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GINOCCHIO CORRETTA DIAGNOSI E CHIRURGIA PROTESICA SU MISURA

Intervista al dottor Claudio Khabbazè medico presso il Centro Specialistico Ortopedico e Riabilitativo Magalini Medica di Bassano Del Grappa

In questo articolo parliamo della chirurgia protesica, dell’importanza della giusta diagnosi e del ruolo della fisioterapia, tenendo presente che spesso le persone sono abituate a pensare alla soluzione “protesi” come si trattasse di un “pezzo di ricambio” standard. Come vedremo, ci sono in realtà diverse soluzioni per patologie legate, in questo caso, al ginocchio. Siamo andati a Bassano Del Grappa, alla Magalini Medica ed abbiamo incontrato uno dei tanti specialisti che prestano la propria opera nello studio Specialistico Ortopedico Riabilitativo.

Tante soluzioni per protesi legate al ginocchio, è così?

E’ vero, ci sono tante soluzioni. Si è abituati a pensare che esista “la protesi” invece dovremmo capire che anche il ginocchio è un po’ come la dentatura. La protesi dentaria varia a seconda dell’intervento che un dentista deve gestire: ad esempio un ponte, una capsula, una dentiera, protesi diverse fra loro. Anche con il ginocchio, andremo a sostituire una parte o tutta l’articolazione del ginocchio, se le sue parti sono usurate. A seconda del problema e del paziente, dunque, vi sono soluzioni differenti, personalizzate. L’importante è che il chirurgo abbia dimestichezza con questo tipo di chirurgia, sappia utilizzare i vari tipi di protesi. Ricordiamo che è importante identificare bene la giusta patologia del paziente. Il ginocchio ha, di fatto, tre articolazione, mentre spesso si tende a pensare che tratti di un’ unica realtà. Normalmente l’artrosi parte da uno solo dei compartimenti e poi evolve a coinvolgere il resto dell’articolazione. E già questo serve per distinguere il fatto che ci sono delle protesi più selettive, le cosiddette monocompartimentali.

Come si procede in quel caso?

In questo caso, si va a rifare la parte consumata di una sola delle tre articolazioni. Ma anche i legamenti possono risultare danneggiati e così la protesi va a sostituire tutto quello che si è danneggiato nel tempo. Le protesi andranno a sostituire quelle articolazioni che, inutile ricordarlo, saranno diverse da una persona all’altra. Spesso una persona può avere due ginocchia che si sono usurate in maniera differente. Pazienti che possono beneficiare di un certo modello di protesi, altri di protesi completamente differenti. Questo concetto è importante che venga capito bene.

Lei è stato uno dei primi in Europa ad usare il robot, è vero?

Sì, è vero. Io utilizzo il robot, credo di essere uno dei cinque medici che ha maggiore esperienza in Europa per quanto riguarda la chirurgia robotica: sono infatti dieci anni quest’anno che uso questo tipo di tecnica e ho alle spalle oltre mille impianti eseguiti. Personalmente credo che il robot sia uno delle tante soluzione che possono aiutare il chirurgo ad essere più selettivo possibile, a risparmiare tessuti, ad essere più preciso nella sostituzione della parte malata.

Quanto è importante una corretta diagnosi?

Fare la giusta diagnosi è la cosa più difficile in medicina, in tutti i campi medici anche quando può sembrare ovvia. Ad esempio non è sufficiente dire “hai l’artrosi”: va specificato che tipo di artrosi è stata riscontrata. Ancora, stabilire che tipo di intervento ha bisogno il paziente, oppure se non ha proprio bisogno di intervento chirurgico. Su questo posso affermare che la maggior parte delle persone che vengono in ambulatorio con artrosi al ginocchio, hanno raramente indicazioni chirurgiche. Se dovessimo fare una stima, potrei dire, ancora, che una persona su dieci di quelle che vengono in ambulatorio, ha bisogno di andare in sala operatoria. Molto spesso si riesce ad avere un buon risultato con le cure conservative.

Parliamo di terapie infiltrative, fisioterapiche al ginocchio…

Pensiamo che le nostre articolazioni degenerano, spesso perché, in maniera inconsapevole, vengono utilizzate male per tanti anni. Arriva un paziente che lamenta dolore, io da medico devo pensare sia a contrastare il dolore ma soprattutto a ripristinare la funzionalità. Il ruolo della fisioterapia è fondamentale, nelle fasi di artrosi precoce e in questo il Centro Magalini Medica è un fiore all’occhiello: pensi che sopra i 50 anni, otto persone su dieci hanno segni di artrosi alla radiografia ma di queste soltanto due accusano sintomi, quindi una minima parte ha poi bisogno della sala operatoria.

Quanto possono essere d’aiuto le radiografie che possono già dare una netta immagine della patologia?

Per fare una diagnosi ci vuole una corretta valutazione anche eventualmente con degli esami dedicati, non basta una radiografia semplice. Molto spesso ci vogliono radiografie specifiche, eventualmente anche esami successivi, tipo risonanza e tac che andranno valutate in sede di visita ambulatoriale. Importante, dunque, la prima fase per poi arrivare un po’ a quella che è la robotica che comunque ha fatto passi da gigante. Del resto la tecnologia, soprattutto in campo medico chirurgico, la fa da padrona, anche se la tecnologia non è solo usare un robot. Tecnologia vuol dire fare una giusta protesi. Ed è fondamentale l’esperienza del chirurgo: non si può approcciare alla chirurgia robotica se non si è un chirurgo esperto.

Quante protesi vengono impiantate in un ginocchio in Italia?

In Italia possiamo dire sono oltre 65.000 le protesi di ginocchio fatte ogni anno. Quando operavo ad Abano, secondo centro nazionale di chirurgia di protesi al ginocchio, ne facevamo circa un migliaio.

Qual è l’intervento più richiesto, sempre parlando di ginocchio?

Il più frequente riguarda la chirurgia ricostruttiva dei legamenti anteriori e la chirurgia artroscopica, che riguarda le lesioni medicali e la cartilagine, queste ultime in realtà un pò meno richieste.

Anche i tempi di ripresa sono migliorati, è vero?

Sì perché si pensa non solo al lato chirurgico ma alla gestione del paziente dal pre operatorio al post operatorio, con tutta una serie di accorgimenti, come pure durante l’intervento. Questi permettono di mettere in piedi il paziente il giorno stesso o il giorno successivo all’intervento. Davvero, in questo campo, di passi avanti ne sono stati fatti molti.

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

InForma Salute
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