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Editoriale

Alessandro Tich   “L’Aids è una malattia contagiosa che sta in Africa”. E’ una delle disarmanti risposte dei ragazzi di una scuola romana, intervistati a margine di un sondaggio promosso dal portale web Studenti.it in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids, celebratasi come ogni anno lo scorso 1 dicembre. Un’inchiesta che ha rilevato un’unica cosa certa: per molti giovani le informazioni sul contagio da virus Hiv sono poche e confuse. Si sa in generale che si tratta di una malattia, ma non sempre se ne conoscono i dettagli e le modalità di trasmissione. Secondo i dati del sondaggio di cui sopra – che ha chiesto ai giovani che cosa sapessero sull’Aids e chi li avesse informati sull’argomento – il 31% degli intervistati, e cioè un ragazzo su tre, ha dichiarato “di saperne poco o nulla”. Il 10% degli utenti che hanno partecipato all’indagine ha dichiarato di essere stato informato in famiglia, mentre il 29% ha affrontato questo tema a scuola. Un altro 27% è stato invece più intraprendente e le informazioni le ha cercate per conto proprio, nel “mare magnum” di internet. “Su un argomento tanto importante – ha commentato Marta Ferrucci, responsabile di Studenti.it – una corretta informazione tra i più giovani può fare la differenza tra la salute e una malattia devastante da cui non si guarisce mai. Non preoccupa solo il 31% di utenti che ne sa poco o nulla: lascia perplessi anche quel 27% che si informa da solo e di cui non si sanno le reali conoscenze sull’argomento. L’informazione sull’Aids non può essere affidata alla sola iniziativa dei singoli.” Intanto i numeri dell’Aids parlano chiaro: più di 60mila malati in Italia e contagi in aumento. Eppure, rispetto agli anni in cui la pubblica attenzione sul rischio di contagio era molto più alta, la situazione è cambiata. Nessun canale di comunicazione di massa sembra parlarne adeguatamente e nonostante la gravità della malattia la sensazione è che su questo argomento si sia abbassata la guardia. Ma il messaggio delle istituzioni sanitarie, anche a livello locale, parla chiaro: l’apprendimento e lo sviluppo delle capacità e dei corretti stili di vita per la prevenzione dell’Aids e delle altre malattie sessualmente trasmesse è una questione che necessita – anche e soprattutto oggi – di una sempre maggiore e responsabile attenzione. Riguardo all’Aids non bisogna insomma prenderla alla leggera, e su questo tema è importante che i nostri ragazzi crescano in piena consapevolezza. Il colore rosso della nostra immagine di copertina è il colore del manifesto – che richiama il nastro rosso, simbolo internazionale della lotta contro la malattia – della campagna nazionale promossa dal Ministero della Salute in occasione della Giornata Mondiale contro l’Aids. Con il celebre attore Raoul Bova nella doppia veste di testimonial e di regista dello spot video nel quale viene lanciato il messaggio: “La trasmissione sarà interrotta il prima possibile. Uniti contro l’Aids si vince”. Ed è lo stesso Ministro della Salute, prof. Renato Balduzzi, ad affermare che “il contrasto all’Aids è una sfida globale davanti alla quale non ci si può tirare indietro”. “Per fare questo – dichiara ancora il Ministro – è necessario continuare e intensificare il lavoro di informazione e prevenzione, e sensibilizzare a un comportamento sessuale responsabile, all’utilizzo del preservativo e al test anti-Hiv.” Informare per prevenire: una regola d’oro che per la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita diventa un’assoluta necessità. E anche noi di InFormaSalute, la rivista che fa della prevenzione la sua ragione di esistere, vogliamo dare il nostro contributo.

Alessandro Tich

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InForma Salute
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