• Informasalute N.77

    Informasalute N.77

    Luglio 2020

    LASER ENDOLUMINALE PER VENE VARICOSE. AD ASIAGO SI PUÒ!

    Leggi tutto

  • Informasalute N.75

    Informasalute N.75

    Febbraio 2020

    CORONAVIRUS, IL SUO NEMICO È L’IGIENE

    Leggi tutto

  • Informasalute N.74

    Informasalute N.74

    Gennaio 2020

    LUDOPATIA? NO, GRAZIE

    Leggi tutto

  • Informasalute N.73

    Informasalute N.73

    Dicembre 2019

    I colori della vita

    Leggi tutto

  • Informasalute N.72

    Informasalute N.72

    Novembre 2019

    L’età del bisogno

    Leggi tutto

LASER ENDOLUMINALE PER VENE VARICOSE. AD ASIAGO SI PUÒ!

Intervista al dott. Michele Iuliani responsabile Struttura Semplice di Week Surgery di Asiago.

Angelica Montagna

Ad Asiago non si va soltanto per respirare aria pura, ritemprare anima e corpo. Ad Asiago si va anche a curarsi le vene varicose. Eh sì, perché forse non tutti sanno che all’interno della struttura ospedaliera dell’altopiano esistono macchinari d’avanguardia e una tecnica altamente specializzata, da far invidia alle più quotate strutture sanitarie private. Ricordiamo che il reflusso venoso è un problema comune, basti pensare che ne soffre il 40% delle donne e il 25% degli uomini.Esistono fattori di rischio che predispongono alla comparsa del disturbo, il più importante dei quali è l’aspetto ereditario.


Dottore innanzitutto quali sono i sintomi associati alle patologie provocate dal reflusso venoso?
I sintomi sono assimilabili a tre categorie: fisici, estetici e le con- seguenze a lungo termine. Stan- chezza e pesantezza alle gambe sono i segnali fisici più comuni, ma può comparire anche dolore con sensazione di indolenzimento e di bruciore. Sulle gambe che presentano il problema, le vene hanno un aspetto bluastro e tortuoso.
Le vene più piccole, i capillari, possono creare un reticolo blu-rosso superficiale che assume proprio l’aspetto a tela di ragno. Le vene più grandi, le varici, possono formare dei rami varicosi a livello sottocunaeo di coscia e/o di gamba. È possibile avvertire gonfiore nella parte più bassa della gamba.

Cosa può avvenire se questo tipo di disturbo non è trattato adeguatamente, o è trascurato?

Possono comparire, nel tempo, fenomeni di pigmentazione, ulcerazione, sanguinamento e comparsa di eczema. Questi sintomi non compaiono contemporaneamente in tutti i pazienti e spesso possono generare confusione in quanto anche malattie diverse dal reflusso venoso, determinano sintomi simili a questi. Le complicanze più frequenti sono:
– l’emorragia varicosa (con saguinamento spesso abbondanti)
– l’ipodermite (infiammazione e indurimento della pelle delle gambe)
– l’ulcera venosa
– la flebite superficiale (formazione di un coagulo in una vena superficiale).

Quali sono i fattori di rischio?


– Ereditarietà – Il disturbo è a carattere familiare
– Genere – Le donne sono maggiormente colpite
– Gravidanza – Peggiora le condizioni delle vene
– Età – I tessuti perdono elasticità; mentre i fattori addizionali sono:
– Obesità – Aumenta la pressione sanguigna
– Stare a lungo in piedi – Il san gue ristagna per gravità nella parte più bassa delle gambe
– Traumi fisici – Possono danneggiare anche i vasi
– Stile di vita – Se è sbagliato può accelerare lo sviluppo del disturbo.

Come vengono curate le vene varicose?


