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Vaccino Poliomielite

Poliomielite: senza vaccino cosa rischiamo?

Vaccino Poliomielite

Poliomielite: dove si vaccina poco la poliomielite paralitica ricompare.

La poliomielite è una grave malattia infettiva che colpisce il sistema nervoso centrale causando spesso la paralisi. Non esistono cure e l’unica strada valida per evitare potenziali conseguenze è la prevenzione tramite vaccinazione. Prima della fine degli anni 50, circa mezzo milione di bambini restavano paralizzati, morivano o spesso erano costretti a trascorrere la loro vita in un «polmone d’acciaio» che li aiutava a respirare. Per sgomberare dal campo idee fai da te, abbiamo pensato di intervistare il direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica Ulss 15, dott.ssa Anna Pupo.

Dott.ssa Pupo, cos’è innanzitutto la poliomielite?
La poliomielite è una grave malattia infettiva causata dai poli-virus che invadono il sistema nervoso centrale distruggendo le cellule neurali e causando paralisi, nei casi più gravi può diventare totale e portare alla morte. In generale, la polio ha effetti più devastanti sui muscoli delle gambe che su quelli della braccia. Le gambe perdono tono muscolare e diventano flaccide, una condizione nota come paralisi flaccida. In casi di infezione estesa a tutti gli arti, il malato può diventare tetraplegico. Nella forma più grave, quella bulbare, il virus paralizza i muscoli innervati dai nervi craniali, riducendo la capacità respiratoria, di ingestione e di parola. In questo caso, è necessario supportare il malato con ausili della respirazione. Negli anni ’50 erano molto diffusi a questo scopo i polmoni d’acciaio. Prima dell’era del vaccino in Italia si registravano 3-8.000 casi ogni anno di poliomielite paralitica. Dopo l’introduzione della vaccinazione nei primi anni ’60, i casi sono andati rapidamente diminuendo e l’ultimo caso in Italia è stato registrato nel 1982.

Come si può contrarre questa malattia infettiva e che cure esistono?
Il virus della poliomielite vive nell’intestino e viene eliminato in grande quantità con le feci e con la saliva. La trasmissione è di tipo oro-fecale attraverso alimenti, l’acqua contaminata, oppure direttamente da persona a persona attraverso i contatti normali con le mani non pulite, con le goccioline emesse della saliva o degli starnuti. Non esiste cura per questa gravissima malattia, l’unica arma che abbiamo è la prevenzione con la vaccinazione.

In generale come funziona il vaccino contro la poliomielite?
I vaccini agiscono stimolando il nostro sistema naturale di difesa, il sistema immunitario, allo stesso modo del virus patogeno, ma senza determinare la malattia. La stimolazione del sistema immunitario determinerà la protezione verso la malattia per un tempo lunghissimo (nel caso della poliomielite per tutta la vita), perché l’organismo ha imparato a riconoscere e a combattere il virus patogeno. Il vaccino protegge la singola persona vaccinata, ma ha anche un importantissimo valore aggiunto: ha una valenza protettiva verso tutta la popolazione in cui quel soggetto vive. Infatti, se viene vaccinata una percentuale elevata di persone (ideale è il 95%), il virus patogeno non riesce più a circolare in quella popolazione e non sarà in grado quindi di infettare e far ammalare, comprese le persone non vaccinate. Per alcune malattie, come il morbillo e la poliomielite, l’impossibilità del virus di infettare le persone comporta la morte del virus stesso e quindi la possibilità di eliminare per sempre il virus e dunque la malattia. Si parla così di eradicazione: scomparsa da tutta la terra della malattia. Quando la malattia sarà debellata per sempre, non sarà più necessario vaccinare. Questo è già successo per il vaiolo. Tutto ciò è una grande conquista della medicina, che ha cambiato il rischio di molte malattie infettive, principale causa di malattia e di mortalità, soprattutto infantile, fino a 60-70 anni fa.

La vaccinazione risulta la migliore strada per la prevenzione, perché il tasso di vaccinazione negli ultimi anni è sceso cosi tanto?
I vaccini sono vittime del loro successo. Hanno determinato la scomparsa di molte malattie (poliomielite, difterite,) o la forte riduzione di altre che sono diventate rarissime (tetano, epatite B, meningiti batteriche, morbillo, rosolia congenita, ecc..) nella maggior parte dei Paesi del mondo, dove è assicurata la vaccinazione per tutti i bambini. La sofferenza portata da queste malattie è sconosciuta perché da tempo non si vedono più, così la gente si chiede se i vaccini servano ancora e si preoccupa dei possibili effetti negativi dei vaccini stessi. Questi sono rarissimi e mai gravi da determinare danni permanenti o peggio la morte, ma i “gruppi antivaccinali”, strumentalizzando queste paure, enfatizzano effetti negativi o sostengono danni da vaccini inesistenti. L’adesione alle vaccinazioni sta calando e questo preoccupa fortemente i medici e i responsabili della salute pubblica, perché la scarsa protezione vaccinale della popolazione può determinare la ricomparsa di molte malattie gravi. Questo sta già succedendo nei Paesi dove a causa della povertà o della guerra, si vaccina poco, come in Siria o in Ucraina dove la poliomielite è ricomparsa.

Le risulta che nella Ulss 15, negli ultimi anni, ci siano stati casi di poliomielite?
Assolutamente no, sarebbe una situazione gravissima che prevedrebbe campagne massicce di vaccinazione e rivaccinazione obbligatoria di tutta la popolazione. Malgrado i casi registrati in qualche Paese, siamo in una situazione di controllo mondiale della malattia con la possibilità dell’eliminazione entro pochi anni. L’OMS ha richiamato l’Italia, perché in questo obiettivo mondiale di eradicare la poliomielite c’è la necessità che la quota di bambini vaccinati sia elevata, mentre nel nostro Paese sta calando in maniera preoccupante.

Dott.ssa Pupo, Lei è Direttore del servizio di igiene pubblica della Ulss 15, che consigli sente di dare in campo delle vaccinazioni?
Le vaccinazioni sono una grande conquista della medicina che ha cambiato la vita della popolazione mondiale. Il mondo medico-scientifico non ha dubbi sulla efficacia e sicurezza dei vaccini e raccomanda questa pratica medica a tutti i bambini del mondo. Tutti i governi del mondo hanno previsto norme che prevedono la vaccinazione diffusa, spesso obbligatoria, a tutti i bambini. In molti Paesi avanzati la vaccinazione dei bambini non è obbligatoria, ma i bambini non vaccinati non possono frequentare la scuola o non possono usufruire dei servizi di assistenza sanitaria o sociale. I medici che hanno dubbi sulla bontà delle vaccinazioni e le sconsigliano ai genitori o sono incompetenti o sono dei truffatori. Sono parole forti, ma danno l’idea di quanto importante sia la corretta informazione sulle vaccinazioni per assicurare a tutti i bambini salute ed evitare sofferenze e drammi causati da gravi malattie infettive prevenibili con una semplice iniezione.

di Endrius Salvalaggio

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute


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