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Curare e curarsi con le piante

Chiara BonanL'huile essentielle de romarin et d'orange Intervista al dottor Alessandro Menin, medico chirurgo perfezionato in fitoterapia All’inizio del secolo scorso erano usate per tutto: per cucinare, per curare, per rincuorare e per stare in compagnia. La raccolta, la preparazione e la conservazione delle erbe spontanee, sia per usi terapeutici che per l’impiego in cucina, facevano parte di una consuetudine che è stata in gran parte dimenticata, relegata a studi specialistici e ad esperti del settore. Peccato, perché alcune erbe di facile reperimento potrebbero aiutarci ad alleviare malanni banali, ma fastidiosi, evitando l’assunzione di farmaci quando non strettamente necessario. E non solo: Alessandro Menin, medico chirurgo  perfezionato in fitoterapia e componente della commissione “Terapie non convenzionali” dell’Ordine dei Medici di Vicenza, ci ha aiutato a capire più nel dettaglio le infinite potenzialità di piante, fiori e radici nella prevenzione e nella cura di molte patologie, da sole o in associazione alla classica terapia allopatica. Sfatando, nel frattempo, alcuni miti… Dottor Menin, perché ha scelto di approfondire la fitoterapia? “Perché, dal punto di vista pratico, è un aiuto in più per il medico, ampliando il ventaglio terapeutico. Diciamo che ho sempre pensato che la fitoterapia facesse parte della terapeutica e quindi non ci ho visto nulla di strano”! Ma cos’è la fitoterapia? “E’ una branca della medicina che impiega piante medicinali e loro derivati per la prevenzione e cura delle malattie, e per questo motivo può essere  impiegata sia come terapia unica sia associata alle classiche terapie allopatiche”. Potendo contare su entrambe le formazioni (farmaceutica tradizionale e fitoterapia) come sceglie cosa prescrivere ai suoi pazienti? “In base al tipo di paziente che ho davanti: c’è chi cerca l’alternativa al farmaco classico, chi è indifferente e disposto ad usare entrambi, e c’è il “paziente alternativo”, che vuole solo il rimedio naturale”. Come spiega ai pazienti l’eventuale prescrizione fitoterapica? “Non è così difficile, perché il farmaco fitoterapico non è del tutto estraneo al farmaco di sintesi: molti di questi, infatti, sono di estrazione vegetale o sono a base di estratti vegetali. Per fare qualche esempio:  tutti i rimedi contro l’insufficienza venosa, ma anche la digossina (per l’insufficienza cardiaca), il warfarin (anticoagulante), la metformina (per il diabete di tipo II) sono sostanze derivate da molecole presenti nel Regno Vegetale”. Quali patologie si possono curare solo con la fitoterapia? “Sicuramente tutte le patologie più semplici, come l’influenza, le malattie delle prime vie respiratorie, alcuni problemi dermatologici, i dolori osteoarticolari, le affezioni dell’apparato gastrointestinale”. A chi bisogna rivolgersi per la scelta del rimedio naturale? “Bisogna sfatare il mito che tutto quello che è naturale non può fare male. A titolo d’esempio posso citare la cicuta, che è un’erba, ma è mortale. Nella scelta del rimedio è dunque importante avvalersi di persone competenti: per le questioni semplici può essere l’erborista o il farmacista, mentre per problemi più complessi è meglio avvalersi della consulenza di un medico fitoterapeuta. A volte si prescrivono rimedi che sembrano banali, ma è necessario che alla base ci sia la pratica clinica e un’evidenza scientifica: le erbe sono studiate tanto quanto i farmaci tradizionali”! Nel fai da te bisogna dunque stare attenti, ma ci sono piante che troviamo normalmente nel nostro giardino, che conosciamo e che potremmo sfruttare per stare meglio e senza rischi? “Certo: malva e portulaca possono essere aggiunte all’insalata e funzionano da emollienti e   antinfiammatori dell’apparato digerente, la melissa ha proprietà sedative e antispastiche sullo stesso distretto, mentre la lavanda è un blando sedativo ed ha azione espettorante nelle bronchiti”.   