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Etica, bioetica, deontologia e aspetti legali in Ginecologia

Etica, bioetica, deontologia e aspetti legali in Ginecologia.

Venerdì 20 gennaio 2017, nell’Aula Magna Ignazio Onza dell’Ospedale San Bortolo di Vicenza, si è tenuto il convegno “Etica, Bioetica, Deontologia e Aspetti medico legali in Ginecologia e Ostetricia, sotto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Ministero della Salute).

Un evento importante, che ha visto confrontarsi illustri relatori con posizioni differenti, cui è seguito un approfondito dibattito, ma anche una bella opportunità per riflettere su questioni delicate, senza mai perdere di vista la ricerca scientifica in generale.

Tra i saluti anche quello di Elena Donazzan, Assessore regionale all’istruzione, alla formazione e al lavoro “Questa mattina ho partecipato al convegno “Etica, bioetica, deontologia e Aspetti Medico Legali in Ginecologia e Ostetricia”, una pregevole iniziativa che ha riunito importanti e preparati relatori provenienti dai principali Ospedali ed Università italiane, per un confronto su come la professione medica, e in particolare l’ostetricia e ginecologia, pone il medico davanti a scelte difficili non solo per le notevoli implicazioni tecnico-scientifiche ma anche per quelle etiche e deontologiche.

Non posso che esprimere il mio sentito plauso ai medici, ma anche a tutto il personale sanitario, di una organizzazione al top in Italia che testimonia con i fatti l’eccellenza della sanità veneta!

E una riflessione, parafrasando il Papa Emerito Benedetto XVI: quando la scienza non viene guidata da un’etica fondata sulla legge naturale, la vita umana e la dignità della persona rischiano di essere oggetto di manipolazioni o arbitrii”.

Nell’organizzazione del Convegno, inoltre, è stato coinvolto il gruppo di lavoro “Tutela della salute della donna e del bambino nella Regione Veneto” che opera all’interno del Comitato di Bioetica della Regione Veneto.

Affrontare temi delicati e scottanti come quelli etici non è facile, anche se doveroso.
Pertanto, abbiamo rivolto alcune domande al dottor Gabriele Falconi del Coordinamento Scientifico del Convegno di cui è Presidente il dottor Giuliano Carlo Zanni, Direttore UOC Ostetricia e Ginecologia – Ospedale San Bortolo di Vicenza – Azienda ULSS 8 Berica.

Perchè è nato questo Convegno?

Come ginecologi siamo chiamati ad aiutare la donna a prendere decisioni che riguardano lei e il figlio che porta in grembo anche in tempi relativamente brevi. Le scelte della paziente e le nostre dovrebbero essere sorrette da una informazione e formazione adeguata dal momento che possono incidere profondamente sulla vita della donna e del personale stesso coinvolto potendo comprometterne l’equilibrio e la serenità. E’ fondamentale perciò rispettare sia l’autonomia consapevole e libera della paziente che la deontologia e coscienza del medico.

Quale obiettivo si è posto?

In ambito sanitario non è sufficiente solo “fare”, ma soprattutto “fare bene”. Le scelte terapeutiche coinvolgono tutto il personale sanitario con quesiti che vanno al di là della biochimica e della matematica. Di fronte si hanno malati che sono persone con famiglie che vivono in uno specifico contesto sociale con problematiche più o meno importanti. I concetti di dignità, libertà, rispetto, autodeterminazione, coscienza necessitano quindi di un approfondimento multidisciplinare in cui la scienza medica è supportata dalla bioetica, dalla filosofia e dal diritto. Da qui lo sforzo di coniugare e integrare tutti i vari contributi nel confronto su problematiche concrete della pratica clinica quotidiana in ambito materno-pediatrico.

Il professor Giuseppe Noia ha aperto il Convegno con la descrizione degli eventi che portano alla formazione di una nuova vita…La scienza in quale momento identifica l’inizio della vita?

