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OGNI CUORE CONTA

SCOMPENSO CARDIACO: PATOLOGIA POCO CONOSCIUTA, MA MOLTO DIFFUSA

All’Ospedale San Bassiano un incontro medici-pazienti per sensibilizzare il pubblico sulla malattia cardiovascolare che é la prima causa di ricovero degli ultra 65enni in italia.

Alessandro Tich

Poco conosciuto, ma molto diffuso. É lo scompenso cardiaco. Una patologia cronica e progressiva che – nonostante sia la prima causa di ricovero in ospedale tra gli ultra 65enni e la prima causa di morte tra le patologie cardiovascolari in Italia – rimane una delle meno considerate. Eppure nel nostro Paese quasi 1 milione di persone soffre di scompenso cardiaco e la prevalenza cresce in maniera esponenziale con l’età: meno dell’1% sino a 60 anni e fino al 20% dopo gli 80 anni. Lo scompenso cardiaco fa inoltre registrare in Italia 190.000 ospedalizzazioni ogni anno, oltre 500 al giorno.

Per diffondere una maggiore consapevolezza dell’importanza e della severità di questa patologia, l’Associazione Italiana Scompensati Cardiaci (AISC) assieme a Novartis promuove la Campagna di sensibilizzazione “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo”. Nell’ambito della Campagna, sabato 19 ottobre si è svolto nella sala convegni dell’Ospedale di Bassano del Grappa un incontro tra medici e pazienti che ha voluto informare e sensibilizzare il pubblico sui rischi dello scompenso cardiaco. L’appuntamento bassanese rientrava nel programma di una serie di incontri medico-paziente, aperti alla cittadinanza, promossi dalla Campagna “Ogni Cuore Conta” in 15 Centri per lo scompenso di tutto il territorio nazionale.

Sul tavolo dei relatori tre primari del San Bassiano – il Dr. Fabio Chirillo, direttore UOC Cardiologia;
il dr. Enzo Apolloni, direttore UOC Medicina Interna; il Dr. Luigi
Marinangeli, direttore UOC
Geriatria, la Dr.ssa Michela Biaggioni, medico di medicina generale e la Dr.ssa Fiorella Cavuto, cardiologa SAI del Distretto 1 di Bassano del Grappa e referente Comitato Scientifico AISC. Nessuna relazione scientifica, nessun power point, niente grafici con numeri e dati: l’incontro, coordinato e moderato dal Dr. Chirillo, si è svolto con una chiara e precisa esposizione della problematica ma con stile informale, per favorire un dialogo tra gli esperti del cuore e il pubblico interessato. Trattando i diversi argomenti che consentono di affrontare lo scompenso cardiaco con maggiore cognizione di causa: riconoscere i sintomi, imparare a gestire al meglio la propria condizione di paziente non sottovalutando la progressione della malattia, confrontarsi in maniera aperta e proattiva con tutti gli specialisti della salute del cuore per le migliori opportunità terapeutiche in grado di migliorare la propria qualità di vita.

Il Dr. Fabio Chirillo, a proposito dell’importanza di continuare a sensibilizzare su questa patologi, spiega: “Lo scompenso cardiaco è una sindrome clinica complessa in cui il cuore non è più capace di pompare sangue in misura adeguata alle richieste metaboliche dell’organismo. Lo scompenso cardiaco è, quindi, una malattia grave, la cui frequenza aumenta con l’età ed è tra le prime cause di ricovero dopo i 65 anni, anche in Veneto.” “Per questo – prosegue il primario della Cardiologia del San Bassiano -, per la gestione sempre più efficace del paziente con scompenso cardiaco è fondamentale un approccio di tipo interdisciplinare, che persegua l’obiettivo di migliorare la qualità di vita e di ridurre le ospedalizzazioni.” “Oggi, grazie al progresso delle terapie – aggiunge ancora il Dr. Chirillo -, noi specialisti abbiamo a disposizione farmaci davvero efficaci per il trattamento precoce dello scompenso, ma l’efficacia di un trattamento dipende prima di tutto dall’aderenza alle terapie che, come è noto, è un obiettivo sempre difficile da raggiungere. E nessuna terapia medica è efficace se non viene assunta con regolarità.”

