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EDITORIALE N. 79 – OTTOBRE 2020

Angelica Montagna

COVID – 19: AMMALARSI DI PAURA

E’ vero, questo brutto virus che gira come gli pare e piace mette una gran fifa. A tutti, indistintamente, anche a chi sbandiera il fatto che non gliene importa nulla. I morti ci sono stati e tanti anche. E la cosa che preoccupa ancor di più è il fatto che stavolta, questo 19 è di portata mondiale. E qui non vale “mal comune mezzo gaudio”, proprio per niente. Una pandemia senza precedenti nella storia dell’umanità. Ho fatto questa premessa per far capire che chi scrive non appartiene al movimento negazionista ma crede fortemente nelle misure di contenimento, quali il distanziamento, l’igiene delle mani e non solo, l’ uso della mascherina quando si è in luoghi affollatati. Tuttavia, mi preme fare alcune considerazioni. Giorni fa parlavo con una amica farmacista che mi raccontava quanto la vendita di ansiolitici continui la sua impennata verso l’alto. Di come la gente, impaurita, si rivolga al farmacista non più così tanto sottovoce, per raccontare le notti in cui è difficile fare “tutto un dritto” di sonno, preoccupata per il futuro. Per il covid, per le altre possibili malattie, per la morte, per il lavoro che se qui non gira, non ce n’è più per nessuno e se non ce n’è più per nessuno, non ci sono più soldi per vivere. Gente preoccupata per il prossimo già ventilato lockdown a Natale (!!!) Per i figli, per la richiusura delle scuole e dove li metto, con chi stanno? Per le palestre che se le chiudono “io come faccio” (l’ho sentito con le mie orecchie), per i piccoli dell’asilo che quando devono fare il tampone sono soli senza mamma e papà presenti… Per il tampone rapido che se devo fare per qualsiasi ragione e mi trovano il covid e non lo sapevo perché ero un asintomatico, devo poi avvisare il mondo con il quale sono stato in contatto negli ultimi giorni e sentirmi in colpa perché blocco tutto e tutti. C’è un aspetto, in tutta questa faccenda che sfugge, forse perché ancora non è così lampante o semplicemente perché ci facciamo travolgere dai numeri, ed è l’aspetto dell’animo umano, quello dei volti che adesso sono coperti da mascherina. Dietro a quella coltre, ci sono cuori che battono e hanno paura. Cuori che si vedono riflessi negli occhi. Possibile che nessuno ci faccia caso, (al di là dei numeri che diamo ogni giorno anche noi giornalisti alla televisione), alle persone, delle loro intime paure? Perché noi dell’informazione (e qui faccio un mea-culpa) quando diamo i numeri legati al covid, non li diamo in percentuale, ad esempio, rispetto al mese di marzo. Giusto per correttezza di informazione. Perché non diciamo che in Veneto oltre il 90% dei positivi è asintomatico e che se viene una influenza ci fa stare peggio… Parlo sempre di questo momento, ripeto, visto che il covid non lo conosciamo così bene.
Il corriere pubblicava un riquadro, ieri 14 ottobre, facendo dei raffronti con il mese di marzo:
21 MARZO
26.336 TAMPONI/POSITIVI 25% 14 OTTOBRE
152.196 TAMPONI/POSITIVI 4,8%
21 MARZO
2.857 TERAPIE INTENSIVE
14 OTTOBRE
539 TERAPIE INTENSIVE

Questo non vuol certo dire abbassare la guardia, il covid è una brutta bestia che ancora non conosciamo totalmente. L’invito è quello di rispettare gli animi sensibili che spesso non sanno elaborare la realtà. E ce ne sono tantissimi. A partire dai genitori in continuo stato di apprensione, di incertezza, che senza volerlo passano ai figli, da chi accende la TV e ascolta numeri, tuttavia mai dati con commenti positivi (uno fra tutti l’essere asintomatico). Su questo mi è capitato di confrontarmi con un medico: mi ha dato ragione, affermando che in effetti, almeno per il momento il covid non è più il covid dei numeri di marzo ma “se non teniamo un po’ la gente freno, da domani tutti fanno ciò che vogliono”… Insomma, cerchiamo di “stemperare gli animi”, non di spaventare. L’umanità ha bisogno di buone notizie e volendo trovarle, anche parlando di covid ce ne sono. E nel nostro piccolo aiutiamo a far girare l’economia, andando ad acquistare nei negozi sotto casa, contagiando gli altri con quell’armonia pre-covid tanto cara e così difficile da ritrovare.

Angelica Montagna

Direttore Responsabile

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