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Con le ali ai piedi

Alessandro Tich Ne parlano il primario dr. Enrico Sartorello e il responsabile dell’Ambulatorio dr. Enrico Dusi Con le ali ai piedi. Ha ormai superato la fase di decollo e funziona già a pieno regime l’“Ambulatorio del Piede” del reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Bassano del Grappa: il nuovo percorso dedicato al paziente con problematiche al piede con possibili  indicazionichirurgiche, voluto dal Direttore Generale dell’Ulss 3, Dr. Fernando Antonio Compostella e dal Direttore della Struttura Complessa di  Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Bassiano, dr. Enrico  Sartorello, al fine di rendere più agevole e snello il ricorso alle cure specifiche. E’ sufficiente che il paziente, con impegnativa del medico curante ed una radiografia dei piedi “ in carico “ (cioè in appoggio sulla lastra in stazione eretta e non da sdraiati), contatti la segreteria degli ambulatori di Ortopedia (0424-888692). Gli verrà fissata la visita ortopedica nell’ambulatorio dedicato al piededove sarà preso in carico dallo staff dedicato: il dr. Enrico Dusi e la dr.ssa Barbara Mocellin, che garantiranno l’intervento in tempi ragionevolmente brevi (attualmente circa 2 mesi). Le medicazioni saranno poi gestite dall’ambulatorio dedicato alle medicazioni, gestito dagli infermieri professionali .Al  termine delle 5-6 settimane, il paziente verrà rivalutato, con eventuale radiografia di controllo,  nello stesso “Ambulatorio del Piede”, in modo da ricevere i consigli sul tipo di calzature e tutori specifici da usare per prevenire le recidive, vera sfida per i pazienti, in particolare per i più giovani. “Il problema del piede – afferma il primario di Ortopedia dr. Enrico Sartorello – è un problema importante perché il piede porta tutto il peso del corpo. E’ fondamentale avere un piede corretto per una deambulazione corretta. Le evoluzioni tecnologiche dei nostri materiali e i nuovi protocolli chirurgici sempre più mininvasivi ci permettono allo stato attuale di trattare le patologie del piede in anestesia loco-regionale con al massimo una notte di degenza, consentendo al paziente una deambulazione fin dai primi giorni. Da due mesi, su iniziativa del Direttore Generale dr. Compostella, è stato aperto un percorso terapeutico in Ortopedia dedicato soprattutto al piede dell’adulto. Responsabile è il dr. Enrico Dusi, esperto in chirurgia del piede, che applica le nuove metodologie seguendo la Scuola di Bolzano.” “Con questo ambulatorio chirurgico del piede – conclude il dr. Sartorello – si è aggiunto un altri importante tassello su quelle che erano le carenze del fabbisogno di assistenza ai cittadini del territorio bassanese. Prima di attivare questo nuovo percorso ci siamo preoccupati di acquisire tutte le competenze, metodologiche e tecnologiche, in modo da fornire un servizio pari, per qualità, a quello dei migliori centri specialistici.”   LA “CHIRURGIA DEL PIEDE” NELL’OSPEDALE SAN BASSIANO NEL 2014 Dr. Enrico Dusi, responsabile Ambulatorio del Piede dell’Ospedale di Bassano del Grappa L’ALLUCE VALGO Le principali patologie ortopediche non traumatiche del piede che da anni trattiamo a Bassano sono l’alluce valgo, le dita  a martello, le “metatarsalgie”, il Neuroma di Civinini-Morton, il piede piatto del bambino. A queste si affiancano ovviamente  le patologie traumatiche del piede e caviglia che trattiamo anche con le più recenti tecniche della osteosintesi internazionale. Di seguito tratterò la prima delle tre patologie, nettamente più frequenti nella nostra popolazione. L“Alluce Valgo” è una deformazione del primo dito del piede, in cui l’articolazione che sta alla base dell’alluce sporge sul lato interno, mentre la punta è diretta verso le altre dita. La deformazione dell’articolazione metatarso-falangea