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osteoporosi

Osteoporosi: otto su dieci sono donne

Osteoporosi: otto su dieci sono donne. Fondamentale la vitamina D, quella “del sole”!

osteoporosi

L’ osteoporosi è una malattia ossea abbastanza comune che provoca un indebolimento delle ossa, che a sua volta può determinare fratture della colonna vertebrale, del femore o polso anche, addirittura, dopo semplici cadute. La donna rispetto all’uomo è più soggetta a questa malattia: verosimilmente, la buona notizia è che è possibile curare e prevenire questo disturbo. Ne parliamo con il dott Scremin Costantino Dirigente medico Ulss 15 Cittadella.

Dott. Scremin, la malattia dell’osteoporosi dipende dalla carenza di calcio o ci sono altre variabili da tenere sotto osservazione?

Sicuramente il calcio è l’elemento costitutivo principale del nostro scheletro; per il 99 % le nostre ossa sono costituite da calcio e il nostro scheletro è la miniera di calcio da cui attingono tutti gli organi del nostro corpo (cuore, muscoli, reni, cervello e nervi). Senza questo fondamentale elemento le nostre funzioni principali sarebbero compromesse e non potremo vivere. Ma per quanto riguarda lo scheletro stesso, non solo il calcio, ma molti altri sono i fattori che possono alterare la sua salute portandolo ad essere “fragile”, cioè osteoporotico e quindi ad aumentato rischio di frattura per traumi anche minimi: fattori ormonali che subentrano con la menopausa e la andropausa, fattori nutrizionali e ambientali legati alle nostre abitudini fin dai primi anni di vita, fattori genetici legati alla familiarità per frattura, fattori legati a poco sane abitudini come il fumo, l’alcol e la vita sedentaria.

A questo tipo di malattia è più in sofferenza la donna o l’uomo e soprattutto, cosa provoca?

La donna è statisticamente più predisposta a questa fragilità delle ossa che si chiama osteoporosi, sia per fattori genetici che ormonali: se a 50 anni una donna su cinque può essere osteoporotica, dopo gli 80 anni ben una donna su due lo è: infatti oltre alla classica osteoporosi della menopausa, subentra anche una osteoporosi senile legata all’avanzare dell’età. Esiste tuttavia anche l’osteoporosi maschile, spesso misconosciuta, anche se in minor percentuale rispetto alla donna. Quando si trova una osteoporosi maschile va sempre indagata in maniera attenta per escludere malattie associate che provocano osteoporosi. In entrambi i sessi, comunque, ciò che deve essere considerato è il rischio di frattura, perché come l’ipertensione arteriosa è il killer silente dell’ictus e l’ipercolesterolemia è il killer silente dell’infarto, l’osteoporosi è il killer silente che porta alla frattura da fragilità, come quella delle vertebre o del femore.

L’osteoporosi si può prevenire e quindi evitarla?

La prevenzione primaria dell’osteoporosi e delle fratture da fragilità è sicuramente la maniera più efficace per contrastare questa patologia. E la prevenzione per una buona salute dello scheletro inizia fin da bambini con una corretta alimentazione, vita all’aria aperta nei mesi estivi per fare una buona scorta della vitamina del sole (la vitamina D), una sana attività fisica che stimola le ossa a rinforzarsi perché con la vita sedentaria le ossa si indeboliscono. Poi, come per altre malattie, vanno evitati abusi alcolici e abolito il fumo, che hanno un effetto tossico diretto anche sull’osso.

Una volta chi soffriva di questa malattia si doveva imbottire di farmaci con effetti collaterali per lo stomaco. Attualmente come si cura una osteoporosi?

Se purtroppo capita l’evento acuto, cioè la frattura, più spesso a livello vertebrale o del femore, c’è la possibilità di una prevenzione secondaria con delle terapie specifiche, che si aggiungono a un buon apporto di calcio e di vitamina D. Attualmente il pannello dei farmaci anti fratturativi a disposizione consentono una terapia mirata sul singolo paziente, perché possiamo usare farmaci per via orale, per via iniettiva intramuscolare o sottocutanea e farmaci che si possono somministrare per via endovenosa. Quindi le possibilità di cura nell’ ultimo decennio sono molto aumentate e anche gli effetti collaterali dei farmaci si sono ridotti.

Ci introduca cortesemente che cos’è la cura con la vitamina D. Nel prossimo numero approfondiremo meglio il tema?

Un’attenzione particolare merita la Vitamina D, la vitamina del sole, nota fin da un secolo fa per i suoi benefici sull’osso dei bambini rachitici. La sola esposizione al sole faceva guarire questi bambini che avevano uno scheletro debole e fragile. Nella nostra popolazione anziana, sempre più numerosa, è molto frequente la carenza di vitamina D, che porta al rachitismo dell’adulto, cioè alla cosiddetta osteomalacia. Ma molti altri sono gli effetti benefici di un corretto apporto di vitamina D in particolare sul sistema immunitario, sul controllo delle malattie reumatiche come l’artrite reumatoide e non ultimo sul controllo anti-neoplastico di alcuni tumori come prostata, mammella e colon.

di Redazione InFormaSalute


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