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LUDOPATIA? NO, GRAZIE

Il contrasto al problema del gioco d’azzardo patologico nel Comune di Mussolente. Intervista al sindaco Cristiano Montagner.

Alessandro Tich

Nel Comune di Mussolente, lembo estremo orientale del territorio del Vicentino al confine con la Provincia di Treviso, il problema del contrasto alla ludopatia ovvero al gioco d’azzardo patologico è inserito a chiare lettere nell’agenda dell’Amministrazione del sindaco Cristiano Montagner. La ludopatia è definita dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come una “malattia sociale” e riguarda l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse. Il gioco d’azzardo patologico, che in alcune persone può insorgere come conseguenza estrema di un gioco prolungato, è una malattia comportamentale in grado di compromettere la salute e la condizione sociale del singolo soggetto e della sua famiglia. L’OMS lo assimila pertanto alle altre dipendenze, considerando affette da gioco patologico le persone che presentano i sintomi clinicamente rilevanti legati alla perdita di controllo sul proprio comportamento di gioco, con evidente pulsione a ripetere le giocate e con condotte compulsive tali da compromettere la personalità dell’individuo. I Comuni, che sono gli enti pubblici più vicini ai cittadini, si trovano quindi in prima linea nel cercare di contrastare un tale fenomeno di così grave rilevanza sociale. Non è un compito facile, dal momento che chi ha bisogno di essere curato ed aiutato tende a “nascondersi”, per vergogna di se stesso e della propria famiglia. A Mussolente, intanto, sono state attuate delle misure per contrastare o comunque per limitare il problema all’origine. Nel 2017 è stato approvato un regolamento comunale in materia di giochi, il quale prescrive – tra le altre cose – il divieto di aprire nuovi locali con impianti di gioco d’azzardo entro un raggio di 500 metri dai cosiddetti “luoghi sensibili” (scuole, luoghi di culto, impianti sportivi, centri civici, strutture residenziali per categorie protette, eccetera) ed entro un raggio di 200 metri da sportelli bancari, postali o bancomat. Inoltre, con apposita ordinanza, il sindaco ha disciplinato gli orari di esercizio delle sale giochi e di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro installati negli esercizi autorizzati: per le sale giochi l’orario di esercizio è fissato dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 22. Le stesse fasce orarie sono stabilite per il funzionamento degli “apparecchi di intrattenimento e svago con vincita in denaro”. Nelle ore di “non funzionamento”, gli stessi apparecchi devono rimanere tassativamente spenti. Fin qui le misure di contrasto amministrativo a un problema che presenta anche dei risvolti, sempre più preoccupanti, di emergenza sociale.

Sindaco Montagner, lei come si è approcciato al problema del gioco d’azzardo patologico nel suo Comune?

A Mussolente questo è un problema reale. Lo abbiamo approcciato sapendo che abbiamo dei casi di persone che ne soffrono, seguite dai Servizi Sociali, e che comunque cominciava ad essere una piaga ed è una piaga che interessa purtroppo anche il nostro Comune. Quindi, una volta capito quello che prevede la legge nazionale, all’inizio del 2017 abbiamo approvato questo regolamento nel quale siamo andati a mettere dei limiti molto stringenti per i quali, fondamentalmente, all’interno del Comune di Mussolente non c’è la possibilità di aprire una sala giochi o qualcosa del genere.

Cioè non c’è la possibilità “fisica” di aprirla…

Esatto, non c’è la possibilità “fisica” perché essendo il territorio del nostro Comune stretto e lungo, mettendo dei vincoli rispetto ai siti sensibili, quindi a 500 metri dalle scuole, piuttosto che dalle chiese, dai centri parrocchiali, o dai parchi, abbiamo praticamente “blindato” tutto il Comune affinché qualcuno non voglia investire sulle macchinette mangiasoldi.

Per chi invece le macchinette ce le ha già, quali misure sono previste?

Noi abbiamo limitato anche quelle situazioni, nel senso che queste attività non possono più implementare quelli che sono gli impianti da gioco già previsti. In caso di cessione dell’attività, verrà dato un benefit rispetto a chi subentra nell’attività escludendo le macchinette mangiasoldi. E chi magari venderà un apparecchio con vincita in denaro già in suo possesso, non potrà più rimpiazzarlo.

In generale, il messaggio da lanciare qual è?

Il messaggio da lanciare è questo: vanno innanzitutto aiutate e supportate le persone che purtroppo hanno questa malattia. Il Comune di Mussolente cerca di intercettare le persone malate. Dico “cerca” perché normalmente non è semplice intercettarle. Chi soffre di gioco d’azzardo patologico solitamente evita di esporsi. Anche se li metti di fronte al problema, ti dicono che non è vero. Cerchiamo dunque di interloquire con le famiglie, che sono le prime a soffrire per questo problema, banalmente per un discorso di perdita di soldi e che si rivolgono a noi, normalmente, quando ormai i soldi sono già andati ed è troppo tardi. L’intenzione da parte del Comune è anche quella di riuscire a fare qualche serata di sensibilizzazione sull’argomento, posto che chi dovrebbe venire, perché è il diretto interessato, solitamente non viene perché comunque dice “non ne ho bisogno” o si sente chiamato in causa. Cerchiamo di lavorare anche con le associazioni di volontariato più sensibili rispetto alla persona, con le quali stiamo collaborando e ci stiamo parlando, attraverso i Servizi Sociali. Una volta intercettata la persona, l’aiuto consiste nell’indirizzo verso una formazione di recupero, oppure laddove non ci sia la possibilità di farlo, per l’orgoglio o l’imbarazzo di chi soffre di ludopatia, cercare di limitare il più possibile questo tipo di situazioni. Quindi è importante creare una rete che possa difendere la persona, anche mettendola di fronte al suo problema, ai propri errori e alla propria malattia.

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