Gli esami che valutano questo aspetto sono rappresentati principalmente dall’elettrocardiogramma, dall’esame holter e dallo studio elettrofisiologico. Le indagini cardiologiche successive saranno indirizzate a verificare se esistono cardiopatie associate con altri esami approfonditi come l’ecocardiogramma, il test da sforzo ed eventualmente la coronarografia.”

Che terapia è prevista per il cardiopalmo?
“La terapia viene stabilita in base al tipo di aritmia e alle cardiopatie che eventualmente vengono rilevate. Ricordo che molte aritmie avvengono in cuori sani e che per molte aritmie non occorre alcuna terapia specifica. Non bisogna dunque allarmarsi. La sincope cioè gli svenimenti, le vertigini o la dispnea ovvero la mancanza di fiato impongono invece una valutazione cardiologica sollecita in quanto sono sintomi molto più preoccupanti. La terapia delle aritmie in genere può variare da un semplice trattamento farmacologico, a quello “ablativo”. Attraverso dei cateteri, cioè, viene individuato il circuito elettrico “difettoso” alla base dell’aritmia, che viene interrotto erogando energia in radiofrequenza. E’ un tipo di intervento che viene effettuato da molti anni in Cardiologia al S. Bassiano. Nel caso di aritmie ancora più severe o di cardiopatie più gravi allora è previsto l’impianto di defibrillatori che sono in grado, attraverso uno shock elettrico di interrompere l’aritmia stessa.

Quale indicazione finale possiamo dare, dottor Zeppellini?
“In conclusione possiamo dire che il cardiopalmo, di per sé, non è un sintomo particolarmente grave. Va comunque sempre valutato effettuando una visita medica ed eventualmente indagini cardiologiche più approfondite.”

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