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microchirurgia oftalmica pediatrica

Microchirurgia oftalmica pediatrica: glaucoma, cataratta, strabismo

microchirurgia oftalmica pediatrica

Microchirurgia oftalmica pediatrica: glaucoma, cataratta, strabismo.

Tecniche chirurgiche e riabilitazione sugli occhi dei bambini

La microchirurgia oftalmica pediatrica o in generale la chirurgia oculistica pediatrica è, fortunatamente, non frequente poiché le patologie oculari in età pediatrica in grado di alterare la percezione e la facoltà visiva e che richiedono un trattamento chirurgico sono in numero minore se confrontati con le patologie dell’adulto. Le cause più numerose di intervento in età neonatale riguardano il glaucoma congenito e la cataratta congenita. Presso la struttura ospedaliera di Bassano, la cataratta congenita è motivo di intervento relativamente più frequente e viene trattata chirurgicamente dall’equipe diretta dalla Dottoressa Simonetta Morselli. Un anno fa una bambina di soli 45 giorni fu operata con grande successo dalla stessa Morselli e dal dottor Toso per una cataratta congenita bilaterale.

Intervista alla dottoressa Simonetta Morselli, direttore della struttura complessa di oculistica dell’ospedale S. Bassiano e al dott. Antonio Toso, dirigente medico della stessa struttura, responsabile di incarico di alta specializzazione in chirurgia della retina.

Dottoressa Morselli, parliamo dell’operazione che ha suscitato grande eco perché la piccola era nata da poco…

«Sì, devo dire che è stata un’ immensa soddisfazione perché non si è trattato di un intervento standard ma il lavoro è stato molto faticoso e impegnativo. Ha infatti comportato un impegno emotivo molto importante poiché abbiamo lavorato su una lattante e ovviamente in un occhio di dimensioni ridotte rispetto a quelle dell’adulto. Sono state utilizzate strumentazioni adeguate e una tecnica chirurgica alquanto diversa e molto più complessa, rispetto a quella utilizzata per la chirurgia della cataratta nell’adulto.»

Quanti sono i centri ospedalieri che dispongono di una chirurgia pediatrica oculistica?

«Devo dire che sono veramente pochissimi in Italia: io mio sono formata a Verona, altro centro di eccellenza dove venivano eseguiti interventi dall’equipe di cui facevo parte, su piccolissimi pazienti. Ho imparato la tecnica ed ho “esportato la mia esperienza” presso l’Ospedale di Bassano. Attualmente presso al nostro ospedale arrivano piccoli pazienti anche da fuori provincia, perché abbiamo la possibilità, l’ attrezzatura e la preparazione adeguata per eseguire questo tipo di chirurgia.»

Quali sono le altre patologie che riguardano i bambini?

«Come già accennato, la cataratta congenita è la più frequente. Tuttavia ho operato bambini con glaucoma congenito e recentemente ho ri-operato un bimbo di 11 anni che avevo operato a Verona, appena nato, di glaucoma congenito, poiché la pressione dell’occhio non rimaneva ai livelli desiderati. L’intervento del piccolo Luca si è concluso con successo e ora la pressione intraoculare permane a livelli normali senza l’uso della terapia locale in colliri.»

Come ci si organizza prima di un’operazione importante?

«Innanzitutto devo dire che mi avvalgo di un’equipe di alto livello ed è indispensabile essere supportati da una figura che sappia operare. Il Dottor Toso, ormai mio braccio destro, opera con me queste patologie delicate e complesse. Comunque ribadisco che il primo punto importante è la programmazione. Si è visto che è una fase indispensabile prima di qualsiasi intervento chirurgico.»

Come avviene?

«Si procede ad un’ osservazione in narcosi in sala operatoria (il bambino viene addormentato in maniera superficiale), per capire e approfondire clinicamente la patologia di base, in modo da formulare la corretta diagnosi e prognosi. Per ottenere la diagnosi si utilizzano strumenti particolari come l’ecografo e altri strumenti per misurare la pressione dell’occhio, la lunghezza dell’occhio e osservare la retina e il nervo ottico, posto che i mezzi diottrici, cornea e cristallino, siano trasparenti.»

