• Informasalute N.85

    Informasalute N.85

    AGOSTO 2021

    A TU PER TU CON Francesco Benazzi Direttore Generale Ulss 2 Marca Trevigiana

    ULSS2 PRIORITÀ: RECUPERARE MEDICI E LISTE D’ATTESA

    Leggi tutto

  • Informasalute N.84

    Informasalute N.84

    GIUGNO-LUGLIO 2021

    A TU PER TU CON MARIA GIUSEPPINA BONAVINA

    Direttore Generale Ulss 8 Berica

    Leggi tutto

  • Informasalute N.83

    Informasalute N.83

    Maggio 2021

    Erika Stefani

    UN MINISTRO PER LE DISABILITÀ

    Leggi tutto

Lattosio: un’intolleranza tra le più diffuse

intolleranze

L’intolleranza al lattosio è una delle più diffuse intolleranze alimentari.

Si tratta, nella maggior parte dei casi di una carenza personale dell’enzima necessario per digerire il lattosio.

Di solito si manifesta con sintomi specifici dell’apparato intestinale. La diagnosi definitiva la si fa con il breath test, all’idrogeno e non invasivo.

Dottor Fregonese, molte persone senza saperlo sono intolleranti o, meglio, mal digeriscono il lattosio. Che cosa vuol dire?

Il lattosio è uno zucchero presente nel latte ed in molti altri alimenti. Quando il lattosio non può essere metabolizzato, e quindi assorbito, resta nell’intestino in eccesso: questo provoca un’iperfermentazione da parte delle flora batterica intestinale. Le persone che non tollerano questo zucchero, quindi, vanno incontro ad una serie di disturbi quali la flatulenza, il meteorismo, i crampi addominali. Talvolta si può arrivare alla comparsa di diarrea vera e propria. Frequentemente vi è un aumento delle dimensioni del ventre, condizione molto sofferta particolarmente dalle donne, anche per il solo problema estetico.

 

Essendo il latte tra gli alimenti principali della nostra alimentazione fin da neonati, come facciamo a capire se siamo intolleranti? E qual è la causa di questa intolleranza? 

Il lattosio è uno dei costituenti più importanti del latte. Questo zucchero rende il latte un alimento di alto valore nutritivo, energizzante. Per essere assorbito deve essere prima pre-digerito: nello stomaco viene secreto un enzima, la lattasi, che ne permette l’assorbimento. Nell’uomo, come in tutti i mammiferi, la lattasi è prodotta in abbondanza nei primi tempi della vita, nel periodo detto della lattazione, quando l’apporto del latte è indispensabile allo sviluppo. Con il passare del tempo, in rapporto al passaggio da una dieta esclusivamente lattea ad una più complessa, l’individuo ha meno necessità di lattasi, e ,quindi, la produzione di questo enzima si riduce. Infine con l’età adulta la lattasi viene prodotta in quantità sempre più ridotte sino a cessare del tutto. La conseguenza di questa riduzione nella produzione dell’enzima fa si che nella maggioranza degli adulti il latte sia scarsamente digeribile, se non del tutto indigeribile. Solo circa il 30 per cento della popolazione adulta ha una certa capacità di produrre l’enzima: questi fortunati continuano in qualche modo a digerire il latte. L’anormalità sta nella tolleranza. Ovviamente questo è un paradosso, ma solo apparente. La rituale comparsa di gonfiore addominale, feci molli o diarrea, crampi dopo l’assunzione di cibi contenenti latte devono farci pensare che il nostro corpo abbia smesso di produrre lattasi, e che quindi siamo diventati intolleranti. Quindi molto spesso l’esperienza quotidiana è da sola sufficiente ad individuare un’intolleranza al lattosio. Tuttavia è disponibile un test che permette di verificarlo con ottima accuratezza: il Breath test all’idrogeno e non invasivo.

 

Si può risolvere l’intolleranza in esame, senza rinunciare al latte?

