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Meningite: una malattia ancora attuale

meningite

Meningite: una malattia ancora attuale. Nel 2014, 163 nuovi casi di malattia invasiva da meningococco.

La meningite è una grave malattia dovuta all’ infiammazione delle membrane che rivestono il cervello. Questo fenomeno, che si ripercuote nel cervello, provoca gravi sintomi neurologici ad esempio postumi gravi come la sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia e talvolta alla morte. La meningite può essere provocata sia da batteri sia da virus: quella più temibile è quella batterica dovuta principalmente a tre batteri. La meningite si può combattere tramite un vaccino. Su questo tema, parla il dott. Dott Emanuele Nicastri, infettivologo all’Istituto Spallanzani di Roma.

Dott. Nicastri, nel 2016 la meningite è ancora una malattia che ci colpisce?

La meningite è un’infiammazione delle membrane (le meningi) che avvolgono come un foglietto di plastica trasparente cervello e midollo spinale. Può essere causata da un virus o un batterio. Le meningiti virali sono più comuni (specialmente d’estate in alcune regioni) ed hanno di solito una prognosi migliore. La meningite batterica di solito è più grave e può essere fatale. I batteri più comunemente coinvolti sono il meningococco, lo pneumococco e l’emofilo B.

Con quale percentuale?

Nel 2014 sono stati segnalati 163 casi di malattia invasiva da meningococco (quasi tutti con coinvolgimento meningitico), con un’incidenza pari a 0,27 casi per 100.000; l’incidenza risulta in linea con i due anni precedenti (0,23 nel 2012 e 0,29 nel 2013). Ma dai dati provvisori del 2015 si segnala un aumento di casi di meningococco di tipo C in Toscana in giovani adulti, (21 casi si sono verificati tra i 18 e i 34 anni di età, di cui 17 in Toscana), che purtroppo si conferma anche nei primi mesi del 2016. In generale l’incidenza è alta nei minori di 5 anni, in particolare nel primo anno di vita (4 casi per 100.000), ma si mantiene elevata fino alla fascia 15-24 anni. Nel 2014 sono stati segnalati 952 casi di malattia invasiva da pneumococco, stabili rispetto al 2013, ma più alto degli anni precedenti. Tale infezione interessa soprattutto gli anziani oltre i 64 anni di età e i minori di 1 anno. Frequente è l’identificazione di patologie concomitanti come otite, sinusite, o mastoidite che rappresentano il focolaio primario di infezione. In Italia, nel 2014 sono stati rilevati 105 casi di infezione da emofilo B con una incidenza bassa in tutte le fasce di età, ma più elevata nel primo anno di vita e negli anziani.

Chi ne è contagiato che rischi corre?

La meningite è una vera emergenza infettivologica ed è fondamentale iniziare immediatamente la terapia antibiotica endovenosa non appena si abbia il sospetto diagnostico. In caso di ritardo di accesso alle cure o comunque anche in caso di andamento particolarmente aggressivo della malattia (vedi il caso della meningite meningococcica) la prognosi può essere sfavorevole anche in poche ore, ed in caso di sopravvivenza vi possono essere complicanze gravi con possibili esiti permanenti neurologici e non: sordità, ritardo mentale, paralisi motorie, epilessia.

L’ infezione è trasmissibile da persona a persona e se si come?

Il meningococco (l’agente batterico più facilmente trasmissibile) può essere presente nelle alte vie respiratorie (naso e gola) di portatori sani e asintomatici (sino al 20% della popolazione). La meningite batterica da meningococco e, in minor misura anche quella da emofilo, sono trasmissibili attraverso le goccioline di saliva. La contagiosità è comunque bassa, e i casi secondari sono rari. È sufficiente utilizzare una mascherina chirurgica o un fazzoletto sulla bocca per evitare la trasmissione della infezione ad altre persone. Comunque ai fini di evitare casi secondari specie nel caso del meningococco, è importante che i contatti stretti dei malati (chi ha condiviso la casa, la classe, la macchina, la stanza) o gli operatori sanitari che si sono presi cura del paziente senza dispositivi di protezione individuali facciano una profilassi con antibiotici.

Ci potrebbe descrivere i sintomi che provoca la meningite?

I sintomi più comuni sono la febbre, il mal di testa, il vomito o la nausea e la rigidità del collo, talora si associano anche confusione mentale, allucinazioni e convulsioni.

Quali cure esistono per i malati di meningite? E se una persona è vaccinata, qual è la probabilità di essere contagiati?

La vaccinazione è fondamentale per le categorie a rischio come i minori di 5 anni, i pazienti con comorbidità come ad esempio gli splenectomizzati, e nel caso del meningococco, coloro che partecipano a eventi di massa, chi entra per la prima volta in una comunità residenziale (asilo, scuola, college, convitto, ecc.), chi si reca in Africa Sub Sahariana (dove è molto comune) e gli omosessuali (che hanno un rischio di meningite meningococcica maggiore). Esistono vaccini per tutti e 3 i batteri più comuni e la probabilità di essere colpita comunque dalla meningite dopo la vaccinazione è minima anche se si incrementa progressivamente negli anni. Ci si può vaccinare in tutte la Aziende sanitarie e anche presso l’Ambulatorio di Malattie Infettive e Tropicali dell’Istituto Spallanzani a Roma.

Attualmente, se un medico non dovesse consigliare un vaccino, tra cui quello della meningite, cosa rischia?

Nessuno dei 3 vaccini di cui abbiamo parlato è obbligatorio, ma sono proposti in forma attiva durante il calendario vaccinale obbligatorio dei bambini e ne è altamente consigliata la loro prescrizione specie anche nelle altre categorie a rischio.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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