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Gastrite e Colite: attenzione alle differenze!

Angelica Montagna

Ce le spiega il dr. Diego Fregonese gastroenterologo direttore di Gastroenterologia dell Ulss 15

Spesso gli specialisti ci raccontano di come i pazienti, una volta stesi sul lettino per una visita medica, riferiscano di soffrire di colite o gastrite, come se i due termini indicassero la stessa patologia. Sull’argomento c’è molta confusione. Cerchiamo di fare chiarezza con il Dott. Diego Fregonese gastroenterologo Direttore di Gastroenterologia dell Ulss 15

– Quale la differenza tra gastrite e colite?
“La differenza è fondamentale ed in effetti regna non poca confusione in materia. Quando si parla di gastrite si parla dello stomaco, ovvero il primo organo del  tratto digestivo che si trova mediamente al di sopra della linea ombelicale. Parliamo invece di colite quando ci riferiamo all’ ultimo tratto dell’ intestino che procede ad asciugare il materiale di espulsione e a tramutarlo in feci, riassorbendo l’acqua che è un elemento assai prezioso per il corpo umano. Per riepilogare: lo stomaco provoca disturbi al di sopra della linea dell’ ombelico, mentre il colon dà disturbi prevalentemente al di sotto della linea ombelicale.”
– Per quanto riguarda il tipo di dolore cosa possiamo dire?
“Possiamo dire che sono i disturbi segnalati dal paziente a formare la differenza. Stomaco, ovvero gastrite, quando vi sono dolori continui, senso di pienezza, nausea, addirittura vomito e perdita di appetito. Colon, ovvero colite, quando i dolori sono di tipo spastico, a crampi, senza perdita di appetito, con vari disturbi di evacuazione; compare la diarrea che può accompagnarsi a perdite di sangue nelle forme più gravi.”

– Parliamo di meteorismo e gonfiore
“Il meteorismo che viene avvertito dai pazienti soprattutto di sesso femminile è l’ effetto dell’ intestino che si dilata per la produzione di gas che può avere sede nel colon oppure in quei sette metri di piccolo intestino da stomaco a colon che sono privi di flora batterica. Quando la flora batterica risale dal colon all’ intestino, vi è la produzione di gas. Il paziente avverte un senso di tensione all’ addome, sente fastidio ad allacciarsi la gonna o i pantaloni, il collant e quando eccessiva, la flatulenza più o meno dolosa diventa “rombeggiante”, estremamente fastidiosa. Il paziente non riesce a trattenere l’aria e si può comprendere l’imbarazzo per sé e per chi gli sta attorno.”

– Il meteorismo da cosa viene, esattamente?
“Il meteorismo è dato dalla flora batterica che comunque vive in simbiosi con noi ed è necessaria per la vita. Quando questa viene alterata perché i suoi componenti si spostano verso i germi putrefattivi che producono gas, si ha appunto lo sgradevole fenomeno descritto sopra.”

– Quanto lo stress può influire su queste patologie?
“Lo stress, dopo l’alimentazione, altera i movimenti dell’ intestino con la tendenza a  rallentarli per cui il cibo soggiorna un pò troppo nell’intestino stesso e fermenta più del necessario. Lo stress influisce anche sull’ azione dello stomaco, rallentandone le funzioni e dando un senso di pienezza.”

– Quindi possiamo dire che l’ansia con queste due patologie gioca un ruolo determinante?
Sicuramente sì. L’ ansia scarica determinate tensioni attraverso il sistema nervoso neurovegetativo che influenza in maniera profonda i movimenti dell’intestino. Quando si dice “farsela sotto dalla paura” bisogna tenere conto che vi è un fondamento scientifico. Quando l’emozione è violenta, questa accelera i movimenti dell’intestino che generalmente crea una sorta di interferenza con il sistema extrapiramidale. Ecco la comparsa di diarrea molto fastidiosa. Al contrario, potrebbe essere una concausa dell’ insorgenza della stitichezza.

– Parliamo della colite nervosa o spastica.
“Partiamo con il dire che un colon irritabile o un intestino irritabile non ha diretta dipendenza con la flora batterica ma con una nevrosi da ansia tipica dei tempi moderni, in cui la psiche attraverso quello che Freud chiama il “subconscio” cerca di liberarsi delle proprie tensioni, come un fulmine che colpisce un parafulmine e deve scaricare a terra. Qui entra in gioco il “sigma”, parte terminale dell’intestino con forti dolori che si avvertono prima o dopo l’evacuazione e a sono circoscritti nella parte inferiore dell’ addome. Questo può colpire anche i bambini, prediligendo spesso l’ età giovanile.”

