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La stretta al naso

Alessandro Tichpolipi nasali

A colloquio col dr. Paolo Agostini, primario di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Bassano 

Il loro nome non ispira certamente simpatia: polipi nasali. Una patologia che incide indubbiamente sulla qualità della vita delle persone, trattandosi di un problema che – come vedremo – può creare difficoltà nella respirazione dal naso. In più la poliposi nasale è una malattia “recidivante”: ha cioè una buona probabilità a ripresentarsi nel tempo. Ma quali sono i sintomi che si manifestano? E come è possibile curare la patologia, una volta diagnosticata o “recidivata”? Per saperne di più interpelliamo il dr. Paolo Agostini, direttore della Struttura Complessa di Otorinolaringoiatria (ORL) dell’Ospedale di Bassano del Grappa.

– Dr. Agostini, parliamo dunque di polipi nasali. Di che cosa si tratta, esattamente?
“I polipi nasali sono neoformazioni benigne che occupano entrambe le fosse nasali e che possono portare a disturbi della respirazione nasale e a delle flogosi dei seni paranasali (sinusiti) per la chiusura degli osti, ovvero dei pertugi naturali degli stessi. Appaiono come neoformazioni translucide e possono avere vari gradi di estensione, dalla poliposi minima o “intrameatale” sino alla poliposi massima che provoca l’ostruzione di tutte le fosse nasali.”

– Che cosa causa i polipi nasali?
“Le cause della poliposi nasale non sono ancora completamente conosciute. La teoria più recente afferma che i polipi possono essere causati dalla presenza di miceti, e cioè di funghi, nelle fosse nasali, presenti in tutte le persone ma che a causa di una alterazione dell’immunità del soggetto possono portare alla produzione di polipi. Ancora, l’allergia – provocando delle stenosi a livello di alcune aree delle fosse nasali – può favorire la comparsa degli stessi.”

– Quali sono i sintomi?
“La sintomatologia è essenzialmente la stenosi nasale, cioè la difficoltà della respirazione nasale. Possiamo avere anche rinorrea, cioè secrezione nasale, specie nel caso dell’associazione con sinusiti. “

– Come viene “scoperto”, ovvero diagnosticato il problema?
“La diagnosi si basa essenzialmente sulla valutazione endoscopica delle fosse nasali con fibroscopi rigidi a 0° e a 45° che ci permettono di valutare le fosse nasali e specialmente la parete laterale nasale, che è la sede da cui originano le formazioni polipoidi. Una volta accertata la presenza di formazioni polipoidi, è indispensabile eseguire uno studio per imaging (Tac) massiccio facciale o dei seni paranasali, che ci permette di avere una valutazione completa dell’estensione della malattia. Nel caso che all’obiettività si riscontrino neoformazioni polipoidi in un’unica fossa nasale, questo ci porta a pensare alla possibilità di altre patologie più importanti (neoplasie o meningoceli) per cui è indispensabile, prima di eseguire un prelievo bioptico, eseguire anche una Risonanza Magnetica dei seni paranasali che può darci delle informazioni essenziali sulla neoformazione presente.”

– Qual è l’approccio terapeutico?
“La terapia dei polipi è sia medica che chirurgica. Avendo purtroppo la tendenza a recidivare facilmente, il paziente deve essere seguito per un lungo periodo. La terapia chirurgica consolidata al giorno d’oggi è la chirurgia endoscopica funzionale (FES) delle fosse nasali, che nel nostro reparto utilizziamo già dagli anni ’90 con una notevole casistica operatoria anche per quanto riguarda le neoplasie delle fosse nasali. Successivamente i pazienti vanno seguiti presso il nostro ambulatorio, con controlli periodici inizialmente a tre e successivamente a sei mesi. I pazienti vanno periodicamente trattati con terapia medica cortisonica, antibiotica ed antistaminica ed eventualmente utilizzando gli spray nasali a base di cortisone con effetto solo locale e a bassissimo assorbimento.”

– Quindi la chirurgia endoscopica funzionale, di cui la Struttura di Otorinolaringoiatria da lei diretta vanta una riconosciuta e pluriennale esperienza, permette di trattare efficacemente le recidive della patologia…
“Senza dubbio. L’intervento che viene eseguito non altera minimamente l’anatomia delle fosse nasali. Per questo motivo se ai controlli ambulatoriali da noi eseguiti si riscontra una minima recidiva, il paziente può essere trattato ambulatorialmente, in anestesia locale ed eventuale sedazione, risolvendo il problema in brevissimo tempo, senza tamponamento nasale e quindi non costringendo il paziente stesso a perdere ulteriori giorni per malattia.”

Dr. Paolo Agostini

Primario Otorinolaringoiatra dell’Ospedale di Bassano

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