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L’ETÀ DEL BISOGNO 

LA NON AUTOSUFFICIENZA NEGLI ANZIANI: UN FENOMENO E UN PROBLEMA IN COSTANTE AUMENTO

All’incontro annuale ANAP Veneto a Quinto Vicentino, riflettori puntati su una prioritaria emergenza socio assistenziale.

Alessandro Tich

Che l’Italia sia dopo il Giappone il Paese più vecchio al mondo, è una cosa vecchia e risaputa.

Si fanno sempre meno figli e al contempo aumenta l’aspettativa di vita, con l’età media della popolazione che continua a crescere e crescerà ancora. Le politiche socio sanitarie devono quindi tenere conto in maniera sempre più importante delle esigenze di cura e di assistenza della cittadinanza over 65. Il dato più eclatante, in questo per il momento irreversibile fenomeno demografico, è l’entità della popolazione anziana non autosufficiente. Istat e Inps stimano in Italia almeno 3 milioni e 343mila persone con limitazioni funzionali di cui oltre 2 milioni e mezzo sopra i 65 anni di età, il 10 per cento dei quali (circa 250mila) residenti in Veneto. Si tratta di una grande fascia problematica della popolazione che è anche difficile da contare. Il suo numero infatti cambia se calcolato in base alla “lente” previdenziale-assistenziale dell’Inps, che guarda alle persone con pensione di invalidità piuttosto che con l’assegno di accompagnamento, oppure con la “lente” sociale che determina l’assistenza alle persone non autosufficienti da parte dei Comuni, delle IPAB e delle Regioni, sino a quella assicurativa. E proprio sulla non autosufficienza degli anziani si è soffermato il rapporto di ricerca 2019 di ANAP Veneto, la sezione regionale dell’Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato.

Il documento – intitolato “Non autosufficienza – Diritti e prestazioni nel Veneto: analisi e proposte” – è stato il filo conduttore dell’incontro annuale di ANAP Veneto, svoltosi sabato 9 novembre al Ristorante dai Gelosi di Quinto Vicentino e moderato dalla giornalista Cinzia Zuccon. L’assessore regionale alla Sanità e ai Servizi Sociali Manuela Lanzarin, il referente dell’Osservatorio Salute ANAP nazionale Carmelo Rigobello, il coordinatore regionale Patronato Inapa Alberto Bordignon, il presidente regionale ANAP Fiorenzo Pastro, il presidente della Fondazione Luigia Gaspari Bressan Alberto Leoni e il presidente nazionale ANAP Giampaolo Palazzi hanno affrontato l’argomento dai rispettivi punti di vista. Quello che emerge dall’analisi condotta per l’occasione è un quadro che squilla molto di più di un semplice campanello di allarme. Chiunque assista un anziano non autosufficiente sperimenta infatti la distanza tra i propri bisogni e le risorse e i servizi a disposizione. Il Fondo nazionale per la Non Autosufficienza è notoriamente inadeguato e una badante in regola ha un costo medio di circa 15mila euro all’anno, che per molti è un lusso. Ma l’Italia è anche il Paese dove operano circa 1 milione di badanti (tra regolari e irregolari stimate), di cui circa 90mila nel Veneto.

La situazione è tuttavia ancora peggiore per chi sceglie la residenzialità. Le strutture private chiedono circa 3-4000 euro al mese e quelle pubbliche hanno spesso liste di attesa lunghissime.

“Per molti anziani e famiglie, quindi – sottolineano nel documento il presidente Confartigianato Veneto Agostino Bonomo e il presidente ANAP Veneto Fiorenzo Pastro -, l’assistenza in caso di non autosufficienza rischia di diventare un dramma: in Italia, secondo le stime del Censis, sono oltre 561mila le famiglie che per pagare l’assistenza a una persona non autosufficiente hanno dovuto intaccare pesantemente i propri risparmi fino a vendere l’abitazione o indebitarsi.”

