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    Maggio 2021

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Norme sul canile: facciamo chiarezza

Norme sul canile: facciamo chiarezza. Visita virtuale fra decreti leggi ed emendamenti.

Ci siamo già occupati di tematiche che riguardano il recupero e la custodia dei cani vaganti/randagi. Quello che forse non tutti sanno, è che esistono precise norme in materia che impongono la realizzazione del canile sanitario e del rifugio del cane, disciplinandone la gestione. Cerchiamo di saperne di più su questo argomento piuttosto complesso.

Int. Dr. Franco Bizzotto Servizi Veterinari Responsabile Servizio Igiene degli Allevamenti e Produzioni Zootecniche ULSS 3 – Bassano del Grappa (VI).

Che cosa ci può dire sulle leggi che disciplinano tale materia?
Va detto che già il Regolamento di Polizia Veterinaria (DPR 320/1954) aveva demandato ai comuni il servizio di cattura dei cani vaganti e la tenuta in esercizio di canili per la custodia dei cani catturati e l’osservazione di quelli sospetti (ndr: con detenzione limitata a pochi giorni). Successivamente, con la Legge 281/1991 che stabilisce tra l’altro il divieto di soppressione dei cani, veniva anche sancito l’obbligo per i comuni di realizzare i rifugi, comunali o intercomunali, ove detenere i cani in attesa di affidamento (ndr: per periodi più o meno lunghi; infatti, nel caso di soggetti di scarsa attrattiva o particolarmente aggressivi, il ricovero può prolungarsi per molto tempo, anche per anni e talvolta fino alla morte naturale dell’animale).

Come ha proceduto la Regione Veneto in tal senso?
La Regione Veneto, con la LR 60/1993 che riprende e sviluppa i contenuti della Legge 281/91, ha poi dettagliato ulteriormente obblighi e responsabilità in ordine alla cattura dei cani vaganti, alla realizzazione e gestione dei “canili sanitari”(che sono le strutture di primo ricovero dei cani catturati) ed alla realizzazione e gestione dei “canili rifugio”, dove i cani transitano successivamente al periodo di osservazione nel canile sanitario. In sintesi:

  • la gestione dei canili sanitari è in capo all’Azienda Ulss mentre quella dei rifugi è di competenza dei comuni;
  • il recupero, l’identificazione, i trattamenti sanitari e la iniziale messa in osservazione dei cani vaganti è compito dell’Azienda Ulss e così anche l’assistenza sanitaria nei rifugi adiacenti.

Dove trovano ricovero i tanti cani del territorio di competenza?
I comuni del nostro territorio, constatata la difficoltà di reperire un luogo dove costruire il canile e valutata l’onerosità della sua edificazione, hanno optato, ancora dal 1994, per l’affitto di una struttura privata che fungesse sia da canile sanitario che da rifugio intercomunale, demandando all’Azienda Ulss, anche la gestione economica della quota-parte di pertinenza del canile-rifugio. Fin da subito, si è stabilito che la ripartizione dei costi della gestione del canile fosse calcolata percentualmente in base al numero di abitanti e non in base al numero di cani catturati in ogni singolo comune. Posso permettermi di affermare che l’oculata gestione ha permesso che il costo di gestione per l’anno 2014 si stato di solo 0.33 € per abitante.

Come si procede per l’individuazione e l’assegnazione del canile?
Attualmente, con cadenza triennale, si procede ad indire una gara d’appalto al fine di individuare una ditta (o un ente) che disponga di una struttura idonea a detenere in condizioni di benessere un numero adeguato di cani (ndr: la richiesta è formulata sulla base dei dati di cattura e di presenza media attesa), che provveda alla loro alimentazione ed alla pulizia dei box di ricovero.

La ditta che si è aggiudicata l’ultimo appalto che struttura ha messo a disposizione?
Si tratta di una struttura sita in via Ca’ Morolazzaro, nel comune di Pove. Questa struttura dispone di n. 30 box (di cui ne vengono utilizzati n. 3 con funzione di canile sanitario ed i restanti per il rifugio); detti box dispongono di area protetta e di area di movimento (paddock).