– Quindi come si cura la colite spastica?
“Una volta individuata, la colite spastica viene curata con blandi farmaci antispastici che tendono a normalizzare la contrazione, che diventa così più lenta e quindi meno violenta e dolorosa.”

– Vi sono delle tecniche di massaggio che possono aiutare?
“Certamente! Esistono dei massaggi rilassanti che possono avere loro efficacia ma vanno insegnati al paziente. Sicuramente aiutano.”

– Come si pone la medicina ufficiale rispetto ad altre tecniche di rilassamento?
Un buon medico riconosce molto facilmente lo stato d’ ansia di un paziente e la prima attività è proprio quella di tranquillizzare il paziente stesso sul suo stato di salute. Spesso chi viene da me pensa subito di essere affetto da un brutto male, una forma tumorale, dopo che i vari accertamenti su una precisa patologia sono stati tutti negativi. Se esiste un disagio più profondo, il suggerimento è quello di rivolgersi ad uno specialista quale lo psicologo o lo psichiatra per  rimuove le turbe più importanti. Ricordo che raramente chi ha un vero disagio è conscio di averlo; generalmente si pensa di poter dominare l’ansia con le  proprie capacità. Ma non è sempre così.”

– In questo caso come va curata?
“Partiamo dalla gastrite che se infiammatoria necessita di farmaci molto potenti, inibitori della pompa protonica, farmaci progenetici che tolgono il senso di nausea e regolarizzano i movimenti dello stomaco che generalmente risponde molto bene.”

– E la colite?
La colite invece, risponde poco ai farmaci. Se usiamo degli antispastici potenti vi sono molti effetti collaterali e non vanno certo assunti per lunghi periodi di tempo. Esistono dei farmaci che agiscono sui movimenti intestinali che non sono estremamente efficaci ma aiutano ed hanno all’interno anche degli ansiolitici, farmaci  che vanno a rilassare anche la muscolatura intestinale. Come ho già detto, in molti casi di colite meteorica o spastica, la componente ansiogena richiede una blanda terapia per l’ansia che limita così anche i movimenti dell’intestino.

– Parliamo di alimentazione.
“Nelle forme di gastrite è consigliata fondamentalmente un’ alimentazione leggera, priva di condimenti pesanti. Contrariamente a quanto si pensava un tempo, evitare assolutamente la carne lessata ( molto difficile da digerire per il nostro stomaco), sì a carni bianche e rosse purché molto leggere e cucinate ai ferri senza l’ uso di condimenti. No all’alcool perché irritante della muscosa gastrica, no al caffè, e no al cioccolato che di solito piace molto, soprattutto alle signore.”

Per la colite, quali i consigli alimentari?
“Per la colite, giusto mix di verdure; se la colite è meteorica con produzione di gas evitare le verdure cotte che sono il fiore o frutto delle piante. Es. fagioli, piselli, cavoli, verdure che tendono a fermentare. Sì alle verdure cotte come cicoria, spinaci, zucchine. Bene anche le verdure crude. La dieta appropriata la si consiglierà al paziente una volta in ambulatorio, anche a seconda dei gusti di ognuno.”

– Quanto importante un corretto stile di vita?
“Assolutamente importante! La vita moderna induce a saltare i pasti, prediligendo ad esempio un panino a mezzogiorno o il non fare la colazione il mattino. Nulla di più sbagliato. Ogni volta che saltiamo un pasto, induciamo il rallentamento nel transito intestinale. Importante ricordare almeno tre assunzioni di cibo al giorno che dilatino le pareti gastriche. Una sana razione d’acqua e del movimento fisico, non possono che giovare ulteriormente.”

– Vi sono rimedi naturali? E lei, li consiglia?
“Il ricorso all’ erboristeria è importante. Teniamo conto che molti farmaci sono derivati  dall’erbario anche se prodotti in termini di industria farmacologica. Le erbe che usavano le nonne hanno delle influenze benefiche. Il rabarbaro e la crusca sono lassativi. Per fermare la diarrea nei bambini piccoli, è utile ad esempio, la polvere di carruba. Vi sono tisane che aiutano, sostanze che interferiscono con il movimento dell’intestino rendendolo più morbido. Basta rivolgersi ad un buon erborista. Io personalmente  mi affido con fiducia ad un farmacista-erborista che in molti casi sa trovare la formula giusta. Molti pazienti non amano riempirsi di pillole: possono trovare grosse agevolazione con rimedi officinali, purché siano dispensati con arguzia e da un farmacista preparato.”

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

Dr. Diego Fregonese

Gastroenterologia – Presidi Ospedalieri di Cittadella e Camposampiero

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