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distacco della retina

Distacco della retina: un fatto grave

 distacco retina

Il distacco della retina: un fatto grave. Per i rimedi, soltanto l’intervento chirurgico.

Ci parla del distacco della retina il dott. Antonio Toso, Dirigente Medico della Struttura Complessa di Oculistica, Responsabile di Incarico di Alta Specializzazione in Chirurgia della Retina – Ospedale di Bassano del Grappa.

Partiamo analizzando com’è formato il nostro occhio…
Paradossalmente è semplice! Il nostro occhio può essere interpretato come una perfetta macchina fotografica analogica (non digitale): ha un obiettivo, anzi due obiettivi trasparenti, il primo è la cornea che è una specie di oblò posto davanti all’iride e alla pupilla, e dietro all’iride e alla pupilla che funzionano come il diaframma della macchina fotografica, sta il cristallino, il secondo obiettivo, trasparente, con la forma di una lenticchia…ma appunto trasparente e cristallino come un vetro di Boemia (con l’età però si opacizza e si trasforma in una cataratta). Dietro il cristallino sta una sostanza gelatinosa e trasparente come l’albume dell’uovo, l’umor vitreo, che da consistenza e volume al globo oculare nei suoi 2/3 posteriori. A rivestire la parete posteriore e concava del globo oculare la retina, la pellicola fotografica dell’occhio, di colore rosso-arancione, formata da 10 strati costituiti da fibre nervose, cellule nervose e i fotorecettori, le cellule che catturano la luce e le immagini, ovvero i famosi coni e bastoncelli.

La retina è quindi di fondamentale importanza…
Sicuramente, perché come detto la retina serve a catturare le immagini e a inviarle tramite le sue fibre nervose al nervo ottico e quindi alla corteccia cerebrale. Ahimè è risaputo che la retina può soffrire di patologie anche gravi (si parla di alcune centinaia di diverse patologie!) tra le quali il noto “distacco della retina”. Si forma una lacerazione (rottura) retinica su un’area di debolezza strutturale anatomica della retina, una debolezza o degenerazione quasi costituzionale, spesso legata alla miopia, lacerazione causata dalla contrazione e dalla degenerazione del gel vitreale soprastante le aree retiniche degenerate. Dalla lacerazione si infiltra liquido che poi stacca e solleva la retina dalla parete interna dell’occhio. Una volta staccata smette di funzionare.

Quali sono i sintomi del distacco della retina?
Visione di lampi di luce come scintille o flash, spesso associati ad amputazione del campo visivo (si perde parte della visione periferica o addirittura centrale) o la visione di una tenda nera che oscura e limita il campo visivo stesso. Fornisco due importanti dati epidemiologici: l’incidenza del distacco della retina nella popolazione è pari a 12 nuovi casi all’anno ogni 100.000 abitanti con un picco di incidenza di 52.5 casi totali ogni 100.000 abitanti nell’ età compresa tra 55 e 59 anni.

Parliamo adesso dei rimedi.
Primo: una volta riscontrato il distacco della retina, eseguire una visita accurata per trovare la o le lacerazioni retiniche, la loro sede topografica sulla retina e riportarle su una sorta di mappa (come trovare e segnare un paese su di una cartina). Secondo: operare! Occorre riattaccarla, solitamente entro 2, massimo 6 giorni dalla diagnosi del medico (a seconda della tipologia e del grado di distacco). Si può intervenire chirurgicamente dall’esterno del globo oculare o dall’interno, dipende sempre dal tipo di distacco. Su questo punto prettamente chirurgico trovo inutile soffermarci perchè il discorso si farebbe alquanto complesso.

In quanto tempo, quindi, si guarisce e si torna a vedere?
Non è detto che si guarisca, la retina può anche venire riattaccata ma il danno metabolico subito dalle cellule nervose può essere irreversibile. Oppure la si riattacca ma poi entro 4-8 settimane si ridistacca spontaneamente a causa del noto fenomeno della “proliferazione vitreoretinica”, ovvero il formarsi, sopra la retina, di membrane cicatriziali spontanee da parte dell’occhio come se esso stesso volesse autoripararsi causando invece maggior danno al paziente e problemi al chirurgo anche più esperto! Solitamente si riesce a riattaccare circa il 90% dei distacchi, ma la visione non è detto che torni sempre come prima! In un numero discreto di casi ciò si verifica, ma in una altrettanto buona percentuale la visione rimane indebolita in vario grado, anche a fronte di un successo chirurgico. Due dei massimi esperti mondiali di chirurgia della retina che lavoravano a New York raccontarono in un loro libro la frustrazione derivante dall’aver detto una volta a un paziente, all’indomani dell’intervento, “la sua retina è tutta riattaccata, un risultato eccellente!” salvo sentirsi poi rispondere dal paziente stesso: ” cari professori, sono contento che la mia retina ora stia bene, peccato che non riesca a vedere nulla…!”. Comunque se tutto va bene occorre aspettare 6-12 mesi per avere una stabilizzazione del risultato visivo.

Quali invece le cause?
Nella maggior parte le cause, come già detto sopra, sono da attribuire ad aree di degenerazione della retina periferica e, oltre ai traumi oculari contusivi o perforanti dell’occhio, la miopia, soprattutto quella elevata. L’occhio miope è più lungo del normale, invece di essere normalmente lungo 23 mm lo è di più. Quindi il tessuto retinico si stira e in periferia equatoriale sviluppa degenerazioni come una sorta di smagliatura su di un tessuto vecchio e usurato. La contrazione ovvero la degenerazione strutturale dell’umor vitreo (che potremo definire come concausa) scollandosi dai suoi punti di adesione alla retina funge poi da forza trattiva sulle aree deboli della retina con conseguente strappo e lacerazione. E questo capita all’improvviso.

Esiste una forma di prevenzione?
Di fatto nessuna. A parte i traumi, si nasce con una sorta di predisposizione a questa patologia. La prevenzione semmai consiste nel sottoporsi a visite oculistiche periodiche, soprattutto in caso di visione di lampi di luce, per rilevare eventuali lacerazioni prima che il distacco della retina si sia già sviluppato o degenerazioni retiniche suscettibili di sviluppare lacerazioni e quindi trattabili mediante una sorta di sutura prodotta col raggio laser.

di Redazione InFormaSalute


Dr. Antonio Toso

Primario di Cardiologia all'ospedale "San Bassiano" di Bassano del Grappa

InForma Salute
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