Ma come si manifesta lo scompenso cardiaco? Come illustrato in parole semplici all’incontro e confermato anche da alcuni pazienti, i “segnali” dell’insorgenza della patologia sono la mancanza di forza, la difficoltà di respiro, il gonfiore alle estremità degli arti inferiori. “Sono i tre sintomi fondamentali che manifesta il paziente”, ha affermato il Dr. Chirillo. In molti casi tuttavia il paziente presenta la cardiopatia, però sta bene. Questo può accadere nelle “condizioni di partenza”, nelle quali l’organismo è in grado di “compensare” la patologia. “Quando però questi fattori di compensazione si esauriscono – ha spiegato ancora il primario -, si arriva allo “scompenso” cardiaco.”

“Il medico di medicina generale – ha sottolineato la dr.ssa Biaggioni – ha la funzione di “unire i puntini”. Non solo deve indicare al paziente la prevenzione primaria ponendo l’attenzione sui fattori di rischio come la scorretta alimentazione, il peso, il fumo eccetera, ma deve essere in grado di cogliere i segni iniziali dell’insorgenza dello scompenso cardiaco per avviare il paziente a un’adeguata valutazione dello specialista cardiologo.”

Il primario di Medicina Interna del San Bassiano Dr. Enzo Apolloni ha posto l’accento sulla cosiddetta “co-morbidità”, e cioè sulla presenza di più patologie, nei pazienti scompensati. “Ad esempio – ha spiegato – c’è un rischio di diagnosi di scompenso cardiaco se hai l’ipertensione da anni e non la curi correttamente, se sei anemico, se hai l’insufficienza renale. Anche la disfunzione della tiroide o una riacutizzazione bronchitica possono concorrere allo scompenso. Va guardato il cuore, ma considerando l’insieme del paziente.” “Gli strumenti di diagnosi – ha rilevato la Dr.ssa Fiorella Cavuto – rappresentano la fase intermedia tra il medico di medicina generale e il ricovero. La consulenza cardiologica deve intercettare i segni che possono evolvere in scompenso cardiaco. Anche l’Elettrocardiogramma e la lastra del torace possono evidenziare indicazioni di alterazioni e di un profilo di rischio.”

Chi ha da fare tutti i giorni con pazienti scompensati è il Dr. Luigi Marinangeli, primario della Geriatria del San Bassiano.
“Lo scompenso cardiaco – conferma – è la prima causa di ricovero in Geriatria, con un’età media di diagnosi di 75-76 anni.

Dei “grandi anziani”, oltre gli 80 anni, ne soffre il 15-16% ed è una delle prime cause di mortalità.”

In definitiva, la Campagna “Ogni Cuore Conta. Soprattutto il tuo”, di cui l’incontro al San Bassiano è stato un significativo ed utile momento, accende la luce su questa patologia importante, ma oggi ancora troppo sottovalutata. 

“Lo scompenso cardiaco può essere una patologia invalidante – commenta a margine la Dott.ssa Maria Rosaria Di Somma, consigliere delegato AISC -, ma la formazione e l’informazione anche del caregiver e la sensibilizzazione sull’importanza della presa in carico del paziente da parte del sistema sanitario inteso nel significato più ampio del termine, medico di medicina generale, geriatra, medico di medicina interna, cardiologo, altro specialista, infermiere ed assistenza domiciliare, ne fanno la differenza e riducono sensibilmente il ricorso alla ospedalizzazione e riospedalizzazione per situazioni acute.”

“Il messaggio fondamentale che cerchiamo di trasmettere ai nostri pazienti – conclude – è quello di ‘Conoscere la patologia, prendersi cura di sé, convivere con la patologia, migliorare la propria vita’. Se il paziente viene aiutato in questo percorso, sarà un paziente informato capace di gestire la propria condizione di malato cronico e di valorizzare le indicazioni cliniche.”

Redazione InFormaSalute

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