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inserimento bambino scuola materna

Inserimento del bambino nella scuola materna

Inserimento del bambino nella scuola materna: un mondo nuovo!

L’ inserimento nella scuola materna, è un momento particolarmente delicato nello sviluppo di ogni bambino. Per trasformarlo in una occasione di confronto, di crescita e di curiosità è indispensabile che i genitori siano pronti a rassicurare, stimolare e sostenere il piccolo nelle difficoltà. Parla la dott.ssa Simonetta Gentile, Responsabile dell’Unità Operativa di Psicologia Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

inserimento bambino scuola materna

Dott.ssa Gentile come dovrebbe avvenire l’inserimento di un bambino in una scuola materna?

L’ingresso alla scuola dell’infanzia è un momento particolarmente delicato ed importante nel processo di crescita e di individuazione personale di ogni bambino. Da un rapporto limitato ad una stretta relazione con i familiari, il bambino viene ad inserirsi in un nuovo contesto ambientale e sociale in cui diventa capace di stabilire relazioni con altri individui, coetanei ed adulti, che non appartengono alla famiglia.

Si può considerare favorevolmente l’ingresso all’asilo verso i trenta mesi, periodo in cui, sia pure con un’ampia variabilità interindividuale, sono state acquisite funzioni come il linguaggio, la comprensione del contesto sociale e l’autonomia degli sfinteri. È fondamentale che in questo passaggio il bambino sia sostenuto dai genitori e dall’ambiente affinché l’inserimento avvenga nel modo più sereno e armonico possibile e si realizzi così un momento di crescita per il bambino e, indirettamente, per la famiglia.

Quando e come si manifestano le eventuali difficoltà di inserimento?

Spesso i bambini possono presentare difficoltà nell’adattarsi alla nuova situazione. Manifestazioni di ansia (risvegli notturni, enuresi, tic, etc.) sono molto frequenti e in genere transitori, e non devono allarmare; tendono a risolversi spontaneamente quando il bambino acquisisce sicurezza nella nuova situazione.

Tuttavia, manifestazioni persistenti possono essere indicative di un disagio più profondo le cui cause sono legate, in genere, a difficoltà di sviluppo o a difficoltà di relazione. In ogni caso, di fronte alle problematicità occorre parlarne, sia tra i genitori che con gli insegnanti, e collaborare al fine di comprendere la difficoltà del bambino.

È inoltre molto importante verificare che non siano presenti difficoltà neuropsicologiche non riconosciute, che impediscono al bambino di apprendere con facilità o di relazionarsi adeguatamente con le persone non familiari.

Come possiamo accorgersi se un bambino ha delle difficoltà neuropsicologiche?

Qualora esistano problemi specifici come deficit neurosensoriali, cognitivi, disturbi del linguaggio, difficoltà di socializzazione o situazioni di svantaggio culturale o sociale, è consigliabile consultare il Neuropsichiatra infantile o lo Psicologo al fine di valutare la natura di tali difficoltà persistenti in modo da facilitarne il superamento.

Come viene fatta la valutazione se un bambino ha delle difficoltà neuropsicologiche?

Per valutare i problemi specifici che possono ostacolare l’adattamento nella scuola dell’infanzia, ci si avvale di accertamenti clinici come l’accertamento dei difetti visivi e uditivi.

Si può inoltre verificare la presenza di eventuali disturbi cognitivi attraverso una batteria di test composta da test di intelligenza, test neuropsicologici (che misurano principalmente le abilità di linguaggio) e interviste cliniche per valutare la presenza di eventuali disturbi del comportamento o della socializzazione.

La metodologia comprende un’attenta valutazione clinica e una prolungata osservazione del comportamento adeguati all’età del bambino, nonché la consulenza con i genitori, gli insegnanti e quanti si prendono cura del bambino.

Quale deve essere il comportamento più adatto per facilitare l’inserimento di un bambino in un asilo?

Solitamente è sufficiente favorire l’inserimento nella scuola dell’infanzia seguendo alcuni semplici accorgimenti.
È importante per esempio che si rispettino i tempi e le modalità proprie di ogni bambino, adattandosi alle sue necessità in maniera elastica.
È importante affiancare il bambino nell’incontro con gli altri bambini, nell’esplorazione dell’ambiente, dei giochi e del materiale didattico e rassicurarlo sulla capacità dell’ambiente e dell’insegnante di prendersi cura di lui e dei suoi bisogni (mangiare, bere, evacuare, riposarsi, etc.).
È auspicabile che l’insegnante illustri ogni giorno il programma delle attività programmate, per rendere l’ambiente prevedibile e rassicurante. È utile inoltre che il bambino disponga di un piccolo spazio-contenitore “soltanto suo” (armadietto o altro) dove riporre le proprie cose essendo il solo a potervi accedere. È possibile che porti un oggetto da casa che sarà bene conservare nello zaino o nell’armadietto.

L’abbigliamento dovrà essere semplice e comodo ed è consigliabile fornire un cambio di biancheria e pantaloncini per eventuali “incidenti”. È opportuno facilitare la conoscenza degli altri bambini attraverso scambi verbali che lo incoraggino ad avvicinarsi agli altri e alle loro esigenze.

Nei bambini con difficoltà specifiche, tali accorgimenti andranno attuati tenendo conto delle difficoltà del bambino e l’inserimento dovrà essere supportato da un piano di intervento specifico da realizzare in collaborazione con la scuola che potrà avvalersi di insegnanti specializzati.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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