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otite infiammazione

Otite: fastidiosa nemica dell’orecchio

otite infiammazione

Otite: fastidiosa nemica dell’orecchio. Perché trascurarla può diventare pericoloso…

Fra i disturbi che spesso destano dal sonno i piccoli, causando molto dolore, vi è l’otite. Una banale infiammazione a carico dell’orecchio che se trascurata può avere delle complicazioni non indifferenti. Anche gli adulti non ne sono esenti. Il mal d’orecchi, come il mal di denti, è davvero fastidioso e causa di dolore acuto.

Intervista al dott. Paolo Agostini Direttore Reparto ORL ospedale di Bassano Del Grappa.

Quando parliamo di otite, cosa si intende esattamente?
L’otite è una infiammazione a carico dell’orecchio che può avere un decorso acuto oppure cronico (quando non guarisce, ma attraversa periodi di minore o maggiore gravità). A seconda della zona interessata dall’infiammazione l’otite può essere distinta in esterna (se interessa il condotto uditivo esterno), media (se interessa l’orecchio medio).

Quali possono essere le cause?
L’otite esterna (meglio definita come una infezione del rivestimento dermo-epidermico del condotto uditivo esterno) può essere causata da numerosi fattori quali ad esempio:

  • Fattori meccanici: Traumi, ferite da grattamento, presenza di corpi estranei nel condotto uditivo;
  • Fattori termici: Ustioni provocate da instillazione di liquidi troppo caldi o da applicazione di borse di acqua troppo calda;
  • Fattori chimici: instillazione di medicamenti fortemente irritanti.

I fattori fin qui elencati, pur giocando un ruolo fondamentale nel provocare la malattia, non sono in realtà determinanti. Essi determinano una soluzione di continuo della cute ed una riduzione della resistenza locale, che permettono l’ingresso e l’impianto dei germi, che sono la vera causa dell’infezione. L’esame batteriologico dimostra, in alta percentuale di casi, la presenza di germi gram negativi (b. pyocyaneus e b. proteus) e meno frequentemente stafilococchi e streptococchi. I sintomi dell’otite esterna sono dolore spontaneo e diminuzione dell’udito (ipoacusia) variabile a seconda dell’entità della stenosi (chiusura) del condotto uditivo. Il dolore può essere provocato con la pressione sulla parte anteriore del padiglione auricolare (trago) e dalla trazione del padiglione. La terapia antibiotica corretta viene scelta sulla base dell’esame batteriologico e dell’antibiogramma. Utili instillazioni locali di gocce con antibiotico e cortisone. Nei casi in cui il dolore sia importante può essere utilizzato un cortisonico per via generale. Con il termine generico di otite media si intende ogni processo infiammatorio che interessi in modo preminente od esclusivo la cassa del timpano ed il suo contenuto. Possiamo distinguere l’otite media acuta in una forma catarrale ed in una purulenta nelle forme acuta e cronica.
Per otite catarrale acuta(sinonimi: otite media secretiva, otite tubo-timpanica, catarro tubarico) si intende un processo infiammatorio a carico dell’orecchio medio, caratterizzato dalla presenza nella cassa di essudato sterile per assenza di germi secondario quasi sempre a disfunzione tubarica. Si riscontra per lo più nella prima infanzia (2-8 anni) e la sua incidenza aumenta nuovamente nell’anziano. Non esiste differenza fra i due sessi. Nell’infanzia le otiti catarrali sono di solito secondarie ad infiammazione delle adenoidi con ostruzione tubarica e sono solitamente bilaterali. Esse sono così frequenti da poter affermare che circa ¼ di tutti i bambini abbiano avuto più episodi acuti nella prima infanzia. Nell’adulto la patologia dell’orecchio è per lo più sostenuta da affezioni infiammatorie delle prime vie aeree (riniti, sinusiti, tracheo-bronchiti). L’adulto riferisce ipoacusia mono o bilaterale con senso di ovattamento auricolare. L’otalgia non è mai marcata ed è presente più facilmente all’inizio per lo stiramento delle terminazioni nervose della membrana timpanica. Talvolta l’ovattamento è più evidente al mattino. Nell’infanzia i disturbi possono essere notati dai genitori: il bambino si fa ripetere le parole, tiene il volume della televisione più alto, ha brevi e modeste otalgie, specie alla sera. A scuola la maestra nota distrazione ed irritabilità. L’otomicroscopia permette di rilevare quadri timpanici molteplici, ma molto tipici. L’esame audiometrico documenta una ipoacusia trasmissiva fra i 20 ed i 40 dB.

