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Prevenire l’influenza con un semplice gesto

Caterina ZarpellonKrankheit 1 Intervista a Mario Baruchello, medico di medicina generale dell’Ulss 3 di Bassano Quattro milioni di italiani a letto con l’influenza dopo Natale. Le previsioni degli istituti scientifici e dei medici sentinella non lasciano scampo: a gennaio infatti, secondo un trend ormai consolidato, la nostra Penisola sarà investita da un’ondata influenzale che metterà ko una buona parte della popolazione con febbre, dolori muscolari e alle articolazioni, mal di gola, raffreddore, tosse e, nel caso dei bambini, anche con problemi gastrointestinali. “Grazie ai primi rapporti del sistema InfluNet, un osservatorio di sorveglianza virologica dell’istituto superiore di Sanità, possiamo già dire che la nuova epidemia influenzale seguirà lo stesso andamento degli anni scorsi e avrà il suo picco tra la fine di dicembre e i primi giorni di gennaio – spiega il dottor Mario Baruchello, medico di medicina generale dell’Ulss 3 di Bassano operativo a Tezze sul Brenta-. Sarà veicolata da oltre 150 virus diversi e, come sempre, sarà molto contagiosa. La trasmissione infatti avviene attraverso il muco o la saliva ed è quindi sufficiente parlare a distanza ravvicinata con una persona già attaccata dal virus per rischiare di ammalarsi”. Dottor Baruchello, quanto aggressivo sarà il morbo e che tipo di sintomi darà? “I sintomi sono quelli delle malattie da raffreddamento: febbre, mal di testa, malessere generale, dolori muscolari e alle ossa ma anche mancanza di appetito, congestione nasale e mal di gola. Nei bambini si potranno avere anche problematiche di tipo gastrointestinale, come il vomito e la dissenteria. Va detto, tuttavia, che i sintomi dell’influenza sono gli stessi di un’infezione batterica e non è facile discriminarli. Per fare una diagnosi corretta bisognerebbe quindi attendere almeno tre giorni e poi rivolgersi al proprio medico di fiducia. È inopportuno assumere un antibiotico dopo il primo starnuto, come fa peraltro il 28 per cento degli italiani, o pretendere di autogestire la propria salute, come fa invece il 43 per cento delle donne dello stivale, che non chiede né al medico né al farmacista come curarsi”. Quali sono dunque le buone prassi da seguire per scongiurare il rischio di prendere l’influenza? “Per prima cosa è importante evitare i luoghi affollati o in cui si svolgono manifestazioni di massa. Si raccomanda inoltre di mantenere aerate le stanze in cui si vive o si lavora. Un gesto semplice, ed economico, come il lavarsi accuratamente e spesso le mani, in particolare dopo essersi soffiati il naso o aver tossito o starnutito, costituisce un rimedio utile per ridurre la diffusione dei virus influenzali, così come di altri agenti infettivi. Sebbene tale gesto sia sottovalutato, esso rappresenta sicuramente l’intervento preventivo di prima scelta ed è riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come uno tra i più efficaci per il controllo della diffusione delle infezioni, anche negli ospedali. Tutte queste misure sono indicate anche nel sito del Ministero della Salute www.salute.gov.it, dove è attiva una sezione dedicata proprio all’influenza”. E se, nonostante tutte le precauzioni, si viene ugualmente colpiti dai virus influenzali, cosa bisogna fare per accelerare la guarigione? “Un tempo la formula era quella delle tre L: lana, latte e letto. Un rimedio valido ancora oggi. Ciò significa che per chi è malato è consigliabile restare al caldo, seguire una dieta leggera, bere molti liquidi e stare a riposo. Si può inoltre assumere del paracetamolo per abbassare la febbre, utilizzare dei fluidificanti per ammorbidire la tosse e, all’occorrenza, prendere prodotti locali da succhiare, per il mal di gola. Bisogna inoltre tener conto che l’infettività negli adulti dura dai tre ai sette giorni: per questo periodo quindi chi è malato farebbe bene a stare lontano dalle persone più fragili (anziani e bambini), per le quali l’influenza potrebbe avere complicazioni gravi”. Sono quindi gli anziani e i bambini i soggetti più a rischio? “I bambini, specialmente quelli che frequentano l’asilo o le scuole elementari, sono sicuramente molto esposti al contagio ma in realtà, eccezion fatta per i piccoli affetti da particolari patologie, affrontano abbastanza bene l’influenza. Diversa è la situazione per le persone anziane, la cui salute ha un equilibrio molto precario. Per chi ha già raggiunto una certa età basta un’influenza per aprire le porte a problemi più seri, che il più delle volte necessitano di un ricovero ospedaliero. Non si può quindi dire che l’influenza di per sé possa essere letale, ma certamente essa può portare a complicanze di vario tipo – come ad esempio la broncopolmonite – che risultano molto pericolose per un soggetto affetto da altre malattie di cuore o dal diabete. Credo sia dunque importante, a livello sociale, che ognuno protegga con un’adeguata prevenzione i familiari e i soggetti più deboli dal contagio. Per gli anziani e per altre categorie come il personale sanitario, le persone affette da patologie particolari, i pompieri e le forze dell’ordine, la nostra Ulss offre la possibilità di vaccinarsi gratuitamente recandosi dal medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta o nei distretti”. A suo avviso dunque il vaccino antinfluenzale è utile e consigliabile? “Il nostro compito è dare informazioni scientificamente corrette e consigliare i pazienti in maniera personalizzata. Si può comunque affermare che il vaccino trivalente predisposto per la campagna antiinfluenzale in corso è sicuro ed efficace. Non tutti scelgono di farlo; anche l’anno scorso infatti nel nostro territorio non abbiamo raggiunto un alto tasso di copertura vaccinale, nonostante ad ogni medico siano state affidate dosi sufficienti per tutti i pazienti considerati “a rischio”. Di contro però all’ospedale San Bassiano ci sono stati molti ricoveri dovuti a complicazioni dell’influenza”.     BOX CAMPAGNA VACCINAZIONE DELL’ULSS 3 È partita in questi giorni, all’interno del territorio dell’Ulss 3 di Bassano, la campagna vaccinale contro l’influenza. Come negli anni scorsi, l’azienda sanitaria ha infatti messo a disposizione degli anziani e di tutte le persone considerate “a rischio” il vaccino antinfluenzale, che potrà essere somministrato gratuitamente dai medici di medicina generale e dai pediatri di libera scelta. Nelle case di riposo e nelle Rsa la vaccinazione degli ospiti verrà invece effettuata direttamente sul posto. I soggetti per i quali l’Asl raccomanda la copertura vaccinale sono dunque gli over 65, i bambini, i ragazzi e gli adulti affetti da malattie particolari e gravi (diabete, tumori, malattie cardiorespiratorie o metaboliche, HIV…), quanti debbono sottoporsi ad un intervento chirurgico e le donne che all’inizio e durante la stagione epidemica si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza. Nell’elenco figurano anche gli individui ricoverati in strutture di lunga degenza, il personale medico e sanitario, gli addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo (tra cui forze dell’ordine, vigili del fuoco, ma anche impiegati postali o donatori di sangue) e persone che, per lavoro, vengono a contatto con animali che possono essere fonte di infezione da virus influenzali non umani. Per chiunque altro desiderasse vaccinarsi è possibile acquistare il vaccino in farmacia, conservarlo in frigo fino al momento dell’uso e rivolgersi poi al proprio medico per la somministrazione.

Caterina Zarpellon

Redattrice InFormaSalute

Dr. Mario Baruchello

Medicina generale dell’Ulss 3 di Bassano

InForma Salute
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