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MENO RAGGI E’ MEGLIO

Caterina ZarpellonHuman Joints Concept A colloquio con Alessandro Guarise, primario di Radiologia all’ospedale di Bassano del Grappa   Circa 13 mila Tac all’anno solo all’ospedale San Bassiano, ossia una media di più di mille al mese, con un incremento annuo del 10 per cento calcolato nell’ultimo biennio. I numeri parlano chiaro e confermano una tendenza che riguarda non solo il territorio dell’Asl 3, ma anche il resto del Veneto e dell’Italia, dove negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale di impegnative per esami diagnostici con radiazioni ionizzanti, ossia Tac e risonanze magnetiche. Il fenomeno in buona parte va ricondotto alla precisione e alle elevate potenzialità diagnostiche di tali strumentazioni, che consentono ispezioni sicuramente più dettagliate di un semplice esame radiografico. Spesso però accade che molte delle richieste per tali prestazioni non siano giustificate da una reale necessità. “La Tac volumetrica – osserva il dott. Alessandro Guarise, primario del reparto di radiologia del San Bassiano – ci ha permesso di sostituire, senza un ulteriore incremento di radiazioni, esami quali lo studio delle vie urinarie con urografia e quello del colon con il clisma opaco. Purtroppo capita abbastanza spesso che le richieste per Tac e risonanze risultino, a conti fatti, inappropriate. Questo significa che l’esame, una volta eseguito, si rivela privo di impatto clinico e cioè non rilevante ai fini terapeutici”.   Succede anche al San Bassiano? “Nel nostro ospedale all’incirca il 30 per cento delle richieste di Tac sono discutibili nella loro indicazione e quindi a priori inappropriate. E questo costituisce un problema, anche per la gestione delle liste d’attesa. Nonostante le nostre macchine funzionino a pieno regime e a ritmi serrati, i tempi d’attesa si ridurranno solo quando si riuscirà a governare e ad ottimizzare la domanda. Per questo è necessario creare dei percorsi diagnostici condivisi sia con i colleghi che operano all’interno dell’ospedale sia con gli specialisti e con i medici di medicina generale attivi sul territorio. E’ importante ridurre gli esami non necessari attraverso una comunicazione continua tra noi radiologi e gli altri medici e tramite criteri e regole che valgano per tutti”. Ma quali sono gli esami più “gettonati” e quali sono quelli che voi definite impropri o poco significativi? “In linea generale, per quanto riguarda le Tac, quella dell’encefalo è la più richiesta, spesso per le più svariate motivazioni; a volte ad esempio viene indicata anche per pazienti con emicrania semplice. Vengono fatte poi anche molte Tac dei seni paranasali per pazienti con rinosinusiti acute, patologie per le quali è sufficiente la terapia medica”. Qual è, a suo avviso, la ragione di tutte queste domande inappropriate? “La medicina difensiva è all’origine di molte di queste richieste. A volte i medici sono infatti portati a prescrivere tali esami per una forma di autotutela: per evitare rivalse o eventuali querele da parte di pazienti convinti di non aver ricevuto la giusta attenzione e di non essere stati trattati in maniera scrupolosa. Non di rado poi i colleghi debbono fronteggiare le insistenze di pazienti che hanno sentito parlare di un nuovo tipo di esame molto efficace ma che, magari, espone l’organismo a una dose piuttosto importante di radiazioni”. Che impatto hanno sul nostro organismo le“indagini” con radiazioni ionizzanti? “Una Tac al torace equivale a 400 radiografie del torace; la dose radiante della prima metodica è infatti pari a 8 mSV (milliSievert) contro gli 0,02 mSV del tradizionale esame radiografico che, talvolta, è più che sufficiente ai fini della gestione di determinate problematiche cliniche. Anche dagli odontoiatri spesso viene prescritta a pazienti molto giovani una Tac specifica, chiamata Dental Scan, che libera dosi non irrilevanti di radiazioni. Nel territorio tuttavia c’è la possibilità di eseguire la stessa indagine detta Tac Cone Beam, che offre gli stessi risultati con una minor dose di radiazioni”. Quali rischi sono collegati ad un’esposizione prolungata e ripetuta alle radiazioni della Tac? “I problemi sono legati ad una riduzione della fertilità o alla possibilità che insorgano neoplasie malattie sistemiche, quali i linfomi. Va detto, tuttavia, che il rischio da esposizione, negli esami radiologici, non è correlato ad un danno immediato ed è quindi calcolato a livello statistico, ossia non su un singolo paziente ma su una determinata fetta di popolazione e non su un singolo esame ma sulla somma delle radiazioni ricevute sottoponendosi a più esami. Una persona che effettua una Tac da bambino o da adolescente, ha più probabilità di dover ripetere esami di questo tipo altre volte nel corso della vita e per tal ragione nei soggetti più giovani è bene limitare il ricorso a indagini come queste. Noi radiologi ad ogni modo adottiamo sempre tutte le misure previste per ridurre il più possibile la dose di radiazioni e le Tac di nuova generazione, come la nostra Tc 64 strati, sono dotate di soluzioni tecniche avanzate grazie alle quali è possibile abbassare del 40 o addirittura del 50 per cento la dose. Esistono poi delle tempistiche precise da rispettare per i pazienti, come quelli oncologici, che devono ripetere più volte esami di questo tipo”. Esiste una soglia massima di radiazioni, che è bene non superare?apparecchio per radiografia “Più che di soglia massima, sarebbe opportuno parlare dell’appropriatezza dell’esame. Se infatti l’indagine in questione consente di ottenere un’informazione essenziale per il benessere del soggetto interessato, un piccolo rischio da esposizione è poca cosa rispetto ai benefici. Quando invece la richiesta è impropria, ci si espone inutilmente a delle radiazioni ionizzanti”. Lei ha affermato che, per evitare esami impropri e ridurre quindi le liste d’attesa, è fondamentale una buona comunicazione tra i medici radiologi e gli altri specialisti. L’ussl 3 si sta già muovendo in questa direzione… “Dal 17 settembre è attiva una linea telefonica dedicata ai medici di medicina generale e agli Specialisti del territorio che desiderano consultarsi con noi radiologi prima di prescrivere esami come Tac o risonanze. Si tratta di uno strumento importante e utile ai fini dell’ottimizzazione della domanda. Il numero, in funzione il martedì e il giovedì mattina dalle 8.30 alle 10.30, è 0424 888089”. Si tratta di un primo passo per il miglioramento della gestione delle domande… “L’obiettivo è quello di creare in primis dei protocolli diagnostici condivisi in tutto il territorio della nostra Ulss e poi anche a livello provinciale. Solo in questo modo si ridurrà il rischio di dover eseguire esami inutili, o comunque poco significativi, e si riusciranno a gestire al meglio le liste d’attesa”.

Caterina Zarpellon

Redattrice InFormaSalute

Dr. Alessandro Guarise

Primario di Radiologia all’ospedale di Bassano del Grappa

InForma Salute
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