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CARCINOMA POLMONE E PANCREAS: LA PROTEINA HMENA “ORCHESTRA” IL DIALOGO TRA TUMORE E MICROAMBIENTE E RENDE LA MALATTIA INVASIVA

Notizie dall’ Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma.

Angelica Montagna

Sono stati pubblicati, di recente, su Embo Reports i risultati di uno studio sostenuto da AIRC e realizzato dall’ Istituto Nazionale Tumori Regina Elena. Il tema, non dei più facili: “Nuovo ruolo di hMena nei meccanismi coinvolti nella resistenza alla immunoterapia.” hMena è una proteina quale marcatore di progressione dei tumori del polmone e del pancreas. Lo studio è stato effettuato dal gruppo di Paola Nisticò, dell’Unità di Immunologia e Immunoterapia dell’IRCCS Regina Elena e sono stati pubblicati su Embo Reports. Ebbene, proprio questi studi hanno svelato un nuovo meccanismo per cui hMena e una sua forma proteica (hMena deltav6) caratterizzano tumori del polmone e del pancreas a maggiore aggressività e peggiore prognosi. Questo perché hMena attiva una “comunicazione pericolosa” tra cellule tumorali e cellule presenti nel microambiente, i fibroblasti, favorendo aggressività e resistenza all’ immunoterapia. In sostanza sono stati isolati, da tessuti tumorali di pazienti operati, fibroblasti che, quando esprimono hMena, aiutano il tumore a essere invasivo.

Allo stesso tempo, hMena presente sulle cellule tumorali le mette in comunicazione con i fibroblasti, stimolando questi ultimi ad allearsi con il tumore. Studiando con varie metodologie queste cellule è stato identificato che la ‘cattiva comunicazione’ avviene attraverso la produzione di un fattore solubile (GAS-6) da parte dei fibroblasti, che è intercettato dalle cellule tumorali grazie al recettore AXL regolato da hMena. La proteina partecipa quindi al programma di invasione tumorale, agendo in maniera reciproca sulle cellule tumorali e sui fibroblasti associati al tumore. E’ la stessa dottoressa Paola Nisticò, a spiegarlo. Le neoplasie polmonari e del pancreas sono ricche di quel tessuto che sostiene, nutre e protegge le cellule tumorali, chiamato componente stromale. I fibroblasti sono molto abbondanti proprio nello stroma del tumore. Vale a dire che l’identificazione di hMENA come marcatore di fibroblasti con attività pro-tumorali è di notevole importanza soprattutto per lo sviluppo di terapie mirate contro i più temuti big killer tumorali, quello del pancreas e del polmone. Lo studio è importante e potrà avere rilevanza prognostica e terapeutica, dal momento che il recettore AXL è coinvolto nei meccanismi di resistenza a terapie a bersaglio molecolare e alla immunoterapia con inibitori dei regolatori immunologici, i cosiddetti check-point.  Si sta studiando, adesso, per capire come bloccare il dialogo nocivo tra fibroblasti e tumore, e identificare il ruolo di HMena sulle proprietà immunosoppressive di queste cellule protagoniste del microambiente tumorale.

Va ricordata chi ha sostenuto lo studio, ovvero la Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro.

Angelica Montagna

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