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Punture d’insetti, come difenderci

I morsi da zecca possono provocare l’encefalite

Con l’arrivo dell’estate si trascorre più tempo all’aria aperta e puntualmente si ripresenta il problema delle punture degli insetti, che dopo il letargo invernale tornano a farsi sentire nel senso stretto della parola. Punture o morsi, anche se con fini diversi, hanno conseguenze simili. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza grazie al contributo della Dott.ssa Sandra Costa presso servizio igiene Ulss 15 Camposampiero e Cittadella.

 

di Endrius Salvalaggio

Dott.ssa Costa, che differenza c’è tra una puntura di un insetto ed un morso di un insetto? 

Puntura e morso sono parole correntemente usate come sinonimi, ma volendo essere precisi puntura è sicuramente quella inferta da un pungiglione, quale ad esempio possono dare l’ape, la vespa o lo scorpione, mentre il morso è praticato con l’apparato buccale dagli insetti ematofagi (che si nutrono di sangue), tra cui le zanzare, le zecche e i pidocchi.

In questo periodo si passa più tempo all’aperto che al chiuso, almeno per chi può. Ci può cortesemente dire come possiamo difenderci dalle zanzare, zecche o dalle api o vespe?

Per difendersi dagli insetti, zanzare e zecche in particolare, è sicuramente utile portare, durante le passeggiate in montagna e nelle ore serali più fresche, abiti lunghi, meglio se trattati con insetticidi (contenenti derivati del piretro). La cute scoperta può invece essere trattata applicando lozioni repellenti.

Le zanzare preferiscono i colori scuri ed i profumi, perciò scegliere abiti chiari ed evitare l’uso di prodotti cosmetici profumati ci aiuta.

Il rischio maggiore è dato dalla reazione allergica che causa l’anafilassi; si può rischiare la vita?

Con il termine di reazione anafilattica s’intende una reazione allergica eccessiva e particolarmente grave che può portare a morte, se non s’interviene prontamente. L’anafilassi si presenta sempre in persone allergiche al “veleno” degli imenotteri (vespe, api, calabroni), dopo pochi minuti dalla puntura. Si manifesta con orticaria diffusa e gonfiore diffuso, crampi addominali, difficoltà respiratorie e a volte collasso cardio-circolatorio.

Cosa possiamo fare se veniamo morsi da una zecca o punti da un ape o vespa?

Quando l’insetto lascia il pungiglione, come nel caso dell’ape, questo va rimosso. La vespa invece non lascia il pungiglione. Nel caso di puntura d’ape o vespa, la sede di puntura deve essere trattata con ammoniaca per contrastare il dolore e il gonfiore locali. Chi sa di essere allergico al veleno di api o vespe, deve portare sempre con sé i farmaci prescritti dallo specialista. Chi non sa di essere allergico, ma accusa i sintomi sopra descritti, dopo punture da imenotteri, deve recarsi al più presto in Pronto Soccorso per le cure del caso. Ricordo che la puntura d’insetto può essere veicolo per la spora del tetano perciò è importante essere vaccinati contro il tetano. La zecca interessa l’uomo solo occasionalmente mentre di solito è il parassita degli animali. E’ importante al rientro da escursioni in ambienti rurali ispezionare accuratamente gli abiti e tutto il corpo per escluderne la presenza. Nel caso in cui si scopra la zecca, questa va rimossa il prima possibile perché così si riduce il rischio di contrarre infezioni, anche gravi, che possono essere trasmesse dal morso di zecca. La zecca va rimossa afferrandola saldamente con una pinzetta, applicata il più possibile all’attacco della zecca sulla pelle e, tirandola con decisione ma senza strappi, con una delicata rotazione, per evitarne la rottura. Dopo il distacco è bene disinfettare la cute sede del morso. E’ importante sapere che non bisogna utilizzare petrolio o altri liquidi per favorire il distacco della zecca, perché questo provoca rigurgito della zecca aumentando il rischio di trasmissione d’infezioni. Se compare rossore e gonfiore sul punto del morso della zecca o febbre, mal di testa e/o dolori articolari, è bene rivolgersi al medico.

Nell’applicazione di insetto-repellenti, ci potrebbe dire quanto dura la protezione ed è vero che gli insetto-repellenti con essenze naturali evaporano molto prima di quelli tradizionali? 

L’effetto dei prodotti repellenti può durare da un minimo di 2 ad un massimo di 6/8 ore a seconda della quantità di principio attivo contenuta. I repellenti di origine naturale offrono una minor efficacia rispetto ai prodotti di sintesi, ma sono da preferire per i bambini con meno di due anni. Le lozioni repellenti non devono essere applicate sugli occhi, sulle labbra e nelle zone delicate.

Come possiamo migliorare il nostro giardino o la nostra casa per difenderci dagli insetti?

Dobbiamo sapere che le zanzare utilizzano piccole riserve d’acqua per depositare le uova e proliferare. E’ necessario dunque evitare i ristagni di acqua. Ad esempio, i sottovasi, vanno regolarmente vuotati mentre i pozzetti delle acque meteoriche vanno bonificati periodicamente con pastiglie di insetticida che contrastino la crescita delle larve. L’insetto adulto diversamente soggiorna sulle siepi perciò può essere utile trattarle con derivati del piretro. Un giardino dove sia fatto periodicamente il taglio dell’erba riduce la possibilità di ospitare, per chi ha animali domestici che ne sono gli ospiti abituali, le zecche. Controllare gli animali e trattarli con i presidi anti-zecche e controllare regolarmente le loro cucce se sono all’aperto, aiuta anche noi.

Ultima domanda, Dott.ssa Costa che consigli possiamo dare alle mamme che in questo periodo hanno i bambini che vanno spesso nei giardini o in villeggiatura tra montagna e mare?

L’attività fisica all’aperto fa bene ai piccoli e ai grandi e scegliere abiti chiari, usare repellenti sulle superfici scoperte del corpo, evitare i profumi aiuta a ridurre le punture delle zanzare. Nelle passeggiate in montagna, per ridurre la possibilità di incontrare zecche e vipere, è opportuno indossare calzature adeguate, pantaloni lunghi, camminare su sentieri battuti evitando il sottobosco ed evitare di sedersi direttamente a contatto con l’erba. Mi permetto di segnalare che in Austria, Trentino, Friuli-Venezia Giulia e nella provincia di Belluno, si presentano ogni anno diversi casi di Encefalite da Zecche. Si tratta di una patologia grave per la quale esiste la vaccinazione, pertanto chi ama praticare escursioni in montagna deve sapere che c’è la possibilità di richiedere la vaccinazione contro l’Encefalite da Zecche presso gli ambulatori di Igiene e Sanità Pubblica. La vaccinazione, particolarmente raccomandata per quanti amano fare escursioni nei boschi, si articola in tre dosi da fare in un arco di sei mesi ed è a pagamento.

 

Dr.ssa Sandra Costa

Ambulatorio per i Viaggiatori internazionali presso il Servizio Igiene Sanità Pubblica Ulss 15 di Cittadella e Camposampiero

Endrius Salvalaggio

Redazione InFormaSalute

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