Se così non fosse?

«In caso contrario ecco che entra in gioco l’ecografia oculare. Una volta registrati tutti i dati, si va successivamente a delineare e programmare l’intervento vero e proprio. Questa pianificazione prevede l’ordine di particolari dispositivi che vengono usati intraoperatoriamente. Altra fase delicata che precede l’operazione, è la collaborazione con il servizio di anestesia che deve essere allertato poiché sono necessari dispositivi particolari per l’anestesia generale in età neonatale. Per questo è necessario avere questa figura determinante in sala operatoria che si troverà a lavorare con dei giovanissimi pazienti. Non tutti sono pronti: fortunatamente noi ci avvaliamo del Dottor Marco Baiocchi, direttore della Struttura complessa di anestesia e rianimazione che ci supporta benissimo in questo lavoro. E’ fondamentale anche avvalersi di una pediatria con la rianimazione pediatrica. Il Dr. Maurizio Demi, Direttore della Pediatria di Bassano, ci supporta nel pre e nel postoperatorio dei nostri piccoli pazienti. Insomma, per un bambino si muovono moltissime persone: l’organizzazione e la pianificazione sono fondamentali per ottenere risultati postoperatori efficaci con la massima sicurezza intraoperatoria .»

Quanto dura di media un’operazione di glaucoma?

«Dipende dal tipo di glaucoma, dall’anomalia che genera il glaucoma congenito: possono essere necessarie anche due o tre ore compreso il tempo per la narcosi, il risveglio e quant’altro. Dipende sempre comunque dal tipo di problematica che ci si ritrova a risolvere e ogni intervento è diverso dall’altro.»

Dottor Toso, parliamo dello strabismo, altra patologia frequente nei bambini…

«Esatto, si tratta della patologia più diffusa in età pediatrica e più frequente in chirurgia oftalmica. Si tratta, in sostanza, del disallineamento dei bulbi oculari, in divergenza o in convergenza, e meno frequentemente in direzione verticale. Lo strabismo convergente congenito è la forma più diffusa. La maggior parte dei bambini è suscettibile di correzione chirurgica. Lo scopo della chirurgia dello strabismo è riallineare e cercare di riabilitare la visione binoculare che non sarà mai perfetta, magari anche solo permettendo l’acquisizione di una visione tridimensionale anche se grossolana e non raffinata. Si cerca di costruire al meglio una visione binoculare discreta, buona, che permetta di condurre una vita più vicina possibile alla normalità. Bisogna però sapere che nello strabismo non è possibile allineare perfettamente gli occhi. Rimarrà sempre un leggero impercettibile microstrabismo, poiché non esistono tecniche chirurgiche per un allineamento perfetto. Si va a lavorare a valle (muscoli oculari) quando il problema è a monte (cerebrale-innervativo).»

Come avviene la rieducazione post operatoria di un bambino?

«Sia prima che dopo l’operazione il bambino va monitorato perché ci si concentra sull’obiettivo di mantenere un buon assetto visivo. Questo lo si fa prescrivendo occhiali adeguati, prescrivendo quello che chiamiamo in gergo “trattamento anti occhio pigro” ovvero andando ad occludere, bendare l’occhio sano (quello che vede meglio) in modo da stimolare il cervello a lavorare anche con l’occhio pigro (quello che vede meno). In molti casi di strabismo il cervello sceglie un solo occhio col quale prendere fissazione, lasciando l’altro deviato e incapace di raggiungere un adeguato livello visivo.»

Quanto dura la riabilitazione in questo caso?

«Si tratta di un procedimento riabilitativo abbastanza lungo, che richiede ore e ore al giorno, per mesi e a volte anche anni. Lo stesso dicasi per la cataratta congenita: in questo caso si punta a riabilitare la vista. Inevitabilmente si utilizzano supporti come l’occhiale bifocale (da vicino e da lontano) e si procede come nel caso dello strabismo, alla stessa riabilitazione anti-ambliopia (occhio pigro).»

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

Dr.ssa Simonetta Morselli

Direttore della Struttura Complessa di Oculistica dell’ Ulss 3 e dir. del Dipartimento di Chirurgia Specialistica

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