Quali sono le attività che vengono svolte a favore degli amici a 4 zampe?
All’esterno della struttura dedicata al ricovero vi è un’ampia superficie erbosa ove i volontari dell’associazione “Lega Nazionale per la difesa del cane” che attualmente collaborano con l’Azienda Ulss n.3 provvedono alla“sgambatura” periodica dei cani ricoverati, ad attività atte alla socializzazione dei cani problematici ed infine all’affidamento ai cittadini richiedenti l’adozione di uno di questi cani.

E le principali problematiche, semmai ve ne fossero?
La criticità principale è rappresentata dalla possibile eccessiva presenza di cani nella struttura di ricovero: condizione che, a prescindere dagli aspetti economici, avrebbe implicazioni sulle condizioni di benessere degli animali detenuti. A completamento dell’informazione si precisa che, se la media dei cani catturati per anno si aggira sulle 500 unità, “solo” il 65-75 % sono riconducibili ad un proprietario individuabile.

Da dove nasce, in realtà, il problema?
In pratica il problema si genera “a monte” per una non ancora ottimale adesione della cittadinanza agli obblighi di identificazione dei cani e di iscrizione nell’anagrafe canina regionale: infatti se, in via ipotetica, tutti i cani fossero puntualmente “anagrafati” la loro riconsegna ai proprietari potrebbe essere pressoché immediata e quindi la numerosità di quelli trattenuti in osservazione (perché di status sanitario ignoto) e custoditi in attesa di affidamento si ridurrebbe radicalmente e si potrebbe prevedere una convenzione per il canile meno onerosa. Per incidere su questa realtà bisognerà prevedere di svolgere un maggior numero di controlli presso la cittadinanza ma, necessariamente, solo previo coinvolgimento dei Comuni (ndr: per gli inadempienti è stabilita una sanzione di 25 €).

Quanto una capillare campagna di informazione potrebbe aiutare a risolvere la situazione?
E’ essenziale che la popolazione e specialmente i proprietari dei cani siano informati sulle norme che regolano la detenzione dei cani stessi , in parallelo, per l’oggettiva necessità di contenimento della popolazione canina, bisognerà mantenere sicuramente attiva anche una campagna di informazione (possibilmente anche di incentivazione) sulla sterilizzazione degli animali.

Capita mai che vi siano richieste relative al fatto di ospitare cani di proprietà?
Lei ha centrato il punto, poiché questa è un’altra problematica, rappresentata proprio dalle richieste (sempre più frequenti) di ospitare nel canile-rifugio cani di proprietà. Spesso il canile pubblico viene considerato come il posto in cui chi non vuole o non può più detenere il proprio cane, conta di poterlo “scaricare” (a spese della comunità). La casistica è varia: si va dalla situazione della persona che temporaneamente o permanentemente non può più accudire i propri animali (es: per ricovero ospedaliero; per trasferimento in altra abitazione che non consente la detenzione; per decesso e volontà/impossibilità degli eredi…) al caso della persona divenuta incapace di “gestire” l’animale (per problemi psico-fisici o per problemi economici) o come conseguenza delle azioni intentate dai vicini per grave disturbo della quiete, come pure una grande varietà di situazioni intermedie (ndr: tre anni fa, in circostanze di emergenza, abbiamo dovuto recuperare e ricoverare n. 23 cani detenuti in un’abitazione in stato di segregazione e in condizioni indescrivibili di sporcizia: a prescindere da altri aspetti – anche sociali – legati all’episodio, la conseguenza dell’intervento è stata che il numero di cani nel rifugio è lievitato improvvisamente con“sovraccarico”prolungato, trattandosi per giunta di animali caratterialmente “disadattati” e di difficileaffidamento). In questo contesto si possono anche catalogare i casi di assegnazione per sequestro giudiziario che ci vengono periodicamente proposti dalla magistratura. Per tutti i casi sopracitati, non trattandosi di cani randagi, a rigore, non vi sarebbe alcun vincolo di legge che imponga di accoglierli; tuttavia, poiché sullo sfondo vi sono talvolta situazioni sociali critiche, per una sorta di obbligazione etica, questi casi vanno presi in considerazione e, nei limiti del possibile, “gestiti.

di Redazione InFormaSalute



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