L’ovulo e lo spermatozoo, modificando l’ambiente tubarico e uterino, facilitano il loro rispettivo incontro nella tuba e la successiva migrazione dello zigote dalla tuba alla cavità uterina dove si avrà l’impianto. Fin dal primo momento della fecondazione dell’ovulo da parte dello spermatozoo (zigote), quindi dal concepimento che avviene nella tuba, si è difronte ad un individuo unico, irripetibile, appartenente alla specie umana subito in comunicazione con la sua mamma tramite segnali biochimici e ormonali. Già nel 2000 il British Medical Journal definiva l’embrione un attivo “direttore d’orchestra” capace di svilupparsi autonomamente dalla madre e colloquiare con lei (cross talk) per facilitare il suo sviluppo. Il professore ripercorrendo i primi 7 giorni di vita dello zigote (embrione) ha mostrato come tutti i tentativi di posticipare l’inizio della vita ad una fase successiva al concepimento non abbiano basi scientifiche ma sono il risultato di ipotesi arbitrarie volte a favorire la sperimentazione sugli embrioni e/o l’utilizzo di farmaci che agiscono sull’embrione già formato dopo il concepimento. Ha mostrato inoltre come un’alterata fase d’impianto e di cross-talk, quale quella che si ha nella fecondazione assistita in vitro o in alcune patologie, abbia delle ripercussioni a breve termine con una perdita di embrioni fino al 90%, e a lungo termine, sul decorso della gravidanza, sul suo sviluppo in utero e anche nell’infanzia, nell’adolescenza e nella vita adulta. Helen Pearson (Nature, 2002) ha dimostrato che l’uomo programma il suo destino dal primo giorno del concepimento.

E’ stata analizzata la letteratura scientifica sul meccanismo d’azione di farmaci indicati comunemente come contraccettivi sia d’emergenza (pillola del giorno dopo, pillola dei 5 giorni dopo, pillola del mese dopo) che no (spirale o IUD/Inta Uterine Device). Si devono considerare contraccettivi o abortivi?

Il Dott. Renzo Puccetti ha citato pubblicazioni internazionali rilevando come il pronunciamento della FIGO (Federazione internazionale delle Società di Ginecologia e Ostetricia) indichi le pillole del giorno dopo come semplici antiovulatori, sulla base di lavori che in realtà non escludono affatto anche il carattere antinidatorio. Tali considerazioni sono state determinanti per l’assoluzione della farmacista che in Friuli si era rifiutata di consegnare la “pillola del giorno dopo” perché farmaco potenzialmente abortivo. Dall’analisi dei lavori scientifici e dalla lettura dello stesso foglietto informativo (bugiardino n.d.r.), anche altri cosiddetti contraccettivi come la spirale (IUD) impediscono l’impianto in utero di una gravidanza già iniziata agendo quindi in una fase successiva al concepimento.

La confusione tra gli stessi addetti ai lavori sulla definizione del meccanismo d’azione di tali presidi farmaceutici e la conseguente terminologia utilizzata come incidono nella pratica clinica dei ginecologi?

Il Comitato Nazionale di Bioetica si era già espresso sulla cosiddetta “contraccezione d’emergenza” all’indomani dell’entrata in commercio della “pillola del giorno dopo” e sulla base di tali argomentazioni riteneva già allora che il medico potesse esercitare il diritto di appellarsi alla “clausola di coscienza” nei confronti della “pillola del giorno dopo” “dato il riconosciuto rango costituzionale dello scopo di tutela del concepito.

La recente sentenza del TAR-Lazio del 5/7/2016 sembra andare in direzione opposta?

In effetti pare che organismi scientifici e istituzionali non si parlino tra loro. I magistrati del TAR non sembrano tenere conto della risposta che il Consiglio Superiore di Sanità (CSS) ha dato il 10 marzo 2015 al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin che aveva chiesto “se, alla luce delle nuove conoscenze, sia possibile escludere un’azione antinidatoria da parte di EllaOne (pillola dei 5 giorni dopo)”. Nella risposta, il CSS considera anche la “pillola del giorno dopo” a base di Levonorgestrel e, per entrambi i prodotti, risponde di “non poter escludere un’azione antinidatoria secondo i meccanismi d’azione del farmaco e la letteratura ancora controversa.

di Cinzia dal Brolo

Cinzia dal Brolo

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