dell’alluce porta all’infiammazione e ispessimento della stessa, con formazione di un bozzo duro e spesso dolente per l’attrito con le calzature La deformazione è progressiva, e nelle fasi più avanzate l’alluce può sovrapporsi o più frequentemente posizionarsi al di sotto del secondo dito. Spesso questo continuo “ spingere “ lateralmente le dita vicine provoca il retrarsi delle stesse fino a creare la flessione rigida delle ultime falangi  delle dita laterali (più spesso del 2° e 3° dito) chiamata  deformità “a martello”. L’ Alluce valgo può essere trasmesso geneticamente, ma anche causato da condizioni come: malattie reumatiche, patologie neuromuscolari, interventi chirurgici e particolari conformazioni del piede (come il “piede piatto”). Controverso è il ruolo dell’uso abituale di calzature inadeguate (specialmente scarpe con punta stretta e tacco alto): il loro uso non è raccomandato, ed è spesso impossibile, a chi soffre di questa deformità, tuttavia non è certo che questo tipo di calzature possa essere di per sé responsabile dell’insorgenza della deformazione: anche se la netta prevalenza della malattia nel sesso femminile fa pensare. Nei casi più gravi, la deformazione dell’Alluce valgo può provocare complicazioni locali, con la comparsa di una borsite dell’alluce (comunemente detta “cipolla”), degenerazione articolare e avere ripercussioni sulla deambulazione e sul normale assetto posturale. Il sintomo più spesso riferito dai pazienti sono un dolore così intenso da rendere difficile camminare con qualunque scarpa non sia stata deformata nel tempo dal piede alterato. E’ di comune riscontro che la malformazione trascurata negli anni ne crei altre: “dita a martello” e conseguenti “metatarsalgie”. Spesso è proprio l’insorgere di un dolore alla regione anteriore della pianta dei piedi che infastidisce il paziente causandoli fastidio durante il cammino ed a volte anche a riposo. A quel punto l’intervento deve essere allargato altre che all’alluce anche alle altre deformità . Le cure: Tranne che nelle fasi iniziali per deformità meno gravi, in cui tutori specifici e l’uso di calzature adeguate (tacco basso e pianta larga) possono procrastinare la deformità, la soluzione per le altre forme è solamente chirurgica. Delle molteplici tecniche chirurgiche correttive proposte il letteratura medica (quasi un centinaio negli anni) nessuna può dirsi immune dai rischi di recidiva più o meno parziale negli anni. Negli ultimi 15 anni anche a Bassano si usano le tecniche chirurgiche più in uso nei paesi occidentali: le osteotomie distali . Oggi con una piccola incisione di poco più di un cm è possibile eseguire il taglio dell’osso metatarsale (osteotomia), la correzione della deformità dell’alluce ed il suo mantenimento con un chiodo in acciaio percutaneo (tecnica S.E.R.I., della scuola del prof. S.  Giannini degli Istituti Rizzoli di Bologna). Altra tecnica molto in voga negli ultimi anni è la osteotomia di Austin (anche detta Chevron, o“a grado di caporale”) spesso associata alla osteotomia (secondo Akin) della prima falange dell’alluce e successiva osteosintesi con viti in titanio o cambrette. Usiamo a  seconda dei casi anche la tecnica “Endolog” che prevede l’uso di un dispositivo in titanio da inserire nel 1° metatarsale con vite nella testa dello stesso. Al termine un bendaggio embricato mantiene la correzione senza l’uso di gessi. Nel prossimo numero di Informasalute ci occuperemo del trattamento delle altre due patologie del piede di particolare rilevanza tra la popolazione: le dita a martello e le metatarsalgie.

Alessandro Tich

Condirettore

Dr. Enrico Dusi

Responsabile Ambulatorio del Piede dell’Ospedale di Bassano del Grappa

Dr. Enrico Sartorello

Direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale San Bassiano

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