In caso di intolleranza l’unica cura possibile consiste nell’eliminazione o nella riduzione del lattosio dalla dieta. Il lattosio non sempre deve essere completamente eliminato, perché per ogni individuo esiste un valore soglia al di sopra del quale compare il fastidioso corteo sintomatologico; è quindi importante imparare per trial and error (letteralmente prova e sbaglia) la quantità tollerata, affidandosi anche alla lettura delle etichette commerciali. Eliminare il lattosio dalla dieta non è in realtà così semplice come può sembrare, perché il lattosio non è solo il principale zucchero del latte, ma è presente anche nello yogurt, nella panna, nel burro, nei fiocchi di latte, nella mozzarella, nella ricotta. Tracce sono rinvenibili anche nelle cipolle, nei broccoli, nelle uova, nelle pere ed è pure un additivo presente in alcuni insaccati, farmaci ed integratori alimentari. Sebbene il latte e gli alimenti a base di latte siano l’unica fonte naturale di lattosio, quest’ultimo si trova spesso aggiunto ai cibi preparati commercialmente; le persone con bassissima tolleranza al lattosio dovrebbero conoscere i numerosi prodotti alimentari commerciali che possono contenere anche piccole quantità di lattosio, come ad esempio il pane e altri prodotti da forno, i cereali per la prima colazione, la purea di patate istantanea, la margarina, le carni, l’insalata, le caramelle e altri spuntini, biscotti, torte ecc. Imparare a leggere con attenzione le etichette degli alimenti alla ricerca di latte e lattosio, ma anche di siero di latte, ricotta, derivati del latte, diventa quindi una necessità. Il lattosio è utilizzato in più del 20% dei farmaci che richiedono ricetta medica e circa il 6% dei farmaci da banco, anche molti tipi pillole anticoncezionali contengono lattosio; tuttavia questi prodotti sono controindicati solo per le persone con grave intolleranza al lattosio.

 

 

L’intolleranza al lattosio a quale età si può manifestare?

Può manifestarsi fin dalla nascita a causa della mancanza dell’enzima lattasi ed emerge quando il bambino assume il latte la prima volta. Il neonato dovrà quindi essere nutrito con formule senza lattosio evitando, almeno nei primi mesi se possibile, le formulazioni a base di soia. Poiché questa è in realtà un’evenienza molto rara, è bene non confondere l’intolleranza al lattosio con l’allergia alle proteine del latte vaccino, una condizione più frequente durante i primi mesi di vita del bambino; entrambe le intolleranze producono un quadro sintomatologico molto simile, ma di norma l’allergia alle proteine del latte vaccino provoca orticaria e/o rash cutanei. Più comune è invece l’intolleranza al lattosio che si manifesta nell’età prescolare-scolare, quando l’attività dell’enzima lattasi si riduce progressivamente fino a scomparire, a volte del tutto, in età adulta. L’intolleranza al lattosio, infine, si può manifestare a causa di diarrea acuta infettiva, per esempio da rotavirus: in questo caso l’intolleranza è di tipo transitorio, regredisce in 3-4 mesi e può manifestarsi all’inizio della diarrea o durante il suo decorso.

 

Per concludere Dottor Fregonese, per risolvere l’intolleranza è sufficiente evitare i cibi che la provocano o, in alcuni casi, si deve intervenire anche con altre cure? 

Abbiamo visto che cure vere e proprie non esistono, se non la correzione della dieta. Integratori alimentari che contengano la galattosidasi possono aiutare le forme più lievi d’intolleranza, o comunque si possono assumere quando, per i portatori di intolleranza completa, vengono consumati cibi dei quali non si conosce il quantitativo di lattasi al loro interno.

Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute

Dr. Diego Fregonese

Gastroenterologia – Presidi Ospedalieri di Cittadella e Camposampiero

InForma Salute
    • Casa Editrice

      Agenzia Pubblicitaria Europa 92
      Via Pio IX 27 - 36061 Bassano del Grappa (Vi)
      C.F.: 02101360242

      info@informasalute.net
      tel: 0424.510855
      mobile: 0039.335.7781979

      Seguici su

    • Redazione

      Direttore Responsabile
      Angelica Montagna

      Condirettore
      Alessandro Tich

      Coordinatore Editoriale
      Ledy Clemente
      Romano Clemente

      Redazione
      Romano Clemente
      Alessandro Tich
      Angelica Montagna
      Renzo Deganello
      redazione@informasalute.net

    • Contattaci

      Nome e Cognome (richiesto):


      E-Mail (richiesto):


      Messaggio (richiesto):


      Clicca sul riquadro sottostante per dimostrare che sei umano (richiesto):