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misurazione pressione arteriosa

Ipertensione arteriosa: riconoscere i sintomi

misurazione pressione arteriosa

Ipertensione arteriosa: riconoscere i sintomi della pressione alta. Mai sospendere i farmaci se si pensa di essere “guariti”!

L’ipertensione arteriosa, o pressione alta, non è di per sé una malattia ma è una condizione alterata del nostro organismo. Più precisamente, è il nostro sistema di taratura della pressione ad essere alterato, arrivando a stabilirsi su valori più alti della norma. Non è quindi una patologia ma è una condizione che può portare a delle patologie a volte gravi. L’ipertensione arteriosa che significa, come detto, aumento dei valori pressori del sangue, può portare a danni molto seri a carico di vari organi fra questi il cervello (ictus, emorragia cerebrale), il cuore (infarto, malattie cardiovascolari in genere), i reni (insufficienza renale cronica). Abbiamo avvicinato l’esperto in materia e gli abbiamo posto alcune domande. Intervista al dott. Roberto Dell’Aquila direttore della struttura complessa di Nefrologia e Dialisi – Ospedale San Bassiano.

Quanti pazienti soffrono di ipertensione nel mondo?
Si stima siano circa il 33% della popolazione mondiale. Vale a dire che 1 persona su 3 soffre di ipertensione arteriosa. Il dato interessante è che di questo 33% di pazienti, soltanto il 15% circa risulta essere ben controllato. Un dato, quest’ultimo, che ce la dice lunga sulle ricadute economiche importanti sulla società. E’ bene, quindi, che le persone si prendano cura di se stesse.

I valori di normalità quali dovrebbero essere?
Le raccomandazioni del JNC (Joint National Committee) per la gestione dell’ipertensione riportano nella popolazione generale di età maggiore ai 60 anni che occorre abbassare la pressione arteriosa per un obiettivo di pressione sistolica (PAS) o massima inferiore a 150 mm Hg e una pressione diastolica (PAD) o minima inferiore a 90 mm Hg. Se il trattamento farmacologico riduce la PAS-massima (ad esempio, minore di 140 mm Hg) ed è ben tollerato e senza effetti avversi per la salute o la qualità della vita, il trattamento non deve essere corretto. Nella popolazione generale inferiore ai 60 anni occorre trattare per un obiettivo (PAS) massima minore di 140 mm Hg e un PAD-minima minore di 90 mm Hg.

Come riconoscere quando si soffre di ipertensione?
Generalmente i primi sintomi sono affaticabilità, senso di testa ovattata, mal di testa. Certe cefalee sono i primi segnali dell’ipertensione arteriosa.

A che età può comparire?
L’ipertensione arteriosa puo’ comparire a qualsiasi età: nella persona adulta normalmente intorno ai 30-40 anni; ci sono poi forme senili dovute spesso all’aterosclerosi e forme giovanili che vanno attentamente valutate. Quando si va dal medico, sarebbe buona norma farsi misurare la pressione arteriosa ma anche possedere a casa uno strumento di misurazione è cosa utile, perché la pressione misurata a casa è forse quella più veritiera. Tante volte andando dal medico la persona si agita e quindi i valori potrebbero essere alterati per questo motivo.

Quali possono essere le cause dell’ipertensione?
A grandi linee si riconoscono due tipi di ipertensione: quella idiopatica o familiare, su base ereditaria e per la quale al momento non si conosce la causa scatenante e forme cosiddette secondarie dovute ad altre patologie come adenomi surrenalici o alcuni tipi di tumori o alla stenosi (restringimento) dell’arteria renale.

Che terapia si può prevedere in questi casi?
La prima cosa riguarda la dieta: attenzione quindi alla quantità di sale che viene introdotta. Le campagne di informazione oramai si spendono a livello mondiale sul discorso del consumo di sale. Anche noi consigliamo un introito non superiore ai 6 grammi, raccomandando di stare attenti ai cibi che contengono molto sale come ad esempio la pizza, i salumi ed i formaggi molto stagionati. E’ importante fare una vita sana, non sedentaria, calare di peso se il paziente è obeso… Se queste misure non sono sufficienti a ridurre il problema, ci si deve rivolgere al proprio medico ed eventualmente allo specialista. Nel caso delle ipertensioni secondarie occorre individuare la causa che la determina e possibilmente rimuoverla (ad esempio nel caso della stenosi si puo’ allargare il restringimento con particolari procedure che prevedono l’inserimento di uno stent metallico in grado di mantenere pervia l’arteria). Se le misure igienico – dietetiche e/o le procedure descritte non risolvono l’ipertensione arteriosa si deve ricorrere alla terapia farmacologica.

Per quanto riguarda i farmaci, cosa mi può dire?
Per la cura dell’ipertensione ci sono diversi farmaci che appartengono a diverse categorie. Vanno testati su ogni singolo paziente per trovare quale sia la molecola o il cocktail di molecole utili a tenere i valori pressori nella norma. A volte capita che il paziente assuma questi farmaci e dopo qualche giorno noti il normalizzarsi dei valori pressori e decida quindi di non assumere più la terapia, convinto di essere guarito. Io faccio sempre il paragone dell’ipertensione arteriosa come una bolla su una camera d’aria. Se io con la mano tengo premuta la bolla sulla camera d’aria questa scompare ma nel momento in cui io tolgo la mano questa bolla ricompare. La pressione arteriosa si comporta nello stesso modo: fintanto che io assumo i farmaci l’ipertensione (la bolla) scompare ma nel momento in cui non prendo più i farmaci questa ricompare.

Che cosa comporta sospendere improvvisamente i farmaci?
E’ molto pericoloso! Perché può avvenire quel fenomeno cosiddetto di “rimbalzo” per cui i valori pressori tendono ad essere molto più elevati dei precedenti e questa situazione puo’ causare danni molto più importanti.

Può capitare che proprio perché si assumono farmaci, la pressione si abbassarsi troppo? Come accorgersi che la dose del farmaco è sempre corretta?
L’automisurazione della pressione è fondamentale e in più ci sono anche i sintomi che ci possono aiutare; è importante sapere che spesso quando noi abbassiamo la pressione arteriosa ai valori normali è facile sentirsi stanchi, affaticati: questo è un fenomeno normale dovuto al fatto che il nostro organismo deve abituarsi a vivere con valori pressori più bassi ma giusti; il fenomeno normalmente puo’ durare da uno a due mesi e poi scompare. Diverso è il caso se assumendo farmaci ho sintomi come vertigini o giramenti di testa o non riesco a reggermi in piedi; se associato a questi segnali si notano valori pressori molto bassi, questo è il segnale che la terapia è eccessiva e quindi va rivalutata dal medico.

Un’ultima domanda: quanto lo stress incide sull’ipertensione arteriosa?
Puo’ sicuramente essere un fattore scatenante nelle forme idiopatico/familiari. Lo stress è un fattore che può incidere sull’ipertensione stabilizzata ma non in maniera significativa. Le persone ipertese soggette a stress importanti, possono avere un aumento della pressione arteriosa collegato all’aumento della frequenza cardiaca, ma in questi casi, cessato lo stress, i valori rientrano nella norma.

di Angelica Montagna


Dr. Roberto Dell’Aquila

Primario Nefrologia

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