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Sella per cavallo

La giusta sella per un cavallo sano

selleria-equipe

L’importanza della giusta sella per un cavallo sano.

Ancora cavalli in primo piano, con un occhio attento non solo alla sana alimentazione, alla corretta igiene e ad un ambiente che risulti essere distensivo per il quadrupede ma anche ai dettagli. Quei particolari importanti che vanno ad influire sulla qualità della vita, come la sella. Forse non tutti sanno che proprio a Valdagno (in provincia di Vicenza), dal 1997 esiste un’azienda leader nel settore delle selle, come testimoniano i più grandi magazine nazionali ed internazionali dedicati al mondo equestre.
Intervista a Edda Rigon amministratore delegato, socia della SELLERIA EQUIPE (Valdagno) .

Sappiamo che lei, a fine giugno, è stata chiamata come relatrice al convegno “Casi d’impresa e sviluppo condiviso”a Valdagno. Di che cosa ha parlato?

Ho portato la mia esperienza di imprenditrice, assieme ad altre quattro aziende appartenenti a settori diversi, che hanno testimoniato come in “tempi di crisi” si possa continuare ad essere realtà vincente e florida.

Diamo qualche numero…

Esportiamo in tutto il mondo, siamo un’ azienda familiare, diamo lavoro a 72 dipendenti diretti ed una quarantina di agenti indipendenti. Lo scorso anno abbiamo chiuso con un fatturato di 10mln.

Quanto è importante nel vostro mestiere rispettare il cavallo, che è il primo fruitore del vostro prodotto?

Questa è una domanda che ha già fatto centro, nel senso che io ritengo che la nostra mission aziendale debba essere, prima di tutto, quella di tutelare la salute del cavallo. Spesso penso al fatto che, in effetti, lui è l’unico a non poter parlare, indicandoci chiaramente le sue richieste.

Questa attenzione verso l’animale, come si concretizza?

Usiamo materiali sempre di primissima qualità, che per il 54% provengono dal Veneto, rimanendo entro il territorio nazionale per l’87%. Questo è un must al quale non vogliamo rinunciare. Una sella con prodotti scadenti, a lungo andare non giova a nessuno. Poi vi è la bellezza estetica, il particolare quasi impercettibile del punto cucito a mano, dell’importante impatto visivo dell’artigianato veneto ma questo è un altro discorso che comunque ha il suo perché…

Rispetto a qualche decennio fa, il cavallo da competizioni è cambiato?

Direi proprio di sì! Prima era soprattutto appartenente a razze provenienti dalla Germania: più forte ma anche più freddo. Adesso ci troviamo di fronte a cavalli con sangue arabo, più caldi, dal carattere focoso, difficili da governare e che per certi versi richiedono maggiore cura ed attenzione anche da chi, come noi, se ne occupa fabbricando selle.

Da dove si inizia a produrre selle?

Noi siamo un po’ come i vecchi sarti che, dopo aver preso le misure, vanno a cucire l’abito su misura. Vi è un’ intera equipe che si mette in moto, di volta in volta e discute il caso, prima di procedere addirittura con il disegno.

Quante varianti diverse di selle producete?

Le varianti sono 15.600, solo parlando di selle. E’un numero molto alto ma questo avviene anche perché collaboriamo a stretto contatto con i medici veterinari e quindi siamo super attenti al più minimo dettaglio. Medici che spesso, proprio per questo, vengono in cerca di noi.

Sappiamo che avete brevettato un arcione in carbonio…

Sì, qui la storia è un po’ lunga: innanzitutto voglio spiegare che l’arcione è ognuna delle due parti della sella rilevate ad arco (una anteriore l’altra posteriore), fra le quali il cavaliere viene a trovarsi quasi incassato. Anni addietro ci siamo avvalsi di un’antichissima azienda di Tolosa che ci forniva arcioni in legno. C’era necessità di auto-produrre qualcosa di nuovo ed efficace. Dopo lunghe ricerche di mercato e studi approfonditi, siamo arrivati alla conclusione che il carbonio era un’ottima soluzione. Questo ci ha dato una marcia in più!

Qual è il vostro rapporto con il cavaliere?

Ci sono rapporti ottimi con grandi campioni mondiali che poi diventano anche cari amici.

Quali sono stati i vostri successi?

Ricordo le Olimpiadi a Londra nel 2012, dove abbiamo “portato a casa”sei medaglie d’oro e una d’argento. Le vittorie italiane sono state anche le nostre, visto che in groppa ai meravigliosi stalloni vincitori c’erano montate le nostre selle. Superlativi gli atleti azzurri che, in parte, sono stati supportati nella competizione, da un nostro prodotto evidentemente ben fatto.

di Redazione InFormaSalute

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