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Fido, ti affido

Alessandro Tich   Ce ne parla il dr. Giuliano Berton, Dirigente Veterinario dell’Ulss n.15 

 Si fa presto a dire che il cane è il miglior amico dell’uomo. Un luogo comune che spesso contrasta con la realtà dei fatti e che deve fare i conti con la triste controprova del randagismo degli animali, dovuto soprattutto al loro abbandono. Lo sanno bene i Servizi Veterinari dell’Ulss n.15 “Alta Padovana”, che al controllo e alla prevenzione del randagismo – a fronte di centinaia di cani che finiscono ogni anno sulla strada – dedicano una parte non indifferente della loro attività. Ma c’è anche la buona notizia: un cane vagante, se individuato e recuperato, può aspirare a una nuova vita, accolto e adottato da una nuova famiglia e con tutti gli idonei requisiti sotto il profilo dei controlli sanitari. A confermarcelo è il dr. Giuliano Berton, direttore dell’Area “Igiene degli Allevamenti e Produzioni Zootecniche” dei Servizi Veterinari dell’Ulss n. 15, che incontriamo nel suo ufficio al Centro Servizi Socio Sanitari “Guido De Rossignoli” a Camposampiero. – Dr. Berton, come viene regolata l’attività di contrasto al randagismo degli animali, e dei cani in particolare? – “In questi ultimi anni, dal dopoguerra, la sensibilizzazione del rapporto tra uomo e animale è cambiata. Fino agli anni ’50, grazie soprattutto alla cultura contadina, ogni animale aveva la sua posizione, secondo una tradizione tramandata dai nonni ai nipoti. Dopo la guerra, e negli anni ’50, con lo spostamento delle masse verso le città il rapporto uomo-animale è cambiato. Verso la fine degli anni’70, con la conclusione dell’epidemia di rabbia di quell’epoca, c’è stata un’ulteriore evoluzione. La gente non era più spaventata dai cani ed è nuovamente aumentata sia la sensibilizzazione nei loro confronti sia il numero di soggetti, tanto che nel 1991 è nata la legge quadro sulla protezione degli animali da compagnia e sulla prevenzione del randagismo. E’ stata la prima legge che ha tutelato i piccoli animali, recepita da una legge regionale del ’93 che ha stabilito le procedure per l’identificazione dei cani, la lotta al randagismo, il tatuaggio e la profilassi e di cui l’applicazione obbligatoria del microchip è stata l’evoluzione.”  – Quali sono i primi provvedimenti da attuare dopo il recupero di un cane vagante o abbandonato? – “Attualmente nella nostra Ulss abbiamo un canile sanitario, nel Comune di Vigonza, in servizio 24 ore su 24, che risponde a tutte le chiamate del Servizio Veterinario, della Polizia locale, Carabinieri e della Polizia di Stato. Il canile sanitario è una struttura in cui vengono portati tutti i cani randagi, vaganti, abbandonati; ha la precisa funzione sanitaria di ricovero ed isolamento ai fini dell’osservazione clinica e degli eventuali trattamenti necessari, di cui si occuperanno i Servizi Veterinari. Questi animali vengono portati in canile dove, se sono identificati tramite microchip o tatuaggio, vengono restituiti immediatamente al loro proprietario. Altrimenti vengono identificati, con l’applicazione del microchip e l’inserimento nell’anagrafe canina e quindi sottoposti a visita clinica, esami di laboratorio, trattamenti antiparassitari, sterilizzazione e vaccinazione contro le normali malattie dei cani.”  – Per quanto tempo l’animale recuperato rimane al canile sanitario? – “I cani rimangono al canile sanitario per 10 giorni, come previsto dal regolamento di polizia veterinaria per la profilassi antirabbica. Trascorsi i 10 giorni, se l’esito di salute è favorevole, vengono inviati al rifugio per cani, che è un’altra struttura, con sede a Piazzola sul Brenta, gestita dalla Lega Nazionale per la Difesa del Cane (Parco Zoofilo San Francesco). Qui i cani sono a disposizione del pubblico per essere adottati, senza spese.”  – Qual è a differenza tra canile sanitario e rifugio per cani? – “Il canile sanitario è una struttura che ospita i cani non appena vengono trovati e costituisce un luogo, come già detto, di isolamento per la valutazione da parte dei veterinari dello stato di salute dell’animale. Inoltre nel canile si verifica la presenza o meno del chip e in assenza del chip il cane risulta di nessuno. Il rifugio per cani , invece , è una struttura che accoglie i cani, li custodisce, li mantiene e li cura fino al momento in cui verranno adottati. Per stimolare i cittadini ad adottare un cane vengono promosse diverse iniziative, come incontri pubblici oppure visite delle scuole, per favorire le adozioni degli amici a quattro zampe. – Come affrontate il problema della prevenzione del randagismo? – “Il servizio veterinario dell’Ulss 15, per quanto riguarda il controllo del randagismo, ha effettuato numerose campagne di microchippatura dei cani, attraverso i Comuni e la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, su richiesta dei sindaci. I Veterinari dell’Ulss sono andati in oltre una decina di Comuni, il sabato mattina nelle piazze  ad effettuare tale operazione di chippatura;  è stato constatato che questa iniziativa ha indotto coloro che non avevano ancora chiappato i loro cani ad affluire alle varie piazze con i loro animali. Ciò ha quindi aumentato il numero di cani identificabili con microchip e quindi riconducibili al proprietario.     – Possiamo quantificare la presenza di cani vaganti nel territorio dell’Ulss n.15? – “Mediamente, nel nostro territorio, catturiamo circa 600 cani vaganti all’anno. Su 590 cani recuperati l’anno scorso, 337 sono stati trasferiti al canile sanitario per le procedure di legge. Gli altri 253, con microchip, sono stati restituiti ai loro padroni. Il numero di cani che ritornano a casa, grazie al chip, raggiunge una percentuale che si avvicina al 50% (a differenza degli anni scorsi che si riusciva ad arrivare  a malapena al 20-25%). Possiamo ritenerci abbastanza soddisfatti e riteniamo che le campagne di sensibilizzazione abbiano sicuramente influenzato tale esito, e siamo perciò indotti a continuare ed aumentare tutte le iniziative che favoriscano tale sensibilizzazione. Ritengo opportuno sottolineare che dei 337 cani non identificati e portati al canile sanitario, la metà di questi sono cuccioli e cani giovani. Questo è dovuto al fatto che molte persone si prendono un cucciolo per sfizio ed una volta stancati del ”giocattolo” lo abbandonano lasciandolo in balia di un incerto destino. A tale proposito la chippatura dei cani impedisce anche tali comportamenti incivili e responsabilizza i proprietari.”  – Cosa possiamo dunque dire alle famiglie per evitare, o perlomeno ridurre il fenomeno dell’abbandono dei cani? – “La scelta di possedere un cane deve essere valutata coscienziosamente, perché si tratta di un essere vivente e non di un oggetto. Nel momento in cui si decidesse di portare a casa un cane si deve essere coscienti che si hanno delle responsabilità sia morali che legislative. Infatti il cane, fin da cucciolo, necessita di cure che devono assicurare il suo benessere, assicurandogli la salute, l’igiene, un habitat idoneo e le opportune attenzioni quotidiane; quindi un eventuale abbandono o maltrattamento comporta delle ritorsioni legali per coloro che non si atterranno a tali disposizioni. Come ultima cosa vorrei dissuadere l’iniziativa di regalare un cane, in quanto si regala anche una grande responsabilità e non si può essere sicuri che il ricevente voglia o riesca ad assicurarla.”

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