La scelta del tipo del trattamento dipende dalla gravità della malattia e dalle caratteristiche delle vene. Grosse safene, di aspetto tortuoso, dovranno essere curate con la chirurgia.
Le safene di piccolo calibro ed i rami collaterali possono essere trattati con i farmaci sclerosanti. Le safene di medio calibro, con decorso rettilineo, possono
essere trattate con la tecnica laser. Tuttavia esiste una nuova tecnica, che utilizza la luce laser per il trattamento delle vene ammalate.
Ha il grande vantaggio che non comporta incisioni chirurgiche, che non viene asportata la safena, che minimizza il trauma operatorio e che quindi ha un decorso post operatorio molto più rapido e meno doloroso.

Quale differenza esiste tra questa tecnica e lo stripping chirurgico?


Con il laser non è necessario fare alcuna incisione all’inguine, la safena non viene tolta ma semplicemente “incollata” da un sottile catetere introdotto all’interno della vena stessa.

Come viene eseguito nella pratica il trattamento con il laser?


Un sottile catetere viene introdot- to nella vena ammalata con una puntura eseguita nella gamba. Il catetere viene fatto progredire verso l’alto sotto controllo ecografico, per tutta la lunghezza della vena da trattare. Viene emessa della luce laser, che agisce sulla parete della vena ammalata “incollandola su se stessa”.
Sempre sotto controllo ecografico, la fibra ottica viene ritirata e tutta la vena ammalata viene chiusa pro- gressivamente riducendosi ad un sottile cordoncino fibroso che poi verrà assorbito dall’organismo. La procedura laser viene eseguita in anestesia locale, la stessa utilizzata, ad esempio, dal dentista.
Questa nuova tecnica, in mani esperte, è meglio tollerata ed è sicuramente meno dolorosa della chirurgia tradizionale e non presenta complicanze maggiori. In rari casi, quando la vena da trattare è molto tortuosa, presenta delle dilatazioni, o è piuttosto piccola può essere necessario praticare delle piccole incisioni di 1 – 2 cm di lunghezza per introdurre il catetere nella vena.


Dopo l’intervento sulla safena, le vene varicose evidenti scompariranno?


Bisogna premettere che le safene sono come un albero, sono cioè formate da un tronco principale (la safena) e dai rami (le vene collaterali che formano le varici).
Per questo motivo l’intervento normalmente avviene in due tempi:
I ° tempo: effettuato con il laser, in cui viene trattato solo il tronco principale della safena da cui nascono tutte le varici evidenti.
II° tempo: dopo circa tre mesi in cui si tratteranno le varici ancora evidenti.

I risultati del laser sono duraturi?


I risultati a medio termine (5 anni)
della terapia con il laser sono sovrapponibili a quelli degli interventi tradizionali. È evidente che la terapia laser, come tutte le altre tecniche, cura le vene ammalate, rallentando così l’evoluzione della malattia venosa, ma non elimina la possibilità che si formino, nel corso degli anni, delle ulteriori varici. È importante sottoporsi a controlli periodici (annuali).
in questi tre anni sono stati trattati circa 250 safene, con un risultato eccellente e con grande soddisfazione dell’utenza che ha apprezzato molto la mi-invasività del trattamento.

Cosa possiamo dire del decorso post operatorio?

Normalmente il paziente riprende a camminare dopo circa un’ora dall’intervento. Viene dimesso dalla struttura sanitaria nel giro di 3 o 4 ore ed una volta a casa può riprendere le sue normali attività molto rapidamente.

 

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

InForma Salute
    • Casa Editrice

      Agenzia Pubblicitaria Europa 92
      Via Pio IX 27 - 36061 Bassano del Grappa (Vi)
      C.F.: 02101360242

      info@informasalute.net
      tel: 0424.510855
      mobile: 0039.335.7781979

      Seguici su

    • Redazione

      Direttore Responsabile
      Angelica Montagna

      Condirettore
      Alessandro Tich

      Coordinatore Editoriale
      Ledy Clemente
      Romano Clemente

      Redazione
      Romano Clemente
      Alessandro Tich
      Angelica Montagna
      Renzo Deganello
      redazione@informasalute.net

    • Contattaci

      Nome e Cognome (richiesto):


      E-Mail (richiesto):


      Messaggio (richiesto):


      Clicca sul riquadro sottostante per dimostrare che sei umano (richiesto):