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LA RIABILITAZIONE DELLA MANO

Spesso è più importante dell’intervento chirurgico stesso. Il dottor Nicola Bizzotto, specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Chirurgia della mano, ci spiega il perché.

“Lavoro di squadra”: un modo di dire che al giorno d’oggi è quasi abusato. Ma per un chirurgo della mano il lavoro di squadra non è solo una pratica necessaria ma è anzi fondamentale. L’intervento per il ripristino chirurgico della mano non è infatti mai fine a sé stesso, ma è direttamente collegato al percorso di riabilitazione che ne consegue.

“Lavoro di squadra”, per il chirurgo della mano, significa quindi rapportarsi costantemente coi fisioterapisti ed ergoterapisti specializzati che prendono in carico il paziente per restituire alla mano curata la sua piena funzionalità. Una prassi quotidiana per il dott. Nicola Bizzotto, medico chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia e in Chirurgia della mano, che per il trattamento dei pazienti collabora in stretta sinergia con tre operatori specializzati nel settore: il terapista occupazionale Andrea Bittante, la fisioterapista della mano Ghilene Motterle e il terapista occupazionale Andrea Malagoli.

Dottor Bizzotto, qual è dunque l’importanza della riabilitazione della mano?

La chirurgia della mano è una chirurgia ortopedica dedicata al paziente, alla quale però va sempre seguito un percorso di riabilitazione. Riguardo all’importanza della riabilitazione della mano, io dico sempre che addirittura spesso è più importante la riabilitazione dell’intervento chirurgico stesso. La mano è un organo che noi utilizziamo tutti i giorni, dall’attività lavorativa all’attività in casa, all’attività hobbistica, eccetera. E quindi il recupero non solo della parte anatomica vera e propria ma anche della funzione è spesso proprio più importante, ad esempio, del recupero di una frattura guarita bene.

Chi si occupa della riabilitazione della mano?

Se ne occupa un fisioterapista specializzato oppure un terapista occupazionale. Sono dei professionisti sanitari che si occupano del recupero della mano. Non tanto solo della componente motoria, ma anche della funzione e del gesto della mano.

Cosa implica per il paziente l’attività di riabilitazione?

I pazienti che presentano un problema alla mano  – quindi stiamo parlando di una qualsiasi situazione, da patologie iniziali come il tunnel carpale o il dito a scatto a fratture di polso o pazienti che hanno portato un gesso per una frattura, oppure pazienti che hanno subito un intervento chirurgico – devono affrontare un percorso. Ciò significa incontrare un fisioterapista specializzato nella mano, con cui viene fatta una valutazione dello stato iniziale, delle necessità funzionali, del quadro clinico e quindi viene fatto un percorso specializzato. In questo percorso il fisioterapista utilizza degli strumenti particolari come lo specchio, materiali di consistenze e superfici diverse, kit per rieducare la presa. Allo stesso tempo il fisioterapista sa quali sono gli esercizi mirati di riabilitazione specialistica delle singole articolazioni. Perché polso, dita e gomito sono tre settori anatomici diversi che richiedono conoscenze e protocolli diversi. Faccio sempre l’esempio di un infortunio, purtroppo, tipo amputazione della punta di un dito. L’atto chirurgico si conclude in 15 giorni, quando un paziente è guarito dai punti, ma da lì inizia spesso un trattamento di un moncone residuo che a volte accompagna il paziente per 3 o 6 mesi di fisioterapia.

Quindi il chirurgo della mano collabora con un team?

Il chirurgo della mano lavora sempre con un team di fisioterapisti e di ergoterapisti specializzati. Noi lavoriamo in un team in cui il paziente si approccia al medico o al terapista.
Ci si parla, viene studiato un percorso di riabilitazione a seconda del tipo di lesione, delle richieste funzionali e dei dolori che ha il paziente, si è in costante comunicazione per verificare gli effetti settimanali della terapia e a volte si implementa la terapia riabilitativa con della terapia farmacologica del dolore fatta dal medico per portare al massimo risultato possibile per il paziente.

Quindi, nel momento in cui si va in fisioterapia per la riabilitazione della mano, il ruolo del medico chirurgo non cessa…

Assolutamente no, in quanto il medico fa sempre una valutazione pre-fisioterapica in cui invia il paziente al trattamento e soprattutto valuta il paziente a metà percorso e al termine dello stesso. Questo è il senso del team. Cioè il paziente viene seguito da un team specialistico dove vi è una costante comunicazione tra medici e terapisti della mano, in maniera tale da ottimizzare i tempi di recupero.

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