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PREVEDERE E PREVENIRE LA MALATTIA: SI PUÒ?


Intervista Dott. Stefano Ghiro Chirurgo vascolare

Un nuovo approccio diagnostico che dia maggior efficacia non solo alle cure che diventano “ad personam” ma anche ad una migliore qualità della vita, che inevitabilmente va ad influenzare quello che è l’aspetto estetico della persona. Eh sì, perché quando il corpo funziona bene, anche la psiche ne risente come pure la funzionalità delle cellule. Del resto “mens sana in corpore sano” ne erano convinti anche gli antichi. Una nuova diagnostica che permette, fra le altre cose di allungare la nostra vita, acquistandone in qualità e salute. Di questo, ne abbiamo parlato con il dott. Ghiro che di recente ha messo a punto uno studio altamente innovativo che unisce corretta diagnostica alla medicina preventiva. Il tutto partendo a monte, addirittura dal nostro DNA.

Dottor Ghiro, parliamo di questo studio…

Lo studio in questione, è recente ma io sto lavorando su questo da diverso tempo. Sono partito dal concetto che il nostro DNA contiene davvero tutta una serie di elementi che, se studiati ci possono dire a che tipo di malattia io posso andare incontro negli anni. Ed è una cosa straordinaria: se anche esiste una predisposizione io posso con lo stile di vita ed alimentazione andare ad interferire sulla mia  “storia naturale”e quindi vivere meglio, evitando tutte quelle patologie che, appunto, mi renderebbero malato.

Per questo motivo possiamo anche parlare delle cure mediche “ad personam”?

Ciascun paziente può rispondere diversamente alle terapie mediche sulla base del proprio corredo genetico presente nel DNA. Questo sta a significare che è possibile, anche, prevedere il rischio di sviluppare alcune malattie e la risposta di un individuo a determinati farmaci o alimenti. Inoltre, nell’ambito della nutrizione, (essenziale da correggere per un ottimo stile di vita), studi recenti evidenziano che i pazienti sono più motivati a seguire una dieta più sana e a mantenere uno stile di vita adeguato, quando i consigli dietetici forniti sono personalizzati e basati sul profilo genetico di ciascun individuo. Per questo nel mio studio utilizzo un nuovo approccio basato sulla genetica medica per un trattamento personalizzato grazie a dei test.

Da anni lei si occupa di Medicina Preventiva. Ci può spiegare meglio in cosa consiste?

La medicina preventiva si può definire come un insieme di pratiche mediche concepite allo scopo di limitare l’insorgenza di malattie. Rappresenta un vero e proprio approccio proattivo alla cura dei pazienti per minimizzare il rischio che si sviluppino malattie e per rilevarle precocemente, in modo da offrire al paziente le migliori probabilità di guarigione.  Anziché trattare le malattie quando si presentano, la medicina preventiva anticipa i potenziali problemi di salute promuovendo comportamenti sani e lo screening delle malattie, allo scopo di evitarle. Squilibri ormonali, diabete, obesità, alti livelli di colesterolo e trigliceridi, così come una ridotta capacità degli enzimi detossificanti del nostro organismo, sono alcune delle più significative alterazioni metaboliche che molto spesso originano da variazioni genetiche. Con un test genetico chiamato Fagron NutriGen™ è possibile scoprire ed approfondire come le caratteristiche genetiche del paziente influenzano non solo il suo peso corporeo ma anche molti altri parametri importanti come i livelli di: alcuni ormoni, colesterolo, trigliceridi, glicemia, infiammazione, capacità di detossificazione dell’organismo.

Parliamo del processo di invecchiamento: quali sono i fattori che lo possono influenzare?

I fattori sono molti: fattori ambientali, determinate abitudini di vita, lavoro, stress o pensieri negativi… Tutti questi possono influenzare il processo di invecchiamento. Uno dei test va proprio a valutare tramite la lunghezza telomerica (come detto, del cromosoma), la correlazione con l’invecchiamento cellulare.

