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IL GIOCO D’AZZARDO SI COMBATTE… A TAVOLA.

“Stare al gioco”: 10.000 tovagliette con messaggi di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico distribuite dall’Ulss 7, in collaborazione con la cooperativa sociale Adelante e altri attori della rete del territorio, nelle mense aziendali. 

Alessandro Tich

Il gioco d’azzardo ha avuto negli ultimi anni uno sviluppo enorme nel nostro Paese: si stima che i giocatori patologici o ad alto rischio di dipendenza in Italia siano più di un milione. Il problema è purtroppo ben presente anche dalle nostre parti. Nel solo territorio dell’Ulss 7 Pedemontana ogni anno vengono giocati oltre 400 milioni di euro, il che significa oltre 1000 euro per abitante. E tutto questo senza conteggiare il gioco online, anche questo in forte ascesa. A livello regionale vengono invece giocati oltre 6 miliardi di euro all’anno, pari a 1200 euro per abitante e addirittura più di 105 miliardi in Italia, per una media di 1765 euro per abitante. Sono dati a dir poco impressionanti. La ricerca della “fortuna facile”, che si traduce quasi sempre in uno spreco di risorse economiche e troppo spesso in un danno per l’equilibrio psicofisico e quindi per la salute, è una delle piaghe della nostra attuale società, a maggior ragione in questi tempi di difficoltà a seguito della pandemia che ha ristretto se non annullato le fonti di guadagno di moltissime persone.

Qualsiasi iniziativa mirata a contrastare il deviante fenomeno del gioco patologico è pertanto degna di attenzione, soprattutto per una testata giornalistica come la nostra da sempre sensibile alla prevenzione delle dipendenze sociali.

È il caso di “Stare al gioco”, una campagna di sensibilizzazione sull’emergenza della ludopatia organizzata dal Dipartimento delle Dipendenze dell’Ulss 7 Pedemontana in collaborazione con la cooperativa sociale Adelante, la Fondazione Banca Popolare di Marostica Volksbank e gli assessorati alle Politiche Giovanili dei Comuni del Distretto 1. Un’iniziativa che si è svolta nello scorso mese di ottobre ma che sarà riproposta nuovamente non appena usciremo dall’emergenza sanitaria, accompagnata da altri eventi nel territorio.
La campagna ha previsto la realizzazione di 10.000 tovagliette che sono state collocate sui tavoli delle mense aziendali durante i pasti delle più importanti aziende del territorio, nonché delle mense degli Ospedali di Bassano del Grappa e di Santorso, per diversi giorni e fino all’esaurimento della scorta consegnata. Le tovagliette recavano un messaggio sui rischi del gioco patologico, contraddistinto dallo slogan “Non ti perdere”. Queste ultime sono state il frutto di un percorso avviato con un gruppo di ragazzi e ragazze della scuola secondaria di secondo grado che, debitamente formati sul tema, hanno poi creato le grafiche presenti nelle tovagliette, appositamente pensate per invitare le persone a riflettere sul tema dell’azzardo. Trattandosi di un’iniziativa rivolta primariamente alle mense delle aziende, di grande importanza è stata anche la collaborazione con il Raggruppamento di Bassano del Grappa di Confindustria Vicenza, nella persona del presidente Andrea Visentin. Il progetto ha visto coinvolte due imprese della ristorazione che gestiscono le mense aziendali e complessivamente 15 rinomate aziende del territorio che hanno dato la loro disponibilità a concedere i loro spazi ad uso conviviale per questa particolare azione di sensibilizzazione sociale in pausa pranzo.

La campagna ha visto pertanto la partecipazione e il lavoro di rete di tanti e diversi protagonisti uniti in una significativa presa in carico comunitaria. L’obiettivo principale di questa iniziativa è stato infatti – e lo sarà ancora – quello di aumentare la consapevolezza di tutti sull’argomento e di offrire dei punti di riferimento perché spesso le persone, anche qualora avessero dei problemi rispetto al gioco, non sanno a quali servizi rivolgersi.

Per rendere tuttavia efficace il messaggio sui rischi del gioco d’azzardo, che spesso purtroppo deborda nei pericoli del gioco compulsivo, bisogna saper andare oltre i canali convenzionali di comunicazione. Da qui l’esigenza di pensare a nuove forme comunicative e a canali di risonanza sempre più capillari all’interno del nostro territorio per raggiungere sia i giocatori che i loro familiari, offrendo loro supporto. L’ulteriore obiettivo di progetti di questo genere è quello di sensibilizzare l’intera comunità rispetto al tema, facendo in questo modo prevenzione. Ciò che conta, in ultima analisi, è aumentare la consapevolezza e la capacità di azione nei confronti di questa problematica di grande rilievo sociale. La distribuzione delle 10.000 tovagliette è solo l’ultima in ordine di tempo delle azioni messe in campo dal progetto “Stare al gioco” nato ancora nel 2012 dalla collaborazione della rete del sociale con il Ser.D (Servizio Dipendenze) del Distretto 1.

Il progetto, in particolare, si occupa dell’accompagnamento di persone con problemi di gioco d’azzardo e delle loro famiglie e in iniziative di prevenzione e contrasto al gioco d’azzardo patologico nel territorio. Questa volta il focus della pluriennale campagna si è concentrato sull’originale idea di combattere la ludopatia…a tavola, sfruttando il momento del pranzo in azienda per sensibilizzare in contemporanea il maggior numero di persone possibili. E se anche solo una persona, leggendo il messaggio sulla tovaglietta, avrà deciso di smettere di giocare, sarà stato un grande successo.
E in questo caso il gioco – è proprio il caso di dirlo – è valso la candela.

Alessandro Tich

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