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ferita che non si rimargina

La ferita che non si rimargina

ferita che non si rimargina

La “ferita che non si rimargina” colpisce in Italia più di un milione di persone

Le indicazioni del dr. Piero Baù, responsabile dell’ambulatorio/day-service di Vulnologia dell’Ospedale “San Bassiano”

Si chiama Vulnologia: la parola è ancora poco conosciuta dai non addetti ai lavori, ma indica una disciplina medica di indubbia importanza per l’assistenza sanitaria alla popolazione.
La Vulnologia si occupa infatti delle lesioni cutanee croniche: ossia le ulcere e le lesioni della cute che non guariscono e non progrediscono attraverso le fasi della guarigione.

Si tratta di un problema che costituisce una vera e propria malattia sociale.
L’entità del fenomeno è infatti importante sia per il numero di pazienti coinvolti che per i tempi e le risorse necessarie. Si stima che in Italia siano più di un milione le persone colpite e i costi rappresentino circa il 2% del budget annuale per la Sanità.
La spesa è dovuta soprattutto ai costi assistenziali: basti pensare che il 60% del tempo lavorativo del personale infermieristico distrettuale è dedicato all’assistenza di pazienti con ulcere. La buona notizia è che una cura più tempestiva di tali lesioni permetterebbe di abbassare questa spesa, poiché ridurrebbe i tempi di guarigione, con un indubbio vantaggio per la qualità di vita del paziente. 
Un’esigenza sanitaria e insieme sociale che trova un’importante risposta proprio nel nostro territorio.

L’Ospedale di Bassano del Grappa, da diciannove anni, dispone infatti di un ambulatorio dedicato alla cura delle ulcere cutenee croniche. La struttura bassanese ha creato inoltre una rete di assistenza territoriale particolarmente efficiente, anticipando lo sviluppo di una disciplina – la Vulnologia, appunto – che nel nostro Paese si sta affermando in questi anni.
“Oltre al nostro centro di riferimento ospedaliero – ci conferma il dr. Piero Baù, dirigente medico del Dipartimento di Medicina dell’Ospedale “San Bassiano” di Bassano del Grappa e responsabile dell’ambulatorio/day-service di Vulnologia dell’azienda sanitaria Ulss 3 – possiamo contare su tre ambulatori distrettuali a Marostica, a Romano e a Carpanè, sparsi su un territorio che comprende circa 160 mila abitanti, con personale infermieristico specializzato, ben collegato ai medici di medicina generale”. 
Le lesioni cutanee croniche trattate nell’ospedale “San Bassiano” sono per il 70-80 per cento ulcere venose e per il 15 per cento ulcere ischemiche. Una percentuale minore comprende i casi di ulcere da piede diabetico, da pressione, ulcere microangiopatiche e neoplastiche.
“Il medico di famiglia – spiega ancora il dottor Baù – decide di gestire il paziente con il personale infermieristico territoriale. Successivamente contatta l’ambulatorio distrettuale o il personale dell’ADI (assistenza domiciliare integrata) concordando il percorso di cura. Se il trattamento non dovesse dare un miglioramento nelle successive 4-6 settimane, il paziente potrà essere inviato al centro ospedaliero, dove in day-service, verranno effettuati gli accertamenti diagnostici e le opportune cure.”

“Tutti i pazienti – prosegue il responsabile dell’ambulatorio/day-service di Vulnologia del “San Bassiano” – vengono trattati con medicazioni avanzate e, se necessario, sottoposti a detersione della lesione con demolitore ultrasonico o a terapia a pressione negativa. In casi selezionati sono effettuati innesti cutanei di tessuto omologo o applicazione di tessuti biotecnologici. Un ulteriore vantaggio potrebbe essere rappresentato da un’attività di consulenza domiciliare”.
“E’ importante rivolgersi subito al medico di medicina generale e se necessario al vulnologo di riferimento appena compare la lesione – conclude il dr. Baù -.  L’ulcera spesso è il segnale di altre malattie e non deve essere sottovalutata. Una corretta diagnosi e un intervento tempestivo sull’ulcera e sulla patologia che l’ha causata, per esempio l’insufficienza venosa degli arti inferiori,  portano alla guarigione.”
La procedura aziendale elaborata a Bassano del Grappa ha permesso di ottimizzare l’acquisto dei presidi ospedalieri, a partire dalle medicazioni avanzate. Questo tipo di trattamento anche con l’impiego di materiali costosi, se usato in maniera appropriata, riduce la frequenza delle medicazioni, i tempi di guarigione ed è vantaggioso dal punto di vista economico.

Alessandro Tich

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