Cosa possiamo dire sulla terapia?
La terapia si affida alla somministrazione di antiistaminici, secretolitici e cortisonici per via generale. Viene sempre associata una terapia locale rinofaringea con decongestionanti ed antisettici somministrati attraverso gocce nasali. Se l’otite è resistente al trattamento medico o persistono le cause che l’hanno determinatasi evolve verso la cronicizzazione. La sintomatologia è simile all’otite acuta. L’poacusia è solitamente più marcata, fluttuante nel tempo senza mai periodi di remissione completa. La Timpanometria è piatta (curva di tipo B). In questi casi, nel bambino, la terapia è chirurgica e consiste nella bonifica del rinofaringe (adenotomia) ed ad eventuale applicazione di Drenaggio Transtimpanico. Nell’adulto devono essere eliminati processi flogistici di vicinanza (poliposi nasale, ipertrofia dei turbinati, deviazioni del setto). Può essere applicato un drenaggio tran timpanico a lunga permanenza o può essere eseguita una dilatazione della parte cartilaginea della tuba con il balloon (un palloncino che viene inserito nella tuba e viene poi gonfiato ad alta pressione in anestesia generale).

Cosa si intende per otite purulenta?
Per otite purulenta si intende un processo infiammatorio da germi a carico dell’orecchio medio con formazione di essudato purulento. E’ più frequente nell’infanzia e può verificarsi sia in forma isolata che in corso di varie malattie infettive. I microorganismi responsabili sono soprattutto streptococchi, stafilococchi, pneumococchi ed emophilus influentiae. I batteri arrivano all’orecchio medio specie attraverso la tuba. Raramente per via ematica come complicanza di malattie infettive (morbillo, scarlattina, ecc.). La sintomatologia varia a seconda dello stato della malattia. All’inizio (stadio dell’iperemia) il dolore non è particolarmente marcato con senso di tensione e la diminuzione dell’udito è modesta od assente. Nel secondo stadio (dell’essudato) il dolore diventa più intenso, compare ipoacusia. E’ presente febbre, che nei bambini può essere elevata. In questo stadio, per l’azione delle secrezioni sui tessuti, si può determinare una perforazione timpanica. Nel giro di alcuni giorni l’otite purulenta si può risolvere senza esiti.

Qual è la terapia, in questo caso?
La terapia è affidata all’uso di antibiotici ad ampio spettro ed a dosaggio pieno. L’uso di cortisonici e mucolitici può essere indicato. Nel caso di otite media purulenta possono verificarsi alcune complicanze, anche se con incidenza estremamente bassa.

Che cos’è la mastoidite?
La mastoidite è la complicanza più frequente. L’infiammazione si estende alla mastoide (l’osso dietro l’orecchio). In questi casi il dolore aumenta e compare una tumefazione dietro l’orecchio ricoperta da cute arrossata. In alcuni casi si rende necessario il trattamento chirurgico. La paralisi del nervo facciale e la meningite otogena sono oggi una evenienza estremamente rara. L’otite media suppurativa cronica si verifica quando abbiamo la mancata guarigione clinica di una forma acuta. Schematicamente l’otite cronica si può instaurare con le seguenti modalità:

  • Direttamente da una otite acuta per mancata risoluzione;
  • Per persistenza asintomatica di ristagni purulenti nella cassa;
  • Per riacutizzazioni multiple attraverso una perforazione timpanica residua dopo episodio acuto;
  • Per passaggio dell’epitelio del condotto nella cassa con formazione di colesteatoma.

La sintomatologia è caratterizzata da ipoacusia, che nel corso del tempo può diventare anche mista per interessamento della coclea e può variare nel tempo a seconda delle dimensioni della eventuale perforazione timpanica e dallo stato della catena ossiculare, che trasmette il suono all’orecchio interno. Anche l’otalgia e l’otorrea variano a seconda delle riacutizzazioni della malattia

La terapia dell’otite cronica è prevalentemente chirurgica?
Sì, esattamente. Le complicanze dell’otite media purulenta cronica possono essere molte ed a volte anche gravi. Ricordiamo: mastoidite, labirintite, paralisi del facciale, petrosite, sindrome di Gradenigo. Fra le complicanze intracraniche: meningite, ascessi cerebrali e cerebellari, tromboflebiti.

Cosa potrebbe portare una otite trascurata?
Abbiamo visto in dettaglio quali sono le forme di otiti e le loro complicanze più comuni. E’ indispensabile pertanto instaurare una corretta terapia nella fase precoce dell’otite, che deve essere continuata per almeno 4-5 giorni dopo la scomparsa dei sintomi e dell’otorrea in caso di otite media purulenta. Nel caso di otite cronica i pazienti devono essere periodicamente sottoposti a micro otoscopia. Il trattamento chirurgico va effettuato precocemente nel caso di presenza di perforazione anche per evitare complicanze a volte spesso gravi.

di Angelica Montagna

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

Dr. Paolo Agostini

Primario Otorinolaringoiatra dell’Ospedale di Bassano

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