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Diabete: una vera epidemia

Diabete-insulina

Diabete: una vera epidemia. L’OMS stima in 400 milioni i malati da qui al 2030

Intervista al Dott. Alberto Marangoni responsabile della Struttura semplice di diabetologia dell’ospedale di Bassano Del Grappa.

Il diabete è un’epidemia e viene considerata alla stregua delle malattie infettive, perché la numerosità dei pazienti è destinata ad aumentare. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima in circa 400 milioni gli ammalati da qui al 2030. In Italia, attualmente, 5 abitanti su 100 sono affetti da malattia diabetica. In Veneto sono 250 mila i malati noti, 125 mila i diabetici non ancora diagnosticati. Anche l’Asl 3 di Bassano registra una tendenza verso un incremento sempre maggiore, con circa 10 mila pazienti diabetici noti (e almeno 2 mila non sanno ancora di esserlo): frequentano gli ambulatori 6.000 pazienti a Bassano Del Grappa, 1.000 a Marostica e 500 nell’ altopiano di Asiago. Numeri che fanno riflettere.

A cosa è dovuto questo continuo incremento?
L’incremento della malattia ha diverse cause.
La prima dovuta all’ invecchiamento della popolazione e la seconda allo stile di vita. Sto parlando del diabete 2 che conta il 93% dei malati. Lo stile di vita si è profondamente modificato in questi ultimi anni: mi riferisco alla riduzione di attività fisica, a fronte di un incremento delle calorie che vengono assunte. Sostanzialmente, abbiamo persone che vivono più a lungo ma che mantengono uno stile di vita che non è adeguato, con un significativo incremento di sovrappeso soprattutto nei bambini. Un piccolo in sovrappeso sarà un adulto obeso. Un adulto obeso sarà una persona con malattie legate al sovrappeso: diabete, ipertensione arteriosa, aumento del colesterolo, problemi alle articolazioni…

Lei ha parlato di diabete 2. Come viene classificata questa malattia?
Nei soggetti ammalati di diabete di tipo 1 il pancreas smette improvvisamente di produrre l’insulina, quindi necessitano di una terapia con insulina per vivere ed è tipico dei bambini e dei giovani. Nei soggetti affetti da diabete di tipo 2 concomita una riduzione dell’insulina e una resistenza a questo ormone da parte degli organi periferici. Sono pazienti in cui spesso il calo di peso permetterebbe di assumere una quantità di farmaci assai ridotta. Non risolverebbe, ma controllerebbe in maniera adeguata la malattia.

Mi pare di capire che in questo caso lo stile di vita corretto, sia come un farmaco.
Certamente! Io dico sempre ai miei pazienti che lo stile di vita rappresenta le fondamenta di una casa. I muri della casa non stanno in piedi se non ci sono le fondamenta sotto. Lo stile di vita rappresenta le fondamenta della terapia diabetica.

Qual è il vero problema della malattia diabetica?
Il problema della malattia diabetica è che è una malattia dalla diagnosi estremamente facile: anche mio figlio di dieci anni potrebbe diagnosticarla. La diagnosi è banale, ma spesso non vi è nessuna sintomatologia e quindi il paziente non sa di esserne ammalato; la malattia diabetica, tuttavia, è responsabile di moltissime complicanze a carico di vari organi. Ricordo per esempio che questa malattia è la prima causa responsabile in Italia e nel mondo del trattamento dialitico per insufficienza renale cronica. Così come è la prima causa di amputazione non traumatica degli arti inferiori nel mondo civilizzato.

Cosa è importante, a questo punto?
Estremamente importante la diagnosi precoce come tutte le malattie croniche. E successivamente alla diagnosi il controllo periodico dell’andamento della malattia e la correzione di tutti gli altri fattori di rischio cardiovascolare come per esempio l’ipertensione arteriosa e l’aumento del colesterolo. E’ importante ricordare che è una malattia estremamente subdola, non dà disturbi e quando li dà è troppo tardi.

La ricerca farmacologica in questo campo a che punto è?
Vi è grande interesse delle case farmaceutiche. Infatti possiamo dire di avere almeno undici classi di farmaci diversi per la malattia diabetica e per ogni classe sono presenti 3/4 molecole diverse. Un totale di ben 178 possibilità farmacologiche per il malato diabetico. In questo senso posso dire che si tratta di una bella ricchezza farmacologica, un forte supporto. E a proposito di supporto, voglio ringraziare l’Associazione Diabetici del nostro comprensorio perché ci dà un aiuto notevolissimo; non solo supporta tutte quelle iniziative che poi citerò ma perché con i suoi volontari è attivamente presente all’ interno dei Centri Antidiabete, aiutando per esempio i nuovi malati ad imparare l’ uso del glucometro per la misurazione della glicemia. Ancora, istituisce gruppi di mutuo aiuto, con dei tutor addestrati. E l’ aiuto, lo sappiamo bene, è davvero indispensabile. Tale associazione è la più numerosa dell’Asl 3 perché conta più di 1.000 iscritti. Sono davvero molto bravi anche nelle attività ricreative, la gita annuale, il ciclo di conferenze, la presenza nelle piazze durante la giornata nazionale del diabete…

Voglio ricordare il campo scuola per diabetici adulti svoltosi a fine settembre a Gallio. Una terza edizione davvero ben riuscita, organizzata dall’Associazione Diabetici Bassano con la collaborazione del centro antidiabetico Bassano e patrocinio dall’ azienda ospedaliera. Ero presente anch’io ed è stata la stessa soddisfazione dell’edizione precedente, stavolta con 50 nuovi adulti. Tre giorni con diversi momenti formativi, tenuti da medici del centro antidiabetico e momenti di condivisione fra pazienti e membri dell’ associazione diabetici, con parentesi ludiche e conviviali. Attività importanti per informare su una malattia subdola, che come accennato, purtroppo colpisce sempre più persone.

di Aneglica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

Dr. Alberto Marangoni

Responsabile del Centro Antidiabetico dell’Ospedale San Bassiano

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