• CORONAVIRUS: BOLLETTINO REGIONE VENETO

    CORONAVIRUS: BOLLETTINO REGIONE VENETO

    20 Aprile 2020

    CORONAVIRUS: BOLLETTINO REGIONE VENETO

    Leggi tutto

  • Informasalute N.75

    Informasalute N.75

    Febbraio 2020

    CORONAVIRUS, IL SUO NEMICO È L’IGIENE

    Leggi tutto

  • Informasalute N.74

    Informasalute N.74

    Gennaio 2020

    LUDOPATIA? NO, GRAZIE

    Leggi tutto

  • Informasalute N.73

    Informasalute N.73

    Dicembre 2019

    I colori della vita

    Leggi tutto

  • Informasalute N.72

    Informasalute N.72

    Novembre 2019

    L’età del bisogno

    Leggi tutto

DANZA PER LA RINASCITA

Ballerino 14enne di Monselice dedica una videoesibizione di ringraziamento a tutti gli operatori sanitari dell’Ospedale di Schiavonia, prima fra tutti sua mamma, dove il 21 febbraio furono registrati i primi due pazienti positivi e il primo decesso in Italia da Coronavirus.

Alzi la mano chi, non residente in Provincia di Padova e prima dell’inizio dell’emergenza Coronavirus, ha mai sentito nominare l’Ospedale di Schiavonia. Anzi, per meglio dire: di Schiavonìa, con l’accento sulla “i”. Schiavonia è una frazione del
Comune di Este dove è ubicata la sede degli Ospedali Riuniti Padova Sud, intitolata a Madre Teresa di Calcutta.

Una struttura ospedaliera che, suo malgrado, è diventata improvvisamente famosa in tutta Italia e in tutto il mondo lo scorso 21 febbraio, quando nei suoi reparti vennero diagnosticati i primi due casi di pazienti contagiati da Covid-19 in Italia. Uno dei quali, il 78enne Adriano Trevisan di Vo’ Euganeo, è purtroppo deceduto, passando tristemente alla storia come la prima vittima del contagio nel nostro Paese. Oggi quello di Schiavonia è un “Covid Hospital”, dedicato cioè specificamente all’assistenza dei pazienti affetti da Coronavirus. Tra gli “angeli della malattia” che vi lavorano vi è anche Alessandra Luchin, di Monselice, operatrice sociosanitaria. In quel pomeriggio del 21 febbraio in cui tutto il dramma ha avuto inizio lei all’Ospedale di Schiavonia non era di turno. Era stata tuttavia in contatto con i pazienti positivi nelle ore precedenti, quindi sia per lei che per i suoi familiari era scattato immediatamente l’isolamento domiciliare, in attesa del tampone.

Per la sua famiglia si è trattato di un drastico cambio di programma. Soprattutto per suo figlio, Alessio Alfonsi, che ha 14 anni e studia danza. Il giorno seguente, 22 febbraio, Alessio avrebbe dovuto infatti tenere a Padova un’audizione per l’ammissione alla Bol’šoj di Mosca, la più prestigiosa scuola di danza al mondo. “Alessio ha cominciato a 3 anni e mezzo e non ha più smesso – spiega la mamma, anche lei in passato ballerina di danza classica -. Adesso frequenta la scuola “A Passo di Danza” di Monselice. Prima della quarantena Alessio trascorreva interi pomeriggi a esercitarsi sulle coreografie. La danza è la sua vita: quando deve esprimere qualcosa, gli riesce più facile con il corpo che a parole. In vista dell’audizione alla Bol’šoj si era preparato per mesi e mesi, lasciando in standby anche le borse di studio già ottenute da due diverse scuole di ballo negli Stati Uniti.

A maggio, poi, avrebbe dovuto prendere parte a uno spettacolo in doppia serata al Teatro Verdi di Padova e al Goldoni di Venezia. Tutto saltato.” Tuttavia, come sottolinea l’orgogliosa madre, il ragazzo non si è mai perso d’animo. Da quando ci si trova in isolamento si esercita come e più di prima, prova le coreografie in videochiamata con la maestra della scuola di ballo e segue su Instagram i più grandi ballerini al mondo.

Ma, soprattutto, Alessio ha voluto regalare il suo personale omaggio dedicato a tutti gli operatori impegnati nell’emergenza Covid-19, partendo da sua mamma. Ha acceso la musica, ha cominciato a ballare nel soggiorno di casa e con lo smartphone ha registrato un videoringraziamento a passi di danza. La coreografia è stata ideata da lui stesso e si compone di tre momenti: la vita prima della pandemia, lo sforzo degli operatori sanitari e la rinascita a emergenza conclusa. A metà esibizione il giovane danzatore indossa una mascherina bianca, a rappresentare i sanitari impegnati contro il Coronavirus e poi si lascia cadere a terra: è il punto più duro dell’emergenza, quando il
Covid sembra poter avere il sopravvento. Poi però la musica cambia e arriva l’inizio della rinascita, della nuova vita che ci attende quando sarà tutto finito. Per la mamma-operatrice
sociosanitaria è stata un’autentica sorpresa. Alessandra Luchin racconta commossa che era appena rientrata a casa, sfinita da un turno di lavoro dal “Covid Hospital” di Schiavonia, quando il figlio le ha mostrato il
video con la sua esibizione, dicendole: “Vorrei che tutti quanti capissero quello che state facendo”. “È stato il suo modo di reagire – afferma la mamma – alla sofferenza mia e dei miei colleghi, con cui ho immediatamente condiviso il video”. Video che, in poche ore, è diventato virale.

“In queste settimane di distanziamento sociale, quando giustamente si ripete come un mantra l’importanza di mantenere le giuste distanze per bloccare la catena del contagio – commenta il Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea, Domenico Scibetta -, i nostri operatori protetti da mascherine, visiere, tute e guanti, sono rimasti accanto, hanno continuato a toccare, accarezzare, lenire, hanno perseverato nello stare vicino ai nostri assistiti, nel condividere e nel patire insieme rimanendo fedeli alla loro essenza di donne e di uomini della Sanità Veneta. Applaudiamo la performance di Alessio, bravissimo ballerino, e insieme a lui intoniamo il nostro grazie alla totalità dei nostri operatori dell’Ulss

6 Euganea per l’infaticabile dedizione, l’umana professionalità, per i sacrifici spesso condivisi con le famiglie alle quali va il nostro pensiero riconoscente, per il lavoro instancabile reso da quell’ormai lontano venerdì 21 febbraio, per aver saputo gettare il cuore oltre l’ostacolo.”

Alessandro Tich

Condirettore

InForma Salute
    • Casa Editrice

      Agenzia Pubblicitaria Europa 92
      Via Pio IX 27 - 36061 Bassano del Grappa (Vi)
      C.F.: 02101360242

      info@informasalute.net
      tel: 0424.510855
      mobile: 0039.335.7781979

      Seguici su

    • Redazione

      Direttore Responsabile
      Angelica Montagna

      Condirettore
      Alessandro Tich

      Coordinatore Editoriale
      Ledy Clemente
      Romano Clemente

      Redazione
      Romano Clemente
      Alessandro Tich
      Angelica Montagna
      Renzo Deganello
      redazione@informasalute.net

    • Contattaci

      Nome e Cognome (richiesto):


      E-Mail (richiesto):


      Messaggio (richiesto):


      Clicca sul riquadro sottostante per dimostrare che sei umano (richiesto):