• Informasalute N.77

    Informasalute N.77

    Luglio 2020

    LASER ENDOLUMINALE PER VENE VARICOSE. AD ASIAGO SI PUÒ!

    Leggi tutto

  • Informasalute N.75

    Informasalute N.75

    Febbraio 2020

    CORONAVIRUS, IL SUO NEMICO È L’IGIENE

    Leggi tutto

  • Informasalute N.74

    Informasalute N.74

    Gennaio 2020

    LUDOPATIA? NO, GRAZIE

    Leggi tutto

  • Informasalute N.73

    Informasalute N.73

    Dicembre 2019

    I colori della vita

    Leggi tutto

  • Informasalute N.72

    Informasalute N.72

    Novembre 2019

    L’età del bisogno

    Leggi tutto

QUANDO IL COVID È D’IMPORTAZIONE

Nuovo improvviso focolaio nel Vicentino generato da un imprenditore rientrato dalla Serbia. Aumentato in Veneto l’indice di trasmissibilità infettiva. Il Governatore Luca Zaia denuncia il “comportamento irresponsabile” ma poi smorza i toni: “Il Veneto non ha ripreso l’onda dei contagi”.

Alessandro Tich

Paese che vai, Covid che trovi.
Dobbiamo ricordarcelo tutti i giorni, ogni mattina che ci svegliamo: il rischio di contagio è diminuito ma NON è debellato, con il Coronavirus stiamo convivendo e gran parte della capacità di contenerne la diffusione dipende dai nostri comportamenti. Soprattutto in questo momento nel quale ci è consentito di spostarci e gli spostamenti aumenteranno in modo esponenziale – anche se molte persone causa crisi economica rimarranno a casa – in occasione delle vacanze estive. Sono cose dette e scritte migliaia di volte ma, a quanto pare, ripeterlo anche per l’ennesima volta non basta mai. Altrimenti non sarebbe successo quello che è successo, denunciato ai media dal Governatore del Veneto Luca Zaia in una conferenza stampa straordinaria convocata d’urgenza venerdì 3 luglio nella consueta sede della Protezione Civile del Veneto a Marghera. Ed è successo che in Veneto è scoppiata una nuova e improvvisa fiammata di contagi da Coronavirus, con un nuovo focolaio in provincia di Vicenza scatenato da un imprenditore vicentino rientrato lo scorso 25 giugno da un viaggio di lavoro in Serbia, assieme ad altre tre persone.
L’episodio, come ha riferito il Presidente della Giunta regionale che ha parlato di “comportamento irresponsabile”, ha portato in un solo balzo il Veneto da un rischio di contagio basso a un rischio elevato, causando l’impennata dell’indice Rt (indicatore che misura la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva) della nostra Regione da 0,43 a 1,63, con un indice Rt nazionale (dato aggiornato al 3 luglio) inferiore a 1.
Dopo il suo rientro a casa dal Paese balcanico, l’imprenditore vicentino contagiato, residente a Sossano, ha continuato ad andare a lavorare, ha partecipato persino a una festa privata di compleanno e ha preso parte anche a un funerale ignorando ogni sintomo già avvertito al suo rientro in Italia – febbre a 38, malessere generale, inappetenza, dolore alle ossa -, presentandosi il 28 giugno in ospedale a Noventa Vicentina e rifiutando il ricovero all’ospedale di Vicenza nonostante fosse risultato positivo e mentendo sui contatti avuti con colleghi e collaboratori e sul suo isolamento fiduciario. Alla fine l’uomo è stato ricoverato in ospedale l’1 luglio, dopo l’insistenza da parte del sindaco di Sossano, e attualmente è in Rianimazione. Risultato: cinque positivi (tre a
Vicenza, uno a Padova e uno a Verona) tra i contatti dell’imprenditore e 89 persone in isolamento (52 isolamenti fiduciari a Vicenza e 37 a Verona).


