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Donne morte prima del parto: il rischio è comunque basso

sana-gravidanza

Donne morte prima del parto: il rischio è comunque basso. Un Sistema Sanitario Italiano di qualità ed efficienza notevoli.

Nel mese di dicembre in alcuni ospedali del nord Italia sono morte alcune donne incinte. Partorire un bambino è sempre un avvenimento molto bello, ma dalle ultime cronache abbiamo appreso che a volte il parto si può trasformare anche in tragedia. Per cercare di capire, perché è possibile che una mamma partorendo possa anche morire, abbiamo pensato di intervistare la Dott.ssa Laura Favretti, ginecologa dell’ospedale di Feltre. 

Dott.ssa Favretti ​nei mesi scorsi abbiamo letto dai giornali che alcune mamme alla fine della gravidanza sono morte, una addirittura dopo 15 giorni dal parto. Perché?
Innanzitutto non dimentichiamo che la nostra sanità rimane una ottima sanità. L’OCSE divisione salute ha terminato la stesura della Revisione sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia condotta con la collaborazione di AGENAS. I risultati sono stati presentati il 15 gennaio 2015. La revisione esamina la qualità dell’assistenza sanitaria a partire da una panoramica delle politiche e delle pratiche per la qualità delle cure, per poi concentrarsi su tre aree particolarmente rilevanti: il ruolo delle cure primarie, il miglioramento della formazione del personale sanitario, il miglioramento dei sistemi di monitoraggio e della qualità dell’assistenza. Gli Indicatori di esito di qualità ed efficienza del Sistema Sanitario italiano sono uniformemente notevoli e in linea con gli altri paesi della comunità europea più vicini a noi: Spagna, Germania, Francia, Inghilterra. Il tasso di mortalità materna rimane 11/12 su 100.000 nati, in linea, o anche migliore, del resto dei paesi sviluppati. A questo punto non ci resta che chiederci perché avvengono questi eventi avversi. Se vogliamo definirli errori bisognerebbe definire il termine di errore in sanità perché quando si parla di sanità è difficile identificare chiaramente ciò che succede nel caso di eventi avversi. Si rischia di emettere giudizi che spesso danneggiano l’immagine della Ulss e la vita dello stesso medico.

mortalità gravidanza

La tendenza più diffusa da parte dei media e dell’opinione pubblica è la ricerca di uno o più colpevoli, cosa probabilmente più rassicurante, piuttosto di analizzare una intera organizzazione. Un sistema (così come il sistema Sanitario Italiano) è costituito da: fattori strutturali, tecnologici, organizzativi, gestionali, risorse umane, utenti e fattori esterni. Quando si cercano le cause profonde dell’errore è importante chiedersi: quali caratteristiche del sistema non sono riuscite ad impedire l’accadimento dell’evento avverso? Cosa nel sistema non ha funzionato? Quali difetti del sistema hanno contribuito al verificarsi di tale evento? Esiste poi l’errore umano che non è eliminabile ma, se non si può eliminare del tutto, è fondamentale favorire le condizioni lavorative ideali e porre in essere un insieme di azioni che renda difficile per l’uomo sbagliare. Ai fini di un’analisi costruttiva, per migliorare le performance, l’errore dovrebbe essere considerato l’anello finale di una catena di fragilità che può minacciare la performance del medico. Esiste, a mio avviso, una specifica responsabilità del sistema rispetto all’errore, che deve essere letto in una dimensione più ampia ai fini di analizzare le dinamiche dei processi assistenziali. Nelle aziende sanitarie si interviene spesso a posteriori rispetto al verificarsi di un evento negativo e gli investimenti per il miglioramento della qualità del servizio sono ancora esigui. Occorrerebbe attuare dei percorsi di gestione del rischio clinico, a partire dalla formazione del personale Sanitario (non prevista a livello scolastico), insegnando ai medici stessi tutte le possibili casistiche di eventi negativi.

La buona riuscita di un parto dipende dallo stato di salute della mamma?
Senza dubbio lo stato di salute prima della gravidanza e l’attenzione a mantenere un corretto stile di vita durante la gravidanza sono fondamentali per la buona riuscita dell’evento. Non dimentichiamo che l’età media in cui la donna ricerca la gravidanza è aumentata e con l’età aumenta la potenzialità di essere meno sani.

Come dovrebbe vivere una donna in gravidanza?  
In realtà essendo la gravidanza un evento fisiologico potremmo dire che sarebbe sufficiente continuare a fare una vita sana. Il problema è che non tutti facciamo una vita sana per cui la gravidanza potrebbe essere l’occasione per correggere il proprio stile di vita: attenzione al cibo, evitare il fumo, l’alcool e i dolci in eccesso, fare attività fisica quotidiana.

Quali sono le “variabili imprevedibili” che possono verificarsi al momento del parto?
Ci sono delle patologie specifiche della gravidanza che possono comparire a varie epoche di gestazione e che non sono prevedibili o prevenibili: l’aumento della pressione arteriosa o le alterazioni delle funzioni epatica e renale. Tutti questi sono problemi che cerchiamo di diagnosticare con gli esami clinici durante le visite periodiche in gravidanza. Ci sono poi complicanze a-specifiche che possono comparire in altre situazioni: le emorragie e le infezioni sono tra le più frequenti; anche se imprevedibili, sono problemi di relativa facile soluzione. I fattori che determinano le complicanze improvvise sono interdipendenti in modo dinamico e sono soggetti a variabili come le spie di carenze delle procedure o delle dinamiche organizzative . Se succede che si sommino più carenze, accade l’evento avverso .

Certe complicanze in momenti come questi possono verificarsi perché la mamma non ha seguito i consigli del ginecologo mentre era in gravidanza?
Assolutamente no, se ci prendiamo il tempo per farlo, tutte le donne in gravidanza sono in grado di capire ciò che è meglio per la loro salute. A questo punto entra in gioco una figura molto importante che è quella dell’ostetrica, che finalmente sta riprendendo su di sé la gestione della gravidanza fisiologica; le ostetriche sanno come parlare meglio alle gravide, possono diventare punti di riferimento più facili da raggiungere e hanno tutte le carte in regola per svolgere questo compito.

La media europea ci dice che in Italia in ambiti come questo, si muore meno che in altri stati europei. E’ vero?  
Direi che si muore come negli altri stati europei. Questi dati dipendono sempre dalla fonte che li fornisce, spesso l’ ISTAT ha dati incompleti.

Che consigli si potrebbe dare alle mamme in gravidanza? 
Di non perdere la fiducia nel nostro sistema sanitario. Sono sicura che gli ostetrici e le ostetriche italiani hanno cura delle loro pazienti al meglio delle possibilità. E che la sanità italiana tende ad un miglioramento, forse lento, ma costante della qualità del servizio

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute

Dr.ssa Laura Favretti

Primario Ostreticia e Ginecologia – Presidio Ospedaliero di Cittadella

InForma Salute
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