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Itinerari per disabili e non solo

Roberto Cristiano Baggio Tra Altopiano e Grappa una serie di proposte escursionistiche aperte a tutti lungo sentieri spettacolari, in mezzo a boschi secolari, attraversando borghi caratteristici. Da affrontare a piedi, con l’hand-bike, le carrozzine, gli sci e le ciaspole Dario Favrin non sta fermo un attimo. Tra i primi a scorpire la mountain bike – all’epoca la chiamavano “rampichino” – e da sempre iscritto al Cai, quando ha un po’ di tempo a disposizione prende lo zaino e va. Non ci sono montagne dell’arco alpino a lui sconosciute: dalle più famose al picco che solo l’appassionato più ardito ha violato, le ha passate tutte, in lungo e in largo. Con gli scarponi ai piedi o dritto sui pedali, con gli sci o le ciaspole. Le pendenze non lo frenano, gli altopiani lo affascinano,  le discese lo solleticano. Impossibile sommare i chilometri o, meglio, le ore di marcia, che ha messo in fila in oltre mezzo secolo di attività all’aria aperta. Decine di migliaia, se si contano anche le uscite in bici. Il suo andare per monti, però, non è mai fine a se stesso. La macchina fotografica lo accompagna sempre, pronto a cogliere un tramonto rosso fuoco, una genziana appena sbocciata, un’edelweiss spuntata tra pietre aguzze oltre i duemila metri di quota. I paesaggi lo catturano, le piante secolari lo stupiscono, gli animali lo sorprendono. Cammina e scatta, pedala e cattura con l’obiettivo, corre e i colori lo inebriano. Quando ritorna a casa scarica sul pc le immagini, ripercorre i sentieri con la memoria, rivive i momenti più belli della giornata. Poi apre una pagina e comincia a scrivere. Prendono forma così le sue dettagliatissime guide, corredate di singolari immagini, rivolte a tutti. Ha cominciato sul finire degli anni Ottanta con una guida ai percorsi per la bici da montagna, dopo aver organizzato, in collaborazione con Renzo Stevan e Gianfranco Bellò, il primo campionato italiano di mtb. Ha poi continuato allargando gli orizzonti e le esperienze, spingendosi sempre più in alto e sempre più lontano. Tra gli ultimi libri dati alle stampe da Dario Favrin ce n’è uno dedicato alle Dolomiti, con tour che vanno da sette a tredici giorni. Una cavalcata tra i “Monti pallidi” alla portata di quanti hanno un po’ di allenamento e alcune centinaia di chilometri sulle gambe. Un’opera preziosa, alla vigilia delle ferie, per quei villeggianti che amano scoprire sempre posti nuovi e itinerari diversi. La ricerca di Dario Favrin, tuttavia, non si limita ai percorsi classici. Con l’appoggio del Rotary Club  Asiago, della Cassa rurale e artigiana di Roana e della Banca di Credito cooperativo di Romano e S.Caterina, ha selezionato una serie di escursioni tra Grappa e Sette Comuni per disabili e non solo. Consapevole che la montagna è un bene di tutti, con la tenacia che lo contraddistingue, Favrin è andato alla scoperta di viottoli, sentieri e piste lungo i quali è possibile andare anche con la hand-bike, le carrozzine, le monoruota, oltre che con le ciaspole, le bici e gli sci. Una quarantina di percorsi adatti anche a chi è in credito con la vita. “Ho stilato questa guida – spiega l’autore –  pensando a quanti potranno ritrovare tra la splendida e rasserenante natura di questi monti tanto cari, il morale e la fiducia in se stessi per superare le difficoltà che talvolta il destino presenta”. Così, dopo averli percorsi più volte per rendersi conto degli ostacoli da superare, ecco pronti sulla carta degli anelli che sull’Altopiano vanno, per esempio, da Rubbio a Rubbio passando per il Monte Caina e malga Lova o, per rimanere nei dintorni del piccolo centro, s’inerpicano in val Lastari, Biancoia e Col d’Astiago. Se si prende come base l’osteria Fontanella, il