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Gli occhi dei bambini

Chiara Bonan

Parla la dr.ssa Elisabeth Milan, responsabile di Oculistica Pediatrica dell’Ospedale di Camposampiero 

L’occhio pigro? Va allenato. E se lo sguardo non è centrato, o altre gravi patologie impediscono una vista chiara, la chirurgia è d’aiuto. Anche a pochi mesi di vita.

L’ambulatorio di oftalmologia pediatrica e strabismo dell’ospedale di Camposampiero spicca in Veneto per la capacità di trattare patologie oculistiche in età pediatrica sin dai primissimi giorni di vita. Molto spesso più precoce è l’intervento, e maggiori sono le possibilità di un ottimale recupero funzionale dell’occhio.

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Elisabeth Milan, responsabile dell’ambulatorio specializzato nel reparto di oculistica diretto dal dottor Marzio Chizzolini, che può vantare un considerevole numero di interventi di strabismo sia nell’adulto sia nel bambino eseguiti, con oltre 100 bambini operati in un anno.

 

– Quali sono le principali patologie oculistiche in età pediatrica trattate presso la struttura di Camposampiero?

– “Da anni ci occupiamo delle principali patologie pediatriche, sia dal punto di vista chirurgico che  riabilitativo, grazie ad un eccellente  equipe di ortottiste. Trattiamo l’ambliopia, lo strabismo, la cataratta congenita, le retinopatie del prematuro, i problemi delle vie lacrimali. Possiamo intervenire anche su neonati prematuri, grazie al prezioso supporto del reparto di neonatologia diretto dal dott. Filippone, che è in grado di seguire bambini nati a partire dalla 24esima settimana di gestazione, di soli 500 grammi di peso.”

 

– Quando è possibile intervenire con la riabilitazione e quando è invece necessario un intervento vero e proprio?

-“Nel caso dello strabismo vanno seguite entrambe le strade: dapprima si insegna all’occhio a vedere con un bendaggio occlusivo che stimola alla visione, solo in seguito si interviene chirurgicamente sui muscoli per “raddrizzarli”. La retinopatia del prematuro, nei casi a rischio, viene trattata con una tecnica laser, indolore per il neonato e con semplice sedazione, che consente di evitare la più invasiva chirurgia vitreo-retinica, riservata ai casi in cui la retina è già marcatamente compromessa. La cataratta congenita va operata, mentre la stenosi delle vie lacrimali, una situazione in cui i canalini lacrimali non si aprono, può essere monitorata e trattata con massaggi locali che spesso (ma non sempre) risolvono la situazione. Per l’ambliopia, il cosiddetto “occhio pigro”, invece, la riabilitazione rappresenta una cura di per sé.”

 

– Quanto conta la precocità della diagnosi delle patologie oculistiche pediatriche?

-“In alcune patologie è fondamentale. La cataratta congenita va operata precocemente, intorno ai 2-3 mesi di vita. Per i problemi delle vie lacrimali in età pediatrica, si aspetta intorno all’anno di età per eventuali sclete chirurgiche. Nel frattempo si consigliano massaggi locali e terapia antibiotica a cicli.  in caso di mancata risoluzione del problema, che di solito si verifica spontaneamente intorno all’anno di età, si ricorre alla chirurgia. Va diagnosticato precocemente anche lo strabismo: in questo caso l’occhio “che va per conto suo” non ha un’esperienza visiva normale. Per garantirla, è necessario diagnosticare il difetto il prima possibile e cominciare con la riabilitazione fin da subito: più precoce è la diagnosi, migliore il risultato funzionale! Se il problema “occhio pigro” è superato, si procede alla chirurgia dello strabismo che in alcuni casi va fatta precocemente.: aspettare troppo significa abituare il cervello ad una visione scorretta, che con il passare degli anni diventa irrecuperabile.”

 

– I genitori riescono ad accorgersi quando un figlio ha problemi alla vista?

-“Non sempre i genitori possono accorgersi di un difetto visivo o di una malattia dell’occhio, specialmente se il problema riguarda solo uno dei due occhi e l’altro compensa.”

 

– Quali sono i segnali che devono far scattare l’allarme?

-“In età pre-verbale (prima dei due anni) sicuramente ogni volta che si verifica, anche in modo sporadico, che uno degli occhi “vada per conto suo”. Oppure se è evidente un riflesso di colore “strano” (di solito biancastro) nella pupilla. In quest’ultimo caso ci possono essere d’aiuto i colleghi pediatri, nell’ambito dei loro bilanci di salute periodici. Quando il bambino parla si possono notare altri segnali: il bambino strizza gli occhi, si avvicina per vedere meglio, lamenta mal di testa, cefalea, bruciore degli occhi dopo un impegno visivo. In tutti questi casi è necessaria una visita oculistica.

E’ anche vero, però, che talvolta cioè che si nota può essere una manifestazione tardiva di un difetto visivo, per cui noi, in via preventiva, consigliamo ai genitori di sottoporre i figli ad un consulto oculistico a 3 e a 6 anni.

A 3 anni, perché a quest’età siamo ancora in tempo per ottenere un risultato funzionale con la riabilitazione in caso di strabismi o ambliopie non notate dai genitori.

A 6 anni perché, in coincidenza con l’inizio della scuola, è importante mettere il bambino nella condizione di avere una visione normale in presenza di difetti visivi.”

 

– Prima dei 3 anni è possibile sottoporre il bambino ad una visita oculistica?

-“Assolutamente sì: non è vero che non è possibile visitare gli occhi di bambini non collaboranti. Esistono delle tecniche rivolte proprio ai bambini in età pre-verbale, che permettono di stabilire con certezza eventuali difetti visivi.

In alcuni casi è addirittura necessario che il bimbo venga visto prima dei 3 anni, specie se c’è familiarità per difetti visivi importanti, strabismo, ambliopia o altre patologie oculari.”

 

– E per i bambini più grandi, è vero che guardare troppo la tv o stare davanti al computer fa male?

-“In termini assoluti no: diciamo che mantenere la focale continuativamente a distanza ravvicinata stanca gli occhi. Non è vero che una miopia o un’astigmatismo peggiorino guardando troppa tv, leggendo troppo o rimanendo per ore davanti allo schermo del computer. L’evoluzione di questi difetti deriva da una predisposizione della persona. Di certo, però, vale sempre la pena di mettere gli occhi in condizioni di vedere meglio, anche durante lo studio, con una buona illuminazione e una postura corretta.”

 

– Tempo fa si consigliava l’estratto di mirtillo per migliorare la vista: è un’indicazione corretta?

-“Sicuramente le vitamine A e B12 sono indispensabili per il corretto funzionamento degli occhi. Anche la luteina sotto forma di integratore, ma comunque presente nella frutta e verdura, può favorire una buona condizione retinica. Non sono rimedi miracolosi, ma sicuramente un’alimentazione sana e variata aiuta anche la salute della vista.”

Chiara Bonan

Redattrice InFormaSalute

Dr.ssa Elisabeth Milan

Responsabile di Oculistica Pediatrica dell’Ospedale di Camposampiero

InForma Salute
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