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Editoriale

Alessandro Tich Non fatevi ingannare dal nostro titolo. Non parliamo, questa volta, di educazione e sicurezza stradale sulle due o sulle quattro ruote: lo abbiamo già fatto altre volte – come nei numeri di “InFormaSalute” che hanno avuto per testimonial Miki Biasion oppure Max Biaggi – e lo faremo ancora. Il moto a cui facciamo riferimento è un’altra cosa e appartiene ad alcune azioni basilari per il nostro fisico: correre, marciare, lanciare, saltare. In altre parole, fare sport. O, ancora più semplicemente, fare attività motoria. Che non significa, obbligatoriamente, praticare dell’agonismo quanto riprendere alcune sane abitudini che la vita di oggi ci fa spesso nascondere dietro a un angolo: come quella di rinunciare alla macchina e muoversi in città, quando è possibile, a piedi o in bicicletta. La sedentarietà è il vero Grande Fratello che si annida nei nostri ambiti quotidiani. Si siede alla scrivania di lavoro, si siede sul banco di scuola, si siede davanti alla televisione, si siede davanti al computer. Ed è una caratteristica che – se presa troppo presto, e cioè già dagli anni dell’infanzia e della preadolescenza – rischia di provocare problematiche conseguenze. L’allarme è stato lanciato all’ultimo congresso nazionale della Società Italiana di Pediatria (Sip), che si è riunita a Milano e che ha lanciato un messaggio molto chiaro: i nostri bambini devono cambiare stile di vita sin da piccoli per evitare problemi da adulti. Sotto accusa, in particolare, due punti fondamentali: l’alimentazione e, appunto, la troppa sedentarietà. I bambini italiani – come è emerso sotto la lente degli esperti – mangiano troppe proteine e si muovono troppo poco. “Bombardati” di merendine, amanti delle bibite gassose e zuccherate e consumatori in eccesso di carne e parmigiano, i nostri ragazzi rischiano molto presto di sviluppare sovrappeso e obesità. Calorie e grassi che non vengono smaltiti per la ritrosia di moltissimi minorenni a fare movimento. Un dato di fatto che alcuni studi presentati al congresso pediatrico hanno portato a constatare che oltre il 70% dei bambini va oggi a scuola accompagnato in automobile, mentre una volta si andava a piedi o in sella ad una bici. Il risultato finale? In Italia l’obesità e il sovrappeso coinvolgono circa il 35% dei bambini: più di uno su tre, cioè, presenta questo problema. E tra i 5 e 17 anni di età i minori “oversize” sono calcolati in 1,2 milioni, con una lieve prevalenza delle femmine rispetto ai maschi. Attenzione: non si tratta di un problema estetico, che fa erroneamente interpretare l’ “indice di massa corporea” come un valore riferito ai canoni estetici imposti dalla moda di oggi, che ci vorrebbe tutti magri, tonici e longilinei. Non è una questione da affrontare guardandoci solo lo specchio. Sovrappeso e obesità, in età adulta, rappresentano infatti un importante fattore di rischio per diverse patologie, cardiovascolari in primis, come più volte segnalato dagli articoli della nostra rivista. E allora ben vengano azioni e iniziative che insegnino, in forma di prevenzione, stili di vita più sani per i nostri figli: una cultura che dovrebbe nascere proprio all’interno della famiglia, e trovare ulteriori risposte nel territorio. E’ per questo motivo che la storia di copertina di questo numero di “InFormaSalute” è dedicata proprio a una di queste iniziative: il progetto “GiocoAtletica”, che ormai da quindici anni a questa parte, nel comprensorio di Bassano del Grappa, promuove nelle scuole i valori dell’attività motoria e sportiva in modo innovativo e divertente. Un progetto nato dalla vulcanica energia propositiva di Gabriella Dorio: indimenticata vincitrice della medaglia d’oro nei 1500 metri alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 e ancora oggi anima e cuore del GAB – Gruppo Atletico Bassano, il sodalizio sportivo che promuove e organizza il progetto, in collaborazione con le insegnanti, che ha il suo gran finale nell’ormai tradizionale festa di “GiocoAtletica” al campo di atletica di Santa Croce a Bassano. Una festa che, quest’anno, ha avuto come testimonal un altro straordinario campione a cinque cerchi: Stefano Baldini, trionfatore della Maratona delle Olimpiadi di Atene nel 2004. Tutto l’oro dello sport per insegnare ai ragazzi che una vita meno abulica e meno passiva rispetto allo schermo del computer è possibile.

Alessandro Tich

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InForma Salute
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