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Ernia iatale, le cause e le cure

Paola Mazzocchin

A colloquio con il dott. Diego Fregonese, primario di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ulss 15 Alta Padovana.

L’ernia iatale è una caratteristica anatomica dell’apparato digerente superiore che può essere congenita o, come quasi sempre accade, acquisita nel tempo con abitudini alimentari e stili di vita non appropriati. Si manifesta con bruciore allo stomaco, senso di acidità, eruttazioni frequenti e, soprattutto, rigurgito di succhi o contenuti gastrici dopo aver mangiato. Nonostante sia molto diffusa  (si stima che ne soffraalmeno saltuariamentecirca il 40% della popolazione) solo una minoranza dei pazienti ,meno del 10%, si rivolge allo specialista: la punta di un iceberg di casi sommersi che vengono (mal) curati col “fai da te”.
Per capire meglio cos’è un’ernia itale, come si può curare e soprattutto quali effetti può avere per la salute se non trattata adeguatamente, abbiamo incontrato il dott. Diego Fregonese, primario di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell’Ulss15 Alta Padovana.

-Dr. Fregonese, cos’è un’ ernia iatale? Quando e perché si manifesta?
– L’ernia iatale si verifica quando un tratto dello stomaco scivola dalla cavità addominale a quella toracica. Questo succede quando lo iato (piccola apertura del diaframma che congiunge l’esofago allo stomaco), si indebolisce e si allarga in modo tale che una parte di stomaco si proietta verso l’alto fino a raggiungere la cavità toracica, generando una serie di disturbi , tra tutti il reflusso gastrico. Se alla base c’è un’ernia iatale il reflusso gastrico è un sintomo sempre presente. ”

-Il sintomo più evidente, dunque, è il reflusso gastrico. Di cosa si tratta esattamente?
-“E’ una sindrome caratterizzata dalla risalita del contenuto gastrico nell’esofago, cioè il canale che collega la bocca con lo stomaco. Durante i pasti l’esofago, grazie alla forza di gravità, fa passare il cibo verso il basso. Il passaggio del cibo nello stomaco è regolato da una valvola che aprendosi consente il transito del bolo alimentare e chiudendosi impedisce la risalita dei succhi acidi presenti nello stomaco. Il reflusso si verifica quando questa valvola si apre nel momento sbagliato, favorendo quindi la risalita del contenuto gastrico. Può dipendere da una componente anatomica, ad esempio in presenza di un ernia iatale, ma può anche essere legata a fattori psicologici o ad uno stile di vita scorretto. Si può parlare di predisposizione e familiarità per questo disturbo solo se con ciò intendiamo la condivisione, da parte dei componenti di un nucleo familiare, di un ambiente con stili di vita generalmente errati. E’ un problema piuttosto frequente in entrambi i sessi e può variare dal semplice fastidio che si prova dopo un pasto particolarmente abbondante, ad una sgradevole  sensazione che colpisce più volte nel corso della giornata e talvolta porta addirittura ad un risveglio notturno brusco con la sensazione del soffocamento. Alla lunga quando si verifica così spesso può portare a patologie più serie.”

Quali sono le cause di questo disturbo?
-“E’ un disturbo tipico delle persone affette da ernia iatale, ma non solo. Può presentarsi anche in chi si alimenta scorrettamente, in chi ha problemi di sovrappeso o in seguito a dimagrimento improvviso, in persone particolarmente ansiose. Influisce poi anche il modo di mangiare: il mangiatore vorace che non mastica abbastanza il cibo è certamente più predisposto al reflusso. Sarebbe buona norma aspettare circa 6 secondi tra un boccone e l’altro (è il tempo che impiega il bolo per scendere nello stomaco). Anche chi parla troppo mentre mangia e introduce quindi una quantità eccessiva di aria nello stomaco può averne disagio. Così come le bibite gassate dilatano lo stomaco, anche caffè, thè e cioccolato favoriscono il disturbo. Per non parlare di alcol e fumo, che aumentano la secrezione di acido. Infine la classica “pennichella” dopo mangiato, abitudine che certo non giova ad una sana digestione, ma anzi favorisce la risalita del contenuto gastrico: meglio camminare subito dopo i pasti. Ed evitare la posizione seduta, come ad esempio il guidare, a stomaco pieno.”

– Quindi si manifesta soprattutto dopo aver mangiato?
-“Il disturbo compare mediamente dopo due ore dal pasto e si prolunga per qualche ora. Soprattutto dopo un pasto abbondante e particolarmente pesante. Tuttavia può presentarsi anche in seguito ad uno sforzo intenso: chi fa sollevamento pesi, ad esempio, può essere soggetto al reflusso. L’aumento della pressione addominale in genere favorisce il disturbo. Non a caso, durante la seconda guerra mondiale, questa patologia veniva anche chiamata “Malattia dei piloti” proprio perché colpiva prevalentemente i piloti che a seguito alle continue manovre aeree e cabrate che effettuavano subivano bruschi aumenti della pressone addominale. Oggi può colpire i paracadutisti o chi pratica il bungee jumping o altre discipline di caduta libera: la “caduta nel vuoto” favorisce il reflusso gastrico.”

– Quali conseguenze può avere questa patologia se non curata?                                        
-“La risalita degli acidi gastrici, che sono irritanti, può provocare danni a livello della mucosa esofagea sino al cavo orale e ai denti, ma anche asma bronchiale, irritazione delle corde vocali e alla trachea, tachicardia.”

Come viene diagnosticata?
-“Prima di tutto si ascolta il paziente, che descriverà allo specialista i sintomi avvertiti. Dopodiché si procede all’esecuzione di una indagine specifica come la gastroscopia.”

Cosa fare in caso di reflusso da ernia iatale? Come si cura?
-“Il reflusso gastrico si cura innanzitutto modificando le cattive abitudini che costituiscono i principali fattori di rischio, quindi rinunciando a pasti abbondanti e succulenti, abuso di alcolici, di zuccheri, eliminando caffè (anche d’orzo o decaffeinato), thè, formaggi grassi, fritti e cibi troppo conditi, fumo e riposini dopo i pasti. E’ utile, soprattutto dopo una cena impegnativa, fare una breve passeggiata: una buona abitudine che aiuta e favorisce lo svuotamento dello stomaco. Evitare di indossare cinture troppo strette per non aumentare la pressione sull’addome e provocare il reflusso. Va adottato uno stile di vita più sano. Esistono poi dei farmaci cosiddetti “tamponanti” indicati per la cura del disturbo, da assumere su indicazione dello specialista, che abbinati ad una dieta sana permettono al paziente di gestire il problema. L’ernia iatale si cura chirurgicamente solo se raggiunge misure importanti, in pazienti con complicazioni che non possono essere curate con i farmaci.”

Paola Mazzocchin

Redattrice InFormaSalute

Dr. Diego Fregonese

Gastroenterologia – Presidi Ospedalieri di Cittadella e Camposampiero

InForma Salute
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