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ECOGRAFIA: UN’IMPORTANTISSIMA METODICA DIAGNOSTICA

LA VOCE DELL’ECO 

Intervista al dr. Giorgio De Giorgio, Coordinatore della Scuola di Ecografia di Base SIUMB all’Ospedale di Bassano del Grappa.

Alessandro Tich

La sua sigla è SIUMB, ed è l’acronimo di “Società Italiana di Ultrasonologia in Medicina e Biologia”. La Società, che ha sede a Roma, raggruppa a livello nazionale gli specialisti in campo clinico che utilizzano gli ultrasuoni a scopi diagnostici. Tra le sue plurime attività, vi è l’organizzazione di corsi teorici di formazione in Ecografia, rivolti ai giovani medici, ai quali fanno seguito dei corsi pratici nelle varie scuole SIUMB presenti sul territorio nazionale. Una di queste è la Scuola pratica di Ecografia dell’Ospedale di Bassano del Grappa, di cui il dr. Giorgio De Giorgio, Specialista Radiologo in servizio presso la U.O.C. di Radiologia del “S. Bassiano”, è il Coordinatore. Collaborano con lui nell’attività di formazione della Scuola, in veste di vice-coordinatori, il dr. Calogero Cicero, Direttore Facente Funzioni della Radiologia bassanese, ed il dr. Andrea Casarin, Specialista Radiologo del medesimo reparto. Partecipano a questa iniziativa anche molti degli Specialisti Radiologi che operano presso l’U.O. di Radiologia del Presidio Ospedaliero di Bassano e colleghi operanti presso altre branche specialistiche dello stesso Ospedale. Fondamentale, nello svolgimento dell’attività della Scuola pratica di Ecografia, è anche il ruolo della segretaria, sig.ra Alessandra Mazzola, che segue con efficienza e dedizione tutti gli aspetti burocratici e organizzativi. Nella struttura bassanese vengono svolti almeno due corsi annuali, della durata di tre settimane ciascuno. Dopo due giorni iniziali dedicati alla teoria, con lezioni frontali tenute anche da professori universitari, i corsisti entrano in “full immersion” nell’apprendimento sul campo delle applicazioni diagnostiche della metodica ecografica. 

Dr. De Giorgio, ci può dunque parlare della Scuola di cui lei è il Coordinatore?

Presso il Servizio di Radiologia dell’Ospedale di Bassano è stata istituita nel 2016 la Scuola pratica di Ecografia, dove afferiscono colleghi, specializzandi o già specialisti, appartenenti a diverse branche mediche o chirurgiche (ad esempio internisti, nefrologi, medici dei dipartimenti di Urgenza-Emergenza, chirurghi, medici di base ), provenienti da diverse Regioni italiane, prevalentemente del Centro-Nord, che vengono qui a Bassano per seguire i nostri corsi pratici dopo aver frequentato il corso teorico di base che viene svolto in sedi nazionali della SIUMB. In questa Scuola noi curiamo la parte pratica dedicata all’apprendimento/consolidamento ecografico, che prevede tre settimane continuative di frequenza presso le nostre sezioni ecografiche sia direttamente con i pazienti, ambulatoriali o ricoverati, sia anche attraverso esercitazioni pratiche, che svolgiamo in genere su volontari, focalizzate ciascuna su un singolo distretto corporeo. Lo scopo è quello di fornire a questi colleghi l’impostazione pratica, oltre che teorica, per l’esecuzione di un buon esame ecografico.

Chi frequenta i vostri corsi, e quindi ha già una preparazione di base, che cosa apprende in particolare?

Apprende soprattutto la corretta impostazione metodologica nell’esecuzione dell’indagine ecografica e contemporaneamente l’acquisizione, attraverso la frequenza continuativa nelle sale ecografiche, di quelli che sono gli aspetti patologici che riscontriamo quotidianamente nei pazienti, cioè l’immagine patologica, la “lesione” come viene tradotta sul monitor ecografico. 

