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GENEROSITÀ SENZA ETÀ

La bellissima storia della bisnonna padovana di 93 anni che, deceduta, ha donato reni e fegato, salvando due persone.

Alessandro Tich

Di lei non sappiamo il vero nome e non vedremo mai la sua fotografia. Questione di tutela della privacy. Viene chiamata Elena, dandole un nome di fantasia. La sua è una storia incredibile: madre di cinque figli, nonna di nove nipoti e bisnonna di due pronipoti, Elena, a 93 anni, dopo essere deceduta per emorragia cerebrale ha infatti donato gli organi. Il fegato e i due reni, per la precisione, che sono stati prelevati, giudicati idonei al trapianto e innestati con successo su due pazienti in lista di attesa. Il prelievo di fegato e reni è avvenuto all’Ospedale Madre Teresa di Calcutta di Monselice (Padova). Quindi si è proceduto ai trapianti su due persone distinte – che hanno ricevuto una il fegato e l’altra la coppia di reni – in altri Ospedali d’Italia. Quello della bisnonna Elena, nata e residente in provincia di Padova, è uno dei gesti più belli accaduti nel 2019 nel campo delle donazioni. L’ultimo grande regalo di una donna nata qualche anno dopo la fine della Grande Guerra, cresciuta durante il secondo conflitto mondiale, divisa tra il lavoro di casalinga e l’impegno di una famiglia diventata sempre più grande. Una grande anziana che se ne è andata all’improvviso nel corso del 2019 dopo una vita di bontà, dedizione e altruismo. E sono stati proprio i cinque figli ad acconsentire, compatti e senza indugi, alla doppia donazione. La donna infatti aveva sempre goduto di buona salute e i suoi organi, ancora in buono stato nonostante l’avanzata età, potevano permettere ad altri di continuare a vivere. E così è stato. La cultura della donazione è una caratteristica, per così dire, di famiglia. Uno dei cinque figli, sensibile alla tematica, è infatti iscritto all’Aido (Associazione italiana donatori d’organi) da trentacinque anni e racconta: “Quando i medici ci hanno ventilato l’ipotesi della donazione, noi familiari non abbiamo avuto dubbi. Mia madre è sempre stata una persona accogliente, che faceva beneficenza, molto religiosa, una persona che “teneva la porta aperta”. Ci è parso di fare la sua volontà e anche i nipoti sono stati contentissimi di questa scelta.” “Mia madre era di un’altra epoca – continua il figlio -, ma la generosità è senza tempo. La donazione è sempre il miglior modo per onorare la vita.” Bisnonna Elena, benché grande anziana, viveva da sola ed era autonoma, seppure circondata dall’aiuto e dall’affetto dei suoi cari. Ai suoi funerali il suo bellissimo ed estremo atto di amore è stato reso noto ed elogiato da tutti. “Per noi – conclude il figlio – è stato un gesto bellissimo, di cui andiamo orgogliosi. In Ospedale a Monselice abbiamo trovato persone speciali, straordinarie, molto in gamba e molto umane. Persone che, con la loro sensibilità, contribuiscono a fare miracoli.”

“Ci sono dei “sì” rivoluzionari, capaci di capovolgere destini. “Sì” che, pronunciati in giorni di dolore, di malinconia, di nostalgia, gettano il cuore oltre l’ostacolo. È a uno di questi “sì” che rendiamo onore, perché donare gli organi e i tessuti, anche da grandi anziani, significa realmente salvare vite umane o alleviare gravi sofferenze. Il trapianto, e lo dico da medico prima che da Direttore Generale, rappresenta l’unica vera cura per un numero crescente di patologie che intaccano la funzionalità degli organi e che non rispondono più alle terapie tradizionali. È necessario quindi che aumenti sempre più il numero degli organi donati e crescano la sensibilità e la cultura del dono.” È il commento del Direttore Generale dell’Ulss 6 Euganea Domenico Scibetta riguardo a questo caso di donazione degli organi che ha fatto veramente notizia. L’Ulss 6 Euganea esprime pertanto “il più sentito ringraziamento all’incommensurabile gesto della signora Elena, ai suoi familiari che hanno dato prova, nel forzoso distacco, di grande umanità e profondo senso civico e a quanti hanno permesso il trapianto, che è sempre un miracolo di vita”. “Bisnonna Elena – conclude il DG Scibetta – con il suo gesto, compiuto nel 2019, ci lascia un grande testamento: non è mai troppo tardi per fare del bene. Siamo riconoscenti per quel “sì” che ha dato scacco all’anagrafe.” Annotazione conclusiva: la notizia della donazione “record”, per molti versi, della 93enne signora Elena è stata resa nota pochi giorni prima dello scorso Natale. Un periodo in cui si pensa ai doni da mettere sotto l’albero. E i doni, in questo straordinario caso, sono stati messi sotto l’albero della vita.

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