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La sigaretta elettronica: un valido aiuto per ridurre il rischio di cancro

A colloquio con il professor Umberto Tirelli, dir. dip. Oncologia Medica, prim. Div. di Oncologia Medica Istituto Nazionale Tumori – Aviano (Pn)Foto TIRELLI

Quello delle sigarette elettroniche (e-cig) si sta profilando come un vero e proprio boom: la si trova in farmacia e all’interno di svariati punti vendita dedicati. Sempre più fumatori la scelgono come alternativa alla sigaretta tradizionale, per smettere di fumare o semplicemente ridurre il consumo di sigarette giornaliere. Tra le voci a sostegno della validità di questo strumento particolare rilievo assume quella del professor Umberto Tirelli, direttore del dipartimento di Oncologia Medica presso l’Istituto Nazionale Tumori di Aviano.

Professor Tirelli, possiamo definire la sigaretta elettronica un sostituto “salubre” della sigaretta tradizionale?

“Sicuramente rappresenta un valido ausilio per i forti fumatori, che non sono in grado di smettere di fumare con gli strumenti a base di nicotina che si trovano già da tempo in commercio, come i cerotti o i chewing-gum. Sembra, di fatto, che la gestualità del fumo riproposta dalla sigaretta elettronica permetta a questi fumatori di ridurre significativamente la quantità di sigarette giornaliere e quindi il rischio di cancro”.

Quindi possiamo considerare la sigaretta elettronica sicura dal punto di vista del rischio di cancro?

“Le sigarette elettroniche contengono nicotina, ma non contengono le sostanze cancerogene derivanti dalla combustione tipiche delle sigarette tradizionali”.

Voi la consigliate come strumento per “smettere di fumare”?

“Noi la consigliamo ai forti fumatori e comunque a chi già fuma. E’ chiaro che sarebbe meglio smettere, ma è evidente il beneficio anche della riduzione del numero di sigarette fumate: se una persona che fuma 30 sigarette al giorno ha un rischio cardiovascolare e di sviluppare tumori molto alto, nel momento in cui grazie alla sigaretta elettronica riduce tale quantità quotidiana a 5-10, è la persona stessa a dirci che si sente meglio”.

Qualcuno sostiene che si dovrebbero aspettare almeno 20 anni per capire quali saranno i reali benefici o effetti negativi dell’uso massiccio della sigaretta elettronica. Lei cosa ne pensa?

“Io, Veronesi e pochi altri sosteniamo che sia inutile attendere 20 anni per avere l’esito di studi che dal punto di vista metodologico riusciranno a dimostrare ben poco. Il beneficio è evidente da subito: se uno fuma la sigaretta elettronica, riduce il bisogno di fumare la sigaretta tradizionale, e con esso il rischio connesso per la salute. Non bisogna dare illusioni, ma nemmeno coprirsi gli occhi di fronte ai risultati evidenti. Se poi tutto questo urta qualche interesse economico, il problema è diverso”.

 La sigaretta elettronica è però vietata nelle scuole e in molti ospedali, oltre che da alcune compagnie aeree e all’interno di qualche locale pubblico. Come mai? Woman smoking with electronic cigarette

“Ha un senso proibire la sigaretta elettronica ai minori: non ha senso indurre una dipendenza da nicotina in chi non fuma. La nicotina è una sostanza stupefacente da cui è difficile liberarsi, dunque la sigaretta elettronica va consigliata a chi ha già una dipendenza da fumo, per aiutarlo a ridurla o a liberarsene. Per quanto riguarda il divieto negli ospedali o nei luoghi chiusi, è chiaro che approvando lì’uso di qualsiasi tipo di fumo di nicotina andremo contro una battaglia che combattiamo da lungo tempo contro le dipendenze, dunque non possiamo dare segnali contrari”.

Dunque i vapori della sigaretta elettronica sono sicuri?

“Rispetto all’assorbimento di sostanze cancerogene legato al fumo di sigaretta tradizionale, il vapore della sigaretta elettronica non ha molto impatto. Sicuramente non è dannoso”.

Il Governo ha deciso di tassare tutti i prodotti contenenti nicotina “idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati nonché i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che ne consentono il consumo”. Cosa ne pensa?

“Secondo me tassare qualcosa che può essere utile per la salute non ha molto senso. Anzi, l’acquisto di questi prodotti dovrebbe essere agevolato per i fumatori. Certo, va contro gli interessi dello stato, dato che dall’immissione in commercio delle sigarette elettroniche si è registrato un netto calo delle sigarette vendute. Due sono i casi: ha funzionato la pubblicità negativa sulle sigarette, oppure c’è qualche prodotto che induce a fumare meno sigarette tradizionali. La prima ipotesi mi sembra fuori discussione”.

Redazione InFormaSalute

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Dr. Umberto Tirelli

Direttore del dipartimento di Oncologia Medica presso l’Istituto Nazionale Tumori di Aviano

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