“Se questo è il sistema di gestire positività e sintomatologie dopo quattro mesi di Coronavirus, io allargo le braccia”, ha dichiarato Zaia nell’annunciare una nuova ordinanza di inasprimento delle regole in uscita lunedì 6 luglio, che non riguarda restrizioni alla libertà di movimento dei cittadini, ma “misure ancora più efficaci negli isolamenti fiduciari dei positivi e dei loro contatti stretti”. “Se fosse per me, io prevederei la carcerazione, scrivetelo pure – ha affermato il Governatore -. Non esiste che un positivo vada in giro, a prescindere. Io penso che sia fondamentale che a livello nazionale si prenda in mano questo dossier, in senso generale. È fondamentale che in questi casi ci sia il ricovero coatto, cioè un TSO, Trattamento Sanitario Obbligatorio. Dall’altro c’è la
necessità di essere severissimi con gli isolamenti fiduciari. Io non ce l’ho con nessuno, che sia chiaro. Ma qui abbiamo un centinaio di persone andate in isolamento semplicemente perché nessuno ha avuto il coraggio di fermarsi.”


La notizia – come accade sempre in questi casi – è stata battuta in tempo reale dalle agenzie e ha fatto in pochi minuti il giro del mondo, producendo immediati contraccolpi negativi nel fine settimana del 4 e 5 luglio, con disdette di prenotazioni alberghiere nel Veneto da parte di turisti “impauriti” dalle news sulla “ripresa del contagio”. Per questo motivo, in una nuova conferenza stampa convocata il giorno dopo e cioè sabato 4 luglio, il Presidente Zaia ha precisato che si sta parlando di un “cluster” e cioè di un “focolaio” che è stato importato da fuori – e cioè da un Paese che sta attualmente affontando l’emergenza Covid-19 e ha deciso di attuare il lockdown dal 4 luglio come la Serbia – e che è stato affrontato, non appena se ne è venuti a conoscenza, dal Piano della Sanità Pubblica del Veneto. “Vorrei ricordare – ha smorzato i toni Zaia – che nonostante qualcuno abbia tentato di buttare benzina sul fuoco, stiamo parlando di 5 positivi di un focolaio importato. Siamo andati a prenderci il virus in Serbia e ce lo siamo portati a casa in auto.” “Il Veneto non ha ripreso l’onda dei contagi”, ha aggiunto, smorzando i toni preoccupati e soprattutto preoccupanti del giorno precedente, quando il Governatore, tra le altre cose, aveva anche dichiarato: “Oggi vi dico che se continuiamo di questo passo, non fatevi più la domanda se il virus ritorna in ottobre, perché ce l’abbiamo già qui.”


“In Veneto non stiamo parlando di un’ecatombe. Anche i dati di oggi parlano di una situazione “Covid-free” per il Veneto”, ha invece affermato Zaia 24 ore dopo, relegando il nuovo focolaio vicentino al ruolo di situazione isolata, benché ovviamente degna della massima attenzione e bisognosa di ulteriori controlli e verifiche sui contatti del nuovo “paziente zero” che sono ancora in corso. Si tratta comunque di un episodio grave per la modalità con cui le persone coinvolte hanno sottostimato il rischio per la salute pubblica del quale sono state portatrici e che va segnalato anche sulle pagine di “InFormaSalute Italia” per sottolineare gli opportuni comportamenti da adottare, ma anche quelli da evitare, affinché la ripresa del contagio in senso pandemico non avvenga realmente.
Infine la vera e oggettiva situazione del Covid-19 nella Regione Veneto, con i dati ufficiali aggiornati al 4 luglio 2020, diffusi sempre dal Governatore: 1.001.885 tamponi eseguiti; 781 persone attualmente in isolamento; 169 ricoverati; 9 pazienti attualmente in Terapia Intensiva; 2.023 deceduti e 3.611 dimessi.

Alessandro Tich

Condirettore

InForma Salute
    • Casa Editrice

      Agenzia Pubblicitaria Europa 92
      Via Pio IX 27 - 36061 Bassano del Grappa (Vi)
      C.F.: 02101360242

      info@informasalute.net
      tel: 0424.510855
      mobile: 0039.335.7781979

      Seguici su

    • Redazione

      Direttore Responsabile
      Angelica Montagna

      Condirettore
      Alessandro Tich

      Coordinatore Editoriale
      Ledy Clemente
      Romano Clemente

      Redazione
      Romano Clemente
      Alessandro Tich
      Angelica Montagna
      Renzo Deganello
      redazione@informasalute.net

    • Contattaci

      Nome e Cognome (richiesto):


      E-Mail (richiesto):


      Messaggio (richiesto):


      Clicca sul riquadro sottostante per dimostrare che sei umano (richiesto):