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La forza dell’amore

Testimonianza dei genitori di Giada Lunardon, morta di leucemia a 11 annigiada 3   Vallonara di Marostica (Vicenza)                                                                       1/10/2013 Siamo i genitori di Lunardon Giada, prematuramente scomparsa all’età di 11 anni per leucemia, dopo oltre 2 anni di sofferenza. Avrete visto sicuramente i vari servizi televisivi che sono stati dedicati a nostra figlia. Ci permettiamo di scrivere questa lettera come ci succede quotidianamente da 2 settimane oggi. Noi un tempo eravamo bambini e progettavamo la nostra vita futura, ma la vita è una continua sorpresa a volte bella, altre volte molto impegnativa. Noi siamo qui oggi a testimoniare proprio che, nonostante l’esperienza vissuta negli ultimi 26 mesi sia stata molto impegnativa, ciò che essa ci ha portato lo vivremo per il resto della nostra vita e non finiremo mai di capire fino in fondo quanto nostra figlia, protagonista di tutto questo, sia stata forte, combattiva, paziente, accondiscendente, piena di speranza, di progetti, di voglia di vita, di amare. Non finiremo mai di ringraziarla per questi 11 anni stupendi trascorsi assieme. Giada, è il nome del nostro angelo, era ammalata di leucemia, di una forma comune in età pediatrica, ma il cui nome ora non ha più importanza… a noi ora preme dire quanto siano splendidi i bambini, questi bambini, quelli che sono diventati i nostri bambini. Nostra figlia un giorno si è ritrovata attaccata ad un tubo di plastica che non si poteva togliere, a dormire in un letto non suo, a giocare sempre dentro quattro mura, sempre seduta senza poter correre e saltare, a giocare da sola senza i suoi amici o con bambini mai visti prima. Si è trovata costretta tra le mura di un ospedale che, per quanto fosse accogliente, non era la sua cameretta, non era la sua casa. È stata catapultata in un mondo con abitudini e orari fuori dal comune, con prelievi del sangue e del midollo, dottori che la visitavano, medicine da prendere in continuazione. L’unico suo collegamento con la vita normale eravamo noi, papà e mamma.   Nonostante la sua vita sia stata così radicalmente cambiata, la nostra bambina ha sempre sorriso e fatto sorridere, ha sempre progettato ed ha sempre sperato che un giorno il suo pellegrinaggio, tra un ospedale e l’altro, la portasse alla guarigione. Speranza che tutti noi familiari portavamo nel nostro cuore e che ha alimentato anche la nostra comunità sempre presente con la preghiera, con una telefonata, con una lettera, con un aiuto (anche economico), con un disegno da parte dei compagni di scuola e di catechismo. Piccoli gesti, ma di grande conforto per noi genitori, che giungevano proprio quando servivano per ridarci forza, per continuare la battaglia contro questa terribile malattia che ha messo a dura prova il fisico di nostra figlia, che purtroppo e’ mancata il 06/08/2013 tra le nostre braccia. Con la nostra testimonianza, ora, pensando ai tanti  bambini che come Giada sono ammalati ed hanno bisogno di cure amorevoli e di aiuto, cerchiamo di sensibilizzare le persone a diventare donatori di sangue, di piastrine, di midollo osseo e a dare un aiuto morale alle loro famiglie, come è stato dato a noi. Lo vogliamo fare dichiarando a tutto il mondo il fatto che donare è una cosa bella e assolutamente non, e ripeto NON dolorosa. I bambini leucemici hanno ancor più bisogno di sangue e piastrine, perché per poter arrivare al trapianto bisogna prima di tutto mantenerli vivi: sono sottoposti a cure chemioterapiche che mettono in remissione il midollo osseo uccidendo la malattia, ma uccidono anche le cellule sane che non riescono più a produrre in proprio il sangue e le piastrine. Ecco perché i bambini leucemici hanno bisogno di continue trasfusioni. La donazione del midollo osseo non e assolutamente  dolorosa: è una grande  bugia sostenere il contrario. Ditelo a tutti! La gente ha paura di donare perché pensa di dover soffrire tantissimo, e non è assolutamente vero. Pensate che la mia bambina partiva da casa alle 7,8 del mattino con a noi e andavamo a Padova, dove veniva sedata, le effettuavano il prelievo midollare per gli esami di controllo che si facevano quasi tutti i mesi, e dopo un paio di ore dolcemente si svegliava, beveva un po’ d’acqua, mangiava qualcosina e dopo 1-2 ore dal risveglio eravamo già in macchina per tornare a casa. Lei era felice e spensierata, giocava con noi e commentava le cose che vedevamo strada facendo. Se lo può fare per molte volte una bambina di 9-10 anni debilitata dalla malattia, lo può fare qualsiasi persona adulta, sana e forte! Chiunque voglia iscriversi all’Admo( associazione donatori midollo osseo) può decidere di donare anche solo il sangue periferico o da cordone ombelicale! La nostra speranza, mettendoci in prima linea davanti a milioni di persone con la nostra testimonianza, è quella di aiutare tanti bambini sfortunati a ricevere le cure necessarie di cui anno bisogno, di aiutare le famiglie di questi bambini che come noi si sono ritrovate in un tunnel di paure di mille dubbi sulla guarigione, di continui sacrifici di tempo e di denaro per sostenere le cure e le spese che si devono affrontare tra auto, cibo, regali e quant’altro per alleviare la sofferenza e la malinconia che il proprio figlio prova dopo mesi e mesi di ricoveri, operazioni e privazioni della propria libertà. Un bambino malato di leucemia non può vivere una vita normale, è rinchiuso dentro 4 mura senza neanche la possibilità di ricevere un bacio dalla propria sorellina per paura di prendere anche un banale raffreddore che lo potrebbe anche uccidere! Ora, come sempre avviene quando la vita cambia profondamente, alcune azioni quotidiane non si svolgono più, perché manca la persona fisica verso la quale queste azioni erano rivolte, ma ciò non significa che la vita si svuota, anzi! Giada da lassù ci riempie il cuore di gioia e invita ad aiutare il prossimo! Noi genitori e la sorellina Gioia siamo riconoscenti per la vostra attenzione e per le  parole che ascoltiamo in tutte le occasioni che ci vengono date. Lunardon Secondo e Parise Cinzia  

Redazione InFormaSalute

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