Rispetto a tutti gli altri esami diagnostici, l’Ecografia quali specificità ha?

L’Ecografia è una metodica importantissima. Innanzitutto è una metodica di primo approccio cui si ricorre quotidianamente davanti ad un sintomo o un rilievo clinico. Sicuramente il campo di maggior applicazione è quello addominale in senso lato (comprendendo anche i distretti urologico e ginecologico), ma anche la patologia riguardante altri distretti corporei viene spesso affrontata in prima istanza attraverso un’indagine ecografica, come la patologia del collo (tiroide-ghiandole salivari, linfonodi), dei distretti muscolo-scheletrici e cardio-vascolari, quella inguino-scrotale eccetera.  Sicuramente l’Ecografia presenta grossi vantaggi che sono soprattutto la facilità di esecuzione, l’ubiquità di distribuzione delle apparecchiature ecografiche, il costo relativamente basso, la ripetitività, l’assenza di radiazioni ionizzanti (Rx). Certamente non può essere utilizzata come metodica di stadiazione, ad esempio nella patologia oncologica che viene riservata alle macchine “pesanti” tipo Tac o Risonanza. Però, nei suoi campi di applicazione l’Ecografia risulta di validissimo aiuto nel riconoscere un’alterazione patologica, caratterizzarla quando possibile e, se necessario, indirizzare il paziente verso ulteriori metodiche di approfondimento. Da sottolineare che attualmente, grazie allo sviluppo tecnologico, l’indagine ecografica basale si avvale, oltre che degli ormai consolidati moduli Color-Power-Doppler (utilizzati prevalentemente nella diagnostica vascolare), anche del “mezzo di contrasto” ecografico (CEUS), il cui utilizzo principale è indicato sia nella caratterizzazione di lesioni focali epatiche e di lesioni solide o cistiche renali che nel follow-up delle terapie sia chirurgiche (tumorectomie renali), sia ablative loco-regionali mediante radiofrequenze (calore) e crioterapia (congelamento). La CEUS può inoltre trovare applicazione anche in caso di lesioni traumatiche di alcuni parenchimi addominali (fegato-milza).  Ci sono inoltre  altri campi di specifica applicazione. Ad esempio l’Ecografia è la metodica che ci consente di approcciarci alla diagnostica interventistica. Cioè, sotto guida ecografica vengono eseguite delle procedure interventistiche sia in ambito addominale, come biopsie, terapie crioablative, che vuol dire “bruciare le lesioni col congelamento”, o radiofrequenze, che trattano le lesioni con l’ipertermia, col caldo. Oppure viene utilizzata diffusamente nelle pratiche interventistiche, senologiche e non: biopsie mammarie, biopsie linfonodali, dalla tiroide, drenaggi addominali, accessi vascolari eccetera. Questi sono i campi prevalenti di applicazione.

Quali sono i princìpi di “funzionamento” di questa metodica diagnostica? Perché si chiama “Ecografia”?

È una metodica diagnostica che si basa sugli ultrasuoni. Sono onde sonore che vengono emesse dalla sonda ecografica, a determinate frequenze applicate nel campo clinico e non percettibili dall’orecchio umano, e che penetrano nei tessuti. Attraverso l’interazione con i tessuti l’onda sonora ritorna alla sonda avendo subito delle modificazioni da parte del tessuto stesso o della lesione; tali modificazioni vengono elaborate dal software dell’ecografo e trasformate in immagini continue (Real-Time), costituendo così la base dell’immagine ecografica. Così l’interazione tra l’onda ultrasonora ed il movimento dei globuli rossi nel torrente circolatorio viene trasformata dall’apparecchio ecografico in “Color/ Power-color” e segnale Doppler. Da sottolineare infine che non ci sono significative controindicazioni all’indagine ecografica se non un utilizzo eccessivamente prolungato del modulo Colore nella donna in gravidanza.

 

Redazione InFormaSalute

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