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Intolleranza alimentare: il test in farmacia.

Il test per l’intolleranza alimentare evidenzia i segnali di una o più intolleranze, attraverso un esame di primo livello, non invasivo.

Incontro con la dottoressa Michela Bosio, della Farmacia “S.Francesco” di Schiavon

Tra i disturbi più frequenti ci sono il mal di testa e il mal di stomaco. E allo stesso problema possono essere ricondotti altri problemi molto comuni come il nervosismo, la digestione pesante, il senso di depressione, l’alitosi oppure l’insonnia, le eruzioni cutanee, i dolori articolari e le palpitazioni cardiache. Disturbi molto diversi tra loro, ma che in taluni casi possono essere ricondotti ad un’unica causa: e cioè il cibo.
I sintomi sopra elencati potrebbero infatti essere la conseguenza di una intolleranza alimentare: problema dovuto a un accumulo di tossine, conseguente all’ingestione di uno o più alimenti, che il nostro organismo non riesce più a smaltire. Non è facile, in generale, scoprire di essere intolleranti a determinati tipi di cibo: l’inconveniente si può manifestare anche 72 ore dopo aver ingerito l’alimento che provoca il disturbo e spesso si fa fatica, proprio per questo, a collegare il disturbo che sentiamo alle cose che mangiamo.
Ecco perchè è utile verificare l’insorgenza di possibili intolleranze alimentari attraverso un apposito controllo. È il messaggio lanciato dalla dottoressa Michela Bosio, titolare della Farmacia San Francesco di Schiavon, dove è possibile controllare l’eventuale intolleranza al cibo attraverso un semplice test.
“Siamo abituati a misurare la pressione, il colesterolo e la glicemia – afferma la dott.ssa Bosio – e perchè allora non verificare le possibili intolleranze alimentari? È un controllo consigliabile che si può effettuare con il test in farmacia.”

– Dottoressa Bosio, perchè si parla di test e non di esame?
– “Perchè il compito del farmacista è quello di evidenziare alla persona interessata eventuali segnali di una o più intolleranze alimentari, attraverso un test di primo livello, che non è invasivo e che ha una durata di circa 15-20 minuti. Se vengono poi riscontrati dei segnali, il farmacista consiglierà o meno all’utente, sulla base dei “valori” ottenuti, l’esecuzione di esami di approfondimento presso strutture mediche.”

– Come si svolge questo test nella sua farmacia?
– “Il test viene svolto da personale qualificato e specializzato in materia con una strumentazione totalmente indolore e non invasiva chiamata “Creavutest”. Viene applicato un elettrodo, o puntale, sulla regione ungueale del dito indice e lo strumento effettua la lettura della resistenza elettrica cutanea rispetto allo stimolo. L’apparecchiatura utilizza impulsi elettrici a basso voltaggio e si basa su un principio teorico fondamentale: è cioè che è possibile leggere il potenziale dello stimolo elettrico nelle cellule e nei tessuti e ricavare indicazioni sul corretto funzionamento metabolico dei distretti del corpo interessati. Lo strumento, in altre parole, misura l’energia sui “meridiani” delle dita delle mani, che secondo la Medicina tradizionale cinese costituiscono la mappa corrispondente agli organi interni. Ad esempio, attraverso il punto ungueale del dito indice, utilizzato dallo strumento, l’organo testato è l’intestino crasso.”

– Dunque, se io provoco l’elettro-stimolazione su un preciso punto delle dita, riceverò informazioni sul metabolismo dell’organo “collegato”?
– “Il test viene svolto dopo l’assunzione di determinati alimenti e attraverso questo sistema possono essere rilevati dei segnali di una possibile intolleranza alimentare. In alcuni casi è comunque fondamentale ripetere il test per avere conferma dei segnali rilevati alla prima esecuzione. È questo il servizio importante del farmacista: l’utente, come già detto, procederà poi con esami medici di approfondimento solo dopo avere verificato tutti i casi possibili di intolleranza col test non invasivo e ripetuto.”

– Se viene riscontrata un’intolleranza alimentare con il test in farmacia, che cosa consigliate di fare alla persona interessata?
– “Se viene rilevata l’intolleranza a un certo alimento si consiglia all’utente di sospenderne temporaneamente l’assunzione privilegiando alimenti alternativi. In un controllo successivo, potremo riscontrare sia l’abbassamento del valore di intolleranza sia il fatto di non aver introdotto ulteriori alimenti intolleranti. In generale, con l’eliminazione di alcuni alimenti che non tolleriamo, o eventualmente la loro reintroduzione graduale nell’alimentazione è possibile risolvere problemi e eliminare disturbi.”



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