Torniamo a  parlare di test: di che test si tratta, nel dettaglio?

Sono tre innovativi rapidi ed indolore, basati sul prelievo di un campione salivare. Questi test consentono una personalizzazione nel trattamento dell’invecchiamento tramite analisi della lunghezza telomerica, (cromosoma), del sovrappeso e delle patologie metaboliche, come pure della perdita di capelli.

Cosa si intende esattamente per “lunghezza telomerica”?

La lunghezza telomerica è uno dei biomarcatori più rilevanti dell’invecchiamento cellulare: una maggiore lunghezza dei telomeri è correlata all’aumento della durata della vita e ad un ritardo dello sviluppo di malattie legate all’età.
La necessità di benessere, di rallentare l’aging e di invecchiare in salute ha favorito la comparsa di nuovi strumenti per conoscere l’età cellulare. Grazie all’innovazione e alla ricerca dell’industria farmaceutica nel campo della genetica medica è ora disponibile, nel mio studio,
TeloTest™ un nuovo test genetico per l’analisi della lunghezza dei telomeri. E questo, mi creda, è davvero un grande passo in avanti.

Parliamo di un altro test: ovvero di consulenza nutri genomica…

Il test di nutrigenomica analizza le variazioni di 384 geni, tra le più rilevanti per pianificare una dieta personalizzata. Le variazioni genetiche sono associate a diverse categorie, fra le quali anche intolleranze e sensibilità alimentari, capacità detossificanti e così via.  L’algoritmo di questo test analizza sia fattori genetici che fattori estrinseci ottenuti attraverso un’anamnesi del paziente. Questo processo fornisce una piena comprensione dei fattori correlati all’aumento di peso e permette di impostare un programma dietetico personalizzato con un suggerimento del fabbisogno giornaliero indicando tra oltre 850 alimenti e bevande, i cibi specifici per i quali è stata riscontrata una intolleranza. Inoltre, uno studio approfondito di biomarcatori genetici correlati all’efficacia del tipo di dieta viene eseguito per determinare la percentuale di efficacia attesa. 

A chi è indicato il test genetico per l’analisi della lunghezza dei telomeri e come è in grado di rallentare il processo di invecchiamento del paziente?

Direi che il test va bene a tutti! Indicato soprattutto dopo i 30 anni. Il report che viene consegnato, studiato caso per caso, include oltre alle informazioni e le caratteristiche del paziente, un’analisi e valutazione della lunghezza telomerica con confronto tra età biologica e cronologica e delle specifiche formule antinvecchiamento  con un programma antietà 

Può consigliare questo test di nutrigenetica anche alle donne in menopausa?

Certamente, visto che rappresenta un momento fisiologico della vita della donna, che coincide con il termine della sua fertilità, ed è particolarmente delicato.

Parliamo dell’alopecia, in riferimento a questo studio..

Molti sono i pazienti soggetti a questa patologia che ricorrono al test: il test farmacogenetico per l’alopecia eseguito nel mio studio si chiama TrichoTest™ e può essere condotto sia su uomini che su donne. Questo test permette di identificare, tra più di 175 milioni di opzioni analizzate, la formula di trattamento, sia topica e sia sistemica, più adatta per il paziente sulla base della sua genetica e del suo stile di vita proponendo al tempo stesso al medico un trattamento personalizzato per ogni suo paziente.

Per finire, cosa pensa che questo studio porterà alla vita dell’uomo?

Sono molto soddisfatto di questo grande traguardo perché ritengo si tratti della “medicina del futuro.” Riuscire a pre-vedere, ovvero vedere prima quali sono le possibili patologie delle quali ci informa il nostro DNA e porvi dei rimedi, grazie a corretti stili di vita, è essenziale. E’ dunque di vitale importanza trarre benefici dai grandi passi avanti che vengono fatti dalla ricerca.

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

InForma Salute
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