La fitoterapia cura il sintomo o la persona? “Dipende dalle scuole di pensiero. Guarda sia il complesso della persona, sia la patologia principale per cui ci si rivolge al medico. Si lavora molto con la prevenzione, soprattutto attraverso l’alimentazione. Conoscendo le proprietà della frutta e della verdura è possibile stabilire dei regimi alimentari preventivi ottimizzati per la persona”. Riesce a dare qualche consiglio valido per tutti? “Per proteggersi dai virus dell’inverno consiglio di mangiare frutta ricca di vitamine (vitamina C,  con arance e agrumi in genere; vitamina A con le carote) e assumere thè verde, aglio e zenzero, che hanno un’azione antivirale/immunostimolante e mettono il corpo nelle migliori condizioni per reagire. Come preventivo del tumore della prostata sono ottimi i pomodori e in generale i cibi ricchi di antiossidanti, come i frutti di bosco”. E’ vero che… una mela al giorno toglie il medico di torno? “Dipende da come la si mangia! Togliere la buccia significa togliere i pesticidi ma anche buttare le proprietà più interessanti del frutto. La polpa contiene sali minerali, vitamine e zuccheri, ma è nella buccia che troviamo i preziosi polifenoli e i flavonoidi, sostanze dalle molteplici proprietà. Il mio consiglio è: scegliere un prodotto biologico, lavarlo con cura e mangiarlo con la buccia”! La propoli: è davvero una panacea per prevenire raffreddori e mal di gola? “In realtà non esistono molti studi sulle persone che dimostrino l’effetto della propoli: quelli che ci sono hanno rilevato alcune proprietà nel trattamento delle rinofaringiti. Al contrario, esistono studi che ne dimostrano gli effetti collaterali e l’effetto allergizzante. Se dovessi dare un consiglio a chi la acquista, direi di sceglierla decerata e di controllare che il produttore standardizzi i principi attivi”. Il miele fa bene? “Il miele è un antitussivo (soprattutto nelle varietà di bosco, di timo, di lavanda). È un composto zuccherino, quindi ha un’azione a livello della trachea e favorisce la fluidificazione del muco”. Un altra panacea per l’inverno: l’echinacea. É davvero utile? “Esistono diverse specie di echinacea e vari estratti ricavati da diverse parti della pianta. L’estratto delle parti aeree di Echinacea purpurea ha azione immunostimolante e s’è visto che ha una qualche utilità alla comparsa dei primi sintomi nelle patologie da raffreddamento e nell’influenza. Contiene diversi principi attivi che stimolano il sistema immunitario: assumendola  a cicli si stimola la produzione di globuli bianchi. Nella prevenzione io consiglio anche l’Uncaria tormentosa”. La stevia: una moda o un salvavita contro la glicemia alta? “La stevia è una pianta che ha un potere dolcificante pari a 200 volte quello dello zucchero e non apporta calorie. È usata per dolcificare una famosa bibita gassata nella versione light, ed è uno dei dolcificanti più usati in Giappone. E’ arrivata solo ora da noi perché fino a qualche anno fa ne era interdetta la vendita a causa di alcuni studi che ne avrebbero dimostrato la tossicità nei ratti. Studi successivi hanno escluso che ciò possa verificarsi anche nell’uomo”.   E per finire, le bacche di goji: si trovano anche al supermercato. Un frutto sconosciuto diventato famosissimo. “Questa pianta, presente anche in Europa, è molto impiegata nella medicina tradizionale cinese. Ha proprietà immunostimolanti e toniche, così come la giuggiola. Ma anche in questo caso non se ne deve abusare ed è da evitare in chi soffre di patologie autoimmuni”.   BOX La piccola farmacia fitoterapica Ecco i consigli del dottor Alessandro Menin: cosa tenere in casa per curare i disturbi più frequenti e meno gravi. Per digerire: la menta (da evitare in presenza di reflusso o favismo!); Contro il meteorismo o fastidi intestinali: la melissa, il finocchio. Come antispastico per l’intestino e le vie renali: alburno di tiglio. Per la bronchite: semi di lino sotto forma di impacco caldo, infuso di lavanda o timo. Contro i dolori osteoarticolari: salice (da evitare in presenza di allergia all’aspirina). Per combattere e la nausea o sindromi influenzali: lo zenzero. Come antinfluenzale: grog di Jean Valnet. Un decotto con cannella, chiodi di garofano, succo di limone. Per curare calli, ferite, punture d’insetti: Sedum telephium. Sulle ferite: la calendula. Per le contusioni: pomata all’arnica. In presenza di scottature: olio di iperico.

Chiara Bonan

Redattrice InFormaSalute

Dr. Alessandro Menin

Medico chirurgo perfezionato in fitoterapia e componente della commissione “Terapie non convenzionali” dell’Ordine dei Medici di Vicenza

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