circuito si snoda per Val Camporossignolo, Monte Corno, Bocchetta Paù, Cesuna e Asiago e ancora per il rifugio Monte Corno e la Val Granezza. Asiago è il centro ideale per fissare partenza ed arrivo, con diramazioni verso Canove o Zocchi e Stella, Bertigo e Pennar. Il giro delle frazioni tocca Rigoni di sopra, Costa, Rodeghieri, Bosco, e Buscar. Gallio, invece, è il punto d’avvio per l’itinerario che tocca il Villaggio del Gastagh e la Val di Nos o, allargando il cerchio, Foza, Stoner e Bivio Dori. Da Malga Fratte si può andare verso l’Albergo Marcesina, Malga Mandrielle, Campomuletto e bivio Campocavallo prima di ritornare al punto di partenza. Da Rifugio Valmaron ci si può inoltrare verso casera Val Coperta e la Val Brutta. Sul massiccio del Grappa le escursioni possono partire da Campo Solagna, dal Rifugio Alpe Madre, da Ponte S. Lorenzo e dal fondo della Val Cesilla. Dal versante Feltrino, invece, l’escursione può iniziare a S. Vito d’Arsiè con direzione Col del Gallo e forcella Nevera. Tutte le escursioni sono descritte minuziosamente, con l’indicazione del grado di difficoltà, delle distanze complessive e parziali e del tempo di percorrenza. Preziosi i consigli per non trovarsi impreparati o, peggio, non sapere come comportarsi davanti a ostacoli ritenuti insormontabili. Ottime le piantine, che agevolano l’orientamento. “È sempre consigliabile partire al mattino presto – suggerisce Dario Favrin – soprattutto in estate: in montagna i temporali sono frequenti di pomeriggio.” “Si deve uscire dal concetto – sostiene Favrin – che associa il disabile a un percorso apposito e a una camera d’albergo asettica. Basta poco, invece, per avere le persone in situazione temporanea o permanente di handicap in mezzo a noi, per migliorare la qualità della vita e recuperare il morale, le energie, conoscenze e risorse.” Le guide dell’escursionista bassanese favoriscono ciò. “Il mio lavoro – sottoliena Dario Favrin – è indirizzato soprattutto ai disabili motori e ai non vedenti, sviluppato sui territori di tutti i comuni dell’Altopiano di Asiago e su alcuni del Grappa. Invito le amministrazioni comunali competenti, gli enti e le categorie interessate a lavorare insieme per rendere il mio piano di itinerari estivi e invernali operativo: sono certo che i benefici saranno soprattutto per le stagioni intermedie, primavera da maggio a  fine giugno e autunno, da settembre a novembre”.     Da Bassano alle città dell’esagono Non solo montagna, comunque, negli itinerari suggeriti da Favrin. Dario ne ha tracciati sette, denominati “Da Bassano alle città dell’esagono” e definiti “slow”che toccano anche Cittadella, Marostica, Asolo, Castelfranco e Possagno. Percorsi tranquilli, al di fuori delle strade congestionate, alla scoperta di nuovi orizzonti a due passi dalla città del Ponte. Un tour complessivo di una novantina di chilometri, percorribile a tappe, per meglio conoscere ed apprezzare le sei città che rappresentano idealmente i vertici di un esagono della Pedemontana veneta, tra le province di Vicenza, Treviso e Padova, ai piedi dell’Altopiano di Asiago e del massiccio del Grappa, zone non ancora toccate dal grande turismo. Luoghi dall’aspetto gentile sebbene compresi in una terra densamente abitata e industrializzata; scrigni d’arte, storia, architettura, con prestigiosi musei, pinacoteche e paesi che hanno dato i natali ad artisti come Antonio Canova, Mantegna, Giorgione e i Da Bassano. Una terra generosa e di grande qualità, dove è dolce pedalare per tranquille strade adatte a tutti poichè, se si escludono i pochissimi rilievi tra i colli di Asolo e Possagno, è tutta pianura. Un lento andare tra paesaggi incantevoli, in sella alla bici, simbolo di ecologia, salute e libertà.

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