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sperimentazione pet therapy a Bassano del Grappa Ulss 3

Pet therapy: quando la sperimentazione funziona!

Di pet therapy si parla da anni, ma un vero e proprio progetto concreto di applicazione a livello socio sanitario è stato introdotto dall’Ulss 3 nel 2011, dopo la conclusione di un corso intensivo durato due anni, che ha visto protagonisti i membri di una équipe operativa formata dalla coordinatrice, dottoressa Annalisa Menegolo, da veterinari (dott. Franco Bizzotto e dott. Orlando Frison) ed educatori (Sergio Moresco), oltre all’intera equipe del centro diurno “Noi e gli altri”. Una ventina i disabili coinvolti nei progetti portati a termine in questa prima fase “sperimentale” avviata due anni fa, con risultati davvero entusiasmanti. Ma andiamo per ordine. Cos’è la pet therapy? La Regione Veneto è stata la prima, a livello nazionale, ad emanare nel 2005 una specifica legge per la conoscenza, lo studio e l’utilizzo della pet therapy, elaborando delle Linee Guida e un Manuale Operativo in cui ridefinisce questo tipo di attività come “Interventi Assistiti dagli Animali”, distinguendoli in Terapie (TAA – con finalità terapeutiche, riabilitative, educative) e Attività (AAA – con finalità educative, assistenziali, ludiche, ricreative). In pratica – spiega Sergio Moresco, coadiutore e coordinatore del Centro Diurno – l’animale, in particolare il cane ma anche il cavallo o l’asino, può diventare un positivo alleato di percorsi educativi, terapeutici, ludici/ricreativi e assistenziali, soprattutto con disabili, ma non solo”. Quali sono gli effetti positivi di una relazione con il cane? L’animale – commenta Orlando Frison, veterinario e coadiutore – aggancia l’attenzione delle persone e stimola la socializzazione tra utente, terapista e altre persone del servizio”. Non solo: attirando l’attenzione su di sé e suoi suoi comportamenti, contribuisce a spingere i pazienti ad uscire da sé e instaurare un atteggiamento di accudimento nei suoi confronti. Il cane – aggiunge Sergio Moresco – riesce ad aumentare l’autostima dei pazienti e, nel rapporto con il disabile, nota la diversità ma non le dà peso, non giudica e non critica, approvando senza riserve”. In pratica, l’incontro con l’animale offre un’occasione di contatti fisici e interazioni piacevoli, un’opportunità che per il disabile può risultare pressoché unica. La persona passa da oggetto di cura a persona responsabile e capace di prendersi cura. La pet therapy all’interno dell’Ulss 3 L’Ulss 3 ha aderito ad un Protocollo di intesa assieme alle altre Ulss vicentine con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, per la promozione e lo studio di questo tipo di interventi. La pet therapy – commenta Annalisa Menegolo, psicologa responsabile del gruppo di lavoro dell’Ulss 3– è un’attività del centro diurno “Noi e gli Altri”: un servizio che si offre prioritariamente ai nostri ospiti, ma che rappresenta un percorso che potrà aprirsi ad altri ambiti, nei limiti delle nostre possibilità e nell’ambito delle nostre competenze. Va detto che ci vuole esperienza, ma anche prudenza per evitare possibili risultati nocivi: noi ci muoviamo all’interno delle linee guida della Regione e contribuiamo a far crescere una cultura della pet therapy, con l’obiettivo del miglioramento continuo”. A confermare la validità dell’esperienza c’è la formazione dei coadiutori (Frison e Moresco), che insieme ai loro amici a quattro zampe hanno completato un corso di due annualità per poter svolgere il loro ruolo e che si prendono costantemente cura degli animali, con cui vivono in una relazione di sintonia e rispetto reciproco, e la presenza costante di un medico veterinario (Bizzotto), che garantisce la salute e il benessere dei cani ed è parte attiva nella valutazione dell’idoneità del singolo esemplare all’attività.

InForma Salute
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