Non è solo questione di soldi, ma di servizi e attenzioni da garantire per rendere davvero dignitosa per tutta la famiglia una condizione che coinvolge così tanti cittadini e ne coinvolgerà in prospettiva sempre di più. Le proiezioni demografiche, in tal senso, parlano chiaro. Nel solo Veneto, nel 2018 il totale della popolazione era di 4.933.722 residenti, dei quali il 13,5% di età compresa tra 0 e 14 anni e il 22,6% over 65 anni. Mentre nel 2061 la popolazione veneta stimata sarà di 4.735.000 residenti, dei quali il 12% di età compresa tra 0 e 14 anni, il 27% dai 65 agli 85 anni e l’8% oltre gli 85 anni. Sta inoltre progressivamente aumentando l’incidenza dei costi di assistenza per le malattie croniche oltre ai 65 anni di età rispetto alla spesa sanitaria complessiva. Non tenere conto di ciò che è avvenuto e di ciò che si realizzerà dal punto di vista demografico sarebbe da irresponsabili: occorre saperlo in tempo utile, a partire dagli stessi utenti dei servizi assistenziali, per un presa di coscienza che trovi un raccordo efficace tra bisogni e risposte. Dal canto suo, ANAP Veneto ha lanciato all’incontro di Quinto Vicentino una serie di proposte alle autorità regionali. Tra queste, aumentare la quota regionale per la non autosufficienza per aiutare anziani e famiglie a pagare la retta nelle strutture residenziali (RSA) e potenziare i servizi del territorio (assistenza domiciliare, ambulatori integrati dei medici di base, ospedali di comunità), sfruttando al meglio la rete. Ma anche garantire posti letto nelle strutture intermedie, territoriali e di prossimità, per dare adeguata risposta alle cronicità. In aggiunta, trovare soluzioni ponte tra le dimissioni post-ricovero ospedaliero e i servizi territoriali, per assicurare la continuità assistenziale. Inoltre, sostenere la diffusione della figura dell’amministratore di sostegno. L’auspicio, rivolto in primis alle autorità nazionali, è che il fenomeno della non autosufficienza esca da una visione da “pronto soccorso” per essere accompagnato e sostenuto come un dovere di una società civile.  

ASSESSORE LANZARIN:

“NON AUTOSUFFICIENTI,

NUMERO IN ESPLOSIONE”

 

“La cronicità e la non autosufficienza sono due delle tre tematiche principali del Piano Socio Sanitario Regionale 2019-2023, che avranno anche bisogno di un confronto e di una riflessione nel futuro.” Manuela Lanzarin, assessore alla Sanità e al Sociale della Regione Veneto, lo ha confermato all’incontro ANAP di Quinto Vicentino.

“Quello dei pazienti cronici e dei non autosufficienti è un numero in esplosione, che ci obbliga a ripensare la rete, i servizi e l’approccio – ha aggiunto l’amministratore regionale -. La proiezione futura delinea una tipologia di famiglia di una sola persona o con figli che si allontanano per diversi motivi, dobbiamo pensare a come sarà l’assistenza di domani.”  Per quanto riguarda l’oggi, i servizi di residenzialità in Veneto – sempre al centro della domanda di assistenza per gli anziani non autosufficienti – sono costituiti da 368 Case di riposo, rinominate “Centri servizi per anziani”, che dispongono complessivamente di circa 31mila posti letto accreditati, di cui circa 26mila beneficiari delle “quote di rilievo sanitario”. La “quota di rilievo sanitario” – come ha spiegato l’assessore – è la quota a carico del Servizio Sanitario per l’assistenza nelle strutture: 49 euro al giorno per le quote di I livello e 56 euro al giorno per le quote di II livello. La restante parte della retta, che è la cosiddetta “quota alberghiera”, è invece direttamente a carico dell’ospite della struttura o della famiglia. Ci sono tuttavia ancora circa 5000 persone in Veneto che non beneficiano dell’intervento economico della Regione per la parte sanitaria e la cui retta viene pagata in toto dalla famiglia. La prospettiva è quella di ridurre ulteriormente questa forbice.

“In tre anni abbiamo progressivamente aumentato il Fondo per la Non Autosufficienza legato alla residenzialità ma anche alla disabilità, al telecontrollo e telesoccorso, alle impegnative di cura domiciliare – riferisce Manuela Lanzarin -. 5 milioni in più nel 2018, 10 milioni in più nel 2019. In consiglio regionale è in discussione il bilancio 2020 e stanzieremo 25 milioni in più per la non autosufficienza, contestualmente anche alla riforma delle IPAB che contiamo di portare a termine.”